giovedì 26 gennaio 2012

L'aglio, una pillola di benessere


L’Aglio (allium sativa) e gli ortaggi simili quali le cipolle (allium cepa), i porri (allium porrum), lo scalogno (allium ascalonium) e l’erba cipollina (allium schoenoprasum) hanno comprovati effetti benefici sulla nostra salute e agiscono nella prevenzione dei tumori.
Studi epidemiologici dimostrano la riduzione significativa nei soggetti studiati della probabilità di manifestare cancro allo stomaco e alla prostata.
Le molecole responsabili di questi effetti anti-tumorali sono delle sostanze fitochimiche contenenti zolfo (ad esempio l’alliina, da cui deriva l’allicina ed altri composti) e vengono liberate in seguito alla frantumazione di questi ortaggi.
L’aglio, come la cipolla, contiene anche la quercetina, un polifenolo inibitore della crescita.
L’aglio e i suoi parenti frenano lo sviluppo del cancro, sia per l’azione protettrice nei confronti dei danni causati dalle sostanze cancerogene (nitrosammine), sia per la loro capacità di impedire la crescita delle cellule tumorali (pro-apoptotico).
E’ di recente pubblicazione  un lavoro sulla rivista Journal of nutrition, ne illustra gli effetti benefici sull’apparato cardiovascolare, sul quale eserciterebbe un blando, ma continuo, effetto ipotensivo e antiaggregante.
Consigli in cucina
L’aglio crudo affettato o frantumato, rappresenta sicuramente la migliore fonte di sostanze anti-tumorali e va quindi preferito agli integratori. La cottura blocca la formazione delle sostanze anti-tumorali, per cui è preferibile aspettare 10 minuti dopo la frantumazione prima di cuocere 
Quantità consigliata 2-3g al giorno pari a 1-2 spicchi.
Fonti: www.lascuoladiancel.it; Gingras e Beliveau. L’alimentazione anti-cancro. Sperling & Kupfer 2006.

Rigatoni integrali con aglio, olio e mollica di pane
Per 2 persone
160g di rigatoni integrali
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
50g di mollica di pane
Peperoncino
Sale q.b.

Preparazione
Cuocere i rigatoni in abbondante acqua salata
Nel frattempo pulite l’aglio, tagliate gli spicchi a fette e metteteli in una padella antiaderente, dove avete posto l’olio a scaldare a fuoco minimo. Lasciatelo imbiondire leggermente per un minuto.
Gettate nel tegame la mollica di pane tagliata a pezzetti ed il peperoncino. Mescolare e continuare a cuocere per un minuto a fuoco moderato finché la mollica non diverrà croccante.
Scolate la pasta al dente conservando un po’ dell’acqua di cottura, e gettatela nel tegame.
Fate saltare la pasta, unendo un po’ dell’acqua di cottura e amalgamare il tutto.
Per i palati forti, si può aggiungere altro peperoncino.
Buon appetito!

Dott.ssa Tiziana Stallone, biologo nutrizionista
www.studiomazzullo.it/stallone

Gianluigi Marabotti, grafico
http://www.facebook.com/gianluigi.marabotti
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sabato 21 gennaio 2012

venerdì 20 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

Si fa presto a dire cotechino!


Tiziana Stallone e Sara Sanzi
Attente a quelle due!

Rosso pomodoro


Un pomodoro al giorno…

Vorrei riabilitare un bene prezioso della nostra mediterraneità che spesso a torto, raramente a ragione, viene bandito dalle nostre tavole: il pomodoro.
Questo alimento è spesso accusato di esser troppo acido e troppo ricco in nickel (forse anche troppo rosso?) ecco quindi che, sulla scia di diete incongrue, ci si priva di ciò che la Scienza ha invece riconosciuto come prezioso. Il pomodoro ha proprietà antiossidanti e antitumorali, soprattutto in relazione al tumore della prostata.
C’è una stretta correlazione, come dimostrato da studi epidemiologici, tra consumo di grassi nella dieta e cancro della prostata. Lo stress ossidativo dovuto allo scarso consumo di frutta e verdura, alla sedentarietà e al fumo di sigaretta, rappresentano altri fattori precipitanti. Una corretta alimentazione può invece fornire preziosi nutrienti, che fungono da agenti preventivi per i nostri organi, prostata inclusa. Un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer, ne riassume i principali quali: vitamina E, selenio, antiossidanti contenuti nei cereali integrali, e il licopene un carotenoide, il pigmento responsabile proprio del colore rosso e dell’attività antitumorale del pomodoro.
I Paesi che sono grandi consumatori di pomodoro e assumono regolarmente licopene, come l’Italia, la Spagna e il Messico, hanno un tasso di tumore alla prostata più basso dell’America del Nord (la riduzione del rischi è di circa il 30% nei tumori che insorgono sui 65 anni). 

Consigli in cucina
L’azione anti-tumorale del licopene è potenziata dalla cottura dei pomodori e dalla presenza di sostanze grasse, come ad esempio l’olio d’oliva. Pertanto anche la salsa concentrato di pomodoro e le conserve sono ricche di licopene. Sono sufficienti due pasti la settimana a base di salsa di pomodoro per ridurre il rischio del 25% di sviluppare tumore alla prostata. Non dimenticate di aggiungere anche l’aglio!
Fonte. Fleshner e Zlotta. Prostate Cancer Prevention. Cancer, 110(9), 2007

Pappa col pomodoro, una ricetta semplice, economica, salutare, italiana al 100%
Ingredienti per 4 persone:

400 grammi di pomodori pelati freschi
200 grammi di pane casalingo (meglio se raffermo)
un mazzetto di basilico
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,
½ litro di brodo vegetale
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe
Tostare il pane tagliato a fette infornandolo per qualche minuto a 200°C
In un tegame fate rosolare l’aglio e il basilico. Aggiungete il concentrato e i pomodori precedentemente scottati e pelati, fate cuocere fino a raggiungere il bollore.
Versate durante il bollore tutto il brodo unendo il pane tagliato a fettine sottili e lasciando cuocere per 2 o 3 minuti. Levate il tegame dal fuoco e lasciate riposare coperto per un’ora.
Prima di servire rimescolate bene gli ingredienti.
La pappa al pomodoro può essere servita fredda, tiepida o riscaldata.
Aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva a crudo e guarnire con basilico fresco.
Le ricette per la Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori.
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venerdì 13 gennaio 2012

Quando il benessere viene da Oriente: spaghetti all'indiana


La spezia curcuma (Curcuma longa o zafferano delle indie) è una polvere di colore giallo intenso, ottenuta dalla frantumazione della radice di una pianta simile allo zenzero.

Ricerca
Al momento non è stato svolto alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo di cancro. Tuttavia, c’è un certo consenso sul fatto che la curcuma possa essere responsabile di significative differenze tra il tasso di alcuni tumori in India e quello dei Paesi Occidentali. Esistono, infatti, numerose evidenze sperimentali degli effetti antitumorali della curcuma in vitro e su modelli animali, dove la curcuma avrebbe effetto preventivo sui tumori dello stomaco, dell’intestino, della pelle e del fegato. Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la curcuma sembra essere più efficace.
Una recentissima pubblicazione sulla rivista Current Pharmaceutical Design, ipotizzerebbe anche una possibile implicazione della Curcuma Longa nella prevenzione del morbo di Parkinson’s. .

Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione
La componente biologicamente attiva della curcuma è la curcumina. La biodisponibilità della curcumina è relativamente bassa, può essere aumentata in maniera considerevole (più di mille volte!) se assunta assieme al pepe. La curcumina possiede attività antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti, oltre ad avere un grande potenziale anti-tumorale. La curcumina promuove la morte delle cellule tumorali (effetto pro-apoptotico) e inibisce la formazione dei vasi che alimentano il tumore (effetto anti-angiogenetico). La curcumina ha anche un effetto anti-infiammatorio (inibitore della ciclo-ossigenasi).

Consigli in cucina
L’aggiunta quotidiana di un cucchiaino da tè di curcuma assieme ad un po’ di pepe (sinergia culinaria) a zuppe, condimenti o piatti di pasta rappresenta un modo semplice, rapido ed economico per ottenere un apporto di curcuma sufficiente a prevenire lo sviluppo del cancro. L’aggiunta di olio extravergine di oliva giova ad aumentare la biodisponibilità della curcumina, essendo questa liposolubile.

La curcuma si può aggiungere ai minestroni di verdure, minestre, brodi, primi piatti (soprattutto freddi), secondi a base di carne e di pesce. La sua versatilità in cucina è superiore a quella dello stesso zafferano.
Fonte. Mythri e Bharath, Curcumin: A Potential Neuroprotective Agent in Parkinson's Disease. Curr Pharm Des, gen 2012 (in corso di stampa)
Goel & Aggarwal. Curcumin, the golden spice from Indian saffron, is a chemosensitizer and radiosensitizer for tumors and chemoprotector and radioprotector for normal organs. Nutr  Cancer 62(7), 2010

Spaghetti all‘Indiana
Per 2 persone
200g di spaghetti integrali
2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
½ cucchiaino di curcuma in polvere
Un pizzico di pepe nero
Sale q.b.

Preparazione
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata
Nel frattempo pulite l’aglio, tagliate lo spicchio a fette e mettetelo in una padella antiaderente, dove avete posto l’olio a scaldare a fuoco minimo. Lasciatelo imbiondire per qualche minuto.
Gettate nel tegame la curcuma in polvere. Mescolare e continuare a cuocere per un minuto a fuoco moderato.
Scolate la pasta al dente conservando un po’ dell’acqua di cottura, e gettatela nel tegame con la salsa alla curcuma.
Fate saltare la pasta, unendo un po’ dell’acqua di cottura e amalgamare il tutto.
Spolverare con pepe.
Servire caldi.
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venerdì 6 gennaio 2012

Istruzioni per una buona tazza di tè verde



La leggenda narra che il tè sia nato in Cina nel 2700 a.C., sotto il regno dell’imperatore Shen Nung. Mentre questi riposava all’ombra e un servitore faceva bollire l’acqua, una folata di vento adagiò nel pentolino alcune foglie di tè. L’imperatore, che aveva sete, bevve e se ne innamorò. Da allora il tè si diffuse dalla Cina in tutto il mondo.

Viene fabbricato a partire dai giovani germogli dell’arbusto Camellia sinensis, una pianta tropicale, probabilmente originaria dell’India, che venne portata in Cina lungo la via del tè.
Il tè nero è il più diffuso ed è consumato di più in Occidente
il tè verde è preferito solo dal 20% dei consumatori ed è consumato soprattutto il Oriente. Unica eccezione l’India, si consuma quasi esclusivamente tè nero.

E’ il tè che subisce meno trasformazioni, la produzione avviene ancora oggi in modo artigianale. Il tè rimane verde, perché le foglie non vengono fermentate. Il contenuto di caffeina è in media quattro volte minore rispetto al tè nero.

Proprietà
Un terzo del peso delle foglie è rappresentato da una classe di antiossidanti i polifenoli, chiamati anche catechine; sono questi i maggiori responsabili del potere anti-tumorale del tè verde.
La catechina più importante è l’EGCG o epigallocatechina 3-gallato, che possiede il potenziale antitumorale più elevato.
Molti studi realizzati nel corso degli ultimi anni attribuiscono a tè verde un’azione benefica dei tumori della vescica e della prostata, del seno e dello stomaco. In vitro l’EGCG inibisce la crescita di molte cellule tumorali, tra cui quelle delle leucemie umane. Studi realizzati su animali, hanno dimostrato che il tè verde previene tumori indotti da agenti cancerogeni.
Il meccanismo di azione potrebbe essere a livello dell’angiogenesi, ovvero l’EGCG del tè verde è in grado di bloccare la proliferazione dei vasi che alimentano il tumore.

Importante
Il tempo di infusione delle foglie è un fattore estremamente importante; una infusione di 5 minuti porta ad estrarre solo il 20% delle catechine che potrebbero essere presenti con un’infusione di 8-10 minuti.
9 mg polifenoli per tazza, dopo 2 minuti di infusione
540 mg polifenoli per tazza, dopo 10 minuti di infusione.

Fonti. Holly Phaneuf. Erbe tutta la verità. Oscar Mondadori, 2009; Gingras e Beliveau. L’alimentazione anti-cancro. Sperling & Kupfer 2006.

Istruzioni per una buona tazza di tè verde per la prevenzione tumorale
-Scaldare 250ml di acqua per tazza e spegnere appena giunge ad ebollizione
-Aggiungere un cucchiaino raso di tè verde in foglia nell’acqua, posto all’interno di un apposito filtro contenitore (in alternativa utilizzare teiere o tazze provviste di filtro incorporato)
-Lasciare in infusione 10 minuti
Il tè va sorseggiato appena preparato. Bere tiepido, mai bollente. Preferibilmente senza zucchero, o in alternativa con un cucchiaino raso di miele.

Sono consigliate 3 tazze di tè verde al giorno.
Il tè verde esiste in tante varietà, ovviamente da provare tutte!
Tra le principali: bancha (più delicato), sencha (più carico), genmaicha (addizionato con riso tostato), al gelsomino.

Le ricette della Lilt, Lega italiana per la lotta ai tumori
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