venerdì 24 giugno 2011

Cavour, epicureo della tavola e padre del barolo

Camillo Benso Conte di Cavour, artefice del progetto monarchico dell’unità di Italia, uomo liberale, laico, moderato, stratega della politica, si muoveva nelle relazioni diplomatiche con la stessa tattica, il medesimo calcolo e freddezza di un giocatore di scacchi durante una finale.

In tavola, invece, la moderazione, il controllo di Cavour si allentava, riflettendo una radicata bulimia, quasi atavica, tanto la sua natura ne pareva permeata. Cavour era talmente ghiottone che ne ritroviamo testimonianza in una lettera del padre alla moglie: “Nostro figlio è un ben curioso tipo. Anzitutto ha così onorato la mensa: grossa scodella di zuppa, due belle costolette, un piatto di lesso, un beccaccino, riso, patate, fagiolini, uva e caffè. Non c’è stato modo di fargli mangiare altro!”

Non di rado concludeva il lavoro della politica a tavola con costolette o bue brasato. Una buona bottiglia di Barolo, che lui stesso produceva, era l’asso nella manica per le trattative più difficili.

Tra i riti del conte il mattutino bicerin, bevanda a base di caffè, cioccolata calda e crema di latte. Il suo piatto preferito un pasticcio di riso con burro, parmigiano, arricchito con pomodoro e pezzi di uova sfrittellate.

Portava la sua franca obesità con disinvoltura, con fierezza. Incurante dell’aspetto fisico, con buona probabilità non fece mai un addominale in vita sua.

Fu un peccato che la morte le colse improvvisamente meno di tre mesi dopo l’unità d’Italia, a soli 51 anni, quando l’aspettativa di vita per le persone del suo ceto era ben più lunga. Quanto l’obesità abbia avuto un ruolo in tutto questo, può essere solo supposto e non certificato.

Pare che le sue ultime parole siano state: “L’Italia è fatta. Tutto è salvo”.

martedì 21 giugno 2011

Garibaldi, astemio e quasi vegetariano

L’unica carne di cui Garibaldi era ghiotto era il churrasco, grigliata di manzo Sud americana. Per il resto preferiva il pesce: focaccia nizzarda con cipolle, olive nere e acciughe, baccalà, stoccafisso, pesce azzurro crudo

Questi i pasti di festa dell’eroe dei due mondi, per il resto Garibaldi era quasi completamente vegetariano.

Sapeva di popolo la Sua cucina, povera, essenziale, vegetale, leggera. Zuppe rustiche di legumi aromatizzate all’aglio e cipolla e pane nero degli umili.

Niente vino per Garibaldi, era quasi completamente astemio. Cosa rara per un combattente di quei tempi, non per lui che amava esser vigile, scattante, pronto, operativo. Per questo aveva completamente abolito dalla sua cucina l’uso del lardo, al fine di agevolare la digestione.

Era forte ed agile Garibaldi. Il desiderio di prestanza fisica lo portava a indossare pochissimo gli occhiali di cui avrebbe avuto bisogno, e con i quali non amava farsi fotografare o ritrarre. Era carismatico, piccolo di statura, comunicativo, amante delle donne.

Nella spedizione dei Mille che da Quarto lo portò a Teano, il rancio sulla nave prevedeva frutta e pane disidratato, raffermo e addizionato a sale, passato alla Storia come gallette Garibaldi, oggi piuttosto divenute dolcetto tipico secco guarnito con uva passa (ancora reperibile in qualche negozio di prodotti tipici enogastronomici).

Colpisce di Garibaldi la coerente frugalità degli ultimi anni di Caprera. L’eroe in vecchiaia si dedicò all’allevamento di ovini e bovini.

Ogni mattina fino al giorno della sua morte fece colazione con fave e pecorino, non un pecorino comune, quello rigorosamente e dignitosamente prodotto con le Sue mani.

sabato 18 giugno 2011

Mazzini, un mangiatore malinconico

Non mangiava Giuseppe Mazzini, non mangiava più negli anni di esilio in Svizzera, a Londra, in Francia. Non mangiava per l’isolamento e per il peso delle due condanne a morte, o forse nemmeno per questo.

Giuseppe Mazzini probabilmente considerava secondari i piaceri del cibo, la tentazione di una tavola imbandita e di pietanze per altri allettanti, giacchè dall’età di 18 anni decise di vestire di nero, in segno di lutto per l’Italia dominata dallo straniero.

Unica consolazione negli anni di esilio la sua chitarra, la fede, il sigaro e la birra, la birra a basso costo di Londra.

Era affetto probabilmente da anoressia non solo per gli stenti e le privazioni, ma per una comprensibile depressione reattiva al corso degli eventi, nel nostalgico ricordo della Giovine Italia, della Giovine Europa e della Repubblica Romana.

La vita è missione, il dovere è la sua legge suprema. In questa lapidaria sentenza si riassumere l’essenza del Suo pensiero, che sottende una personalità ferma e trascinante.

Colpisce, tuttavia, nelle sobrie abitudini alimentari di Mazzini un’apparente distonia. La viscerale, preponderante, insopprimibile e manifesta attrazione per i dolci, anche i più stucchevoli, primo tra tutti il cioccolato.

Come Egli stesso scrisse nell’esilio francese “il cioccolato ha mille pregi, consola dai fallimenti, dai tradimenti, dalle ingiurie della vita, dalla malinconia per le passioni perdute e quelle mai avute”.

In tempi in cui gli antidepressivi non avevano fatto ancora la loro comparsa e non esisteva alcuna cura medica alla depressione, mi piace pensare che almeno il cioccolato abbia potuto con la sua azione psicoattiva, con la sua capacità di agire sul tono serotoninergico e la produzione di endorfine, lenire anche solo in superficie, anche solo per qualche prezioso attimo di respiro, le dolorose pene di Giuseppe Mazzini.

mercoledì 15 giugno 2011

Cibo spazzatura



















Mangiate cibi i cui ingredienti esistono in natura.
Provate a leggere gli ingredienti su una confezione di Pringles. Riuscite ad immaginarli in natura?...
Questa regola terrà fuori dalla vostra dieta un bell'assortimento di sostanze chimiche e sostituti pseudoalimentari.
Evitate cibi con ingredienti che un bambino di terza elementare non riuscirebbe a pronunciare

Evitare prodotti alimentari con più di cinque ingredienti...più ingredienti sono contenuti in un cibo confezionato e più è probabile che si tratti di un prodotto ad alta raffinazione industriale...

Non mangiate niente che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo
Nota bene: se la vostra bisnonna era una frana ai fornelli o non era una buona forchetta, potete sostituirla con quella di qualcun altro. Una bisnonna francese o italiana andrà benissimo.

Michael Pollan. Breviario di resistenza alimentare. 64 regole per mangiare bene. Burr saggi.


martedì 7 giugno 2011

Sogni d'oro: l'alimentazione e la qualità del sonno

A meno che non si perseguano delle condotte alimentari alterate, con abuso di alcol ed altre sostanze nervine, come ad esempio il caffè, l’alimentazione è raramente una causa primaria di insonnia. Al contrario, un’alimentazione non adeguata, può significativamente contribuire ad aggravare la sintomatologia delle persone che già soffrono di insonnia o ancora a turbare la fisiologica qualità del sonno.

Alcuni lettori potrebbero ricordare, rievocando i ricordi dell’infanzia, che non è affatto facile prender sonno, quando si è digiuni, quando si veniva spediti a letto senza cena. Non solo la tensione dei malcapitati ai quali la punizione veniva inferta, ma per il fatto che, nelle prime fasi della risposta neuroendocrina legata allo stimolo della fame, sono secrete dal nostro organismo sostanze eccitatorie, in grado di: stimolare la salivazione, la motilità intestinale, la secrezione acida gastrica, i nostri sensi, come l’olfatto e gusto, generando insofferenza.

Al contrario una cena sovrabbondante e sbilanciata nei nutrienti, può favorire sonnolenza e pesantezza in una prima fase, per poi risolversi dopo che ci si è coricati, in una notte insonne per problemi legati all'affaticamento intestinale, all’acidità di stomaco e al reflusso.

Indubbiamente sul riposo notturno, influisce maggiormente il pasto serale.

Tuttavia, una corretta alimentazione, finalizzata a regolarizzare i ritmi circadiani, inclusa l’alternanza sonno-veglia, dovrebbe iniziare sin dal mattino. Questo per evitare di giungere di sera, affamati e stanchi, e lì concentrare tutto l’introito calorico.

Numerosi studi dimostrano che la qualità del sonno è influenzata dal livello di neurotrasmettitori, presenti nel sistema nervoso centrale, dopamina e la serotonina. La diminuzione di dopamina e serotonina, si associa a stati d’ansia, depressione che non giovano al sonno. I livelli dei suddetti neurotrasmettitori, sono influenzabili sia positivamente che in senso negativo dalla dieta.

Come mantenere alti i livelli di dopamina e serotonina, per favorire un sonno di qualità?

DOPAMINA. Il tono dopaminergico si mantiene alto non trascurando nella dieta anche cibi appetibili e gratificanti, dal cubotto di cioccolata a una coppetta gelato, o al pasto libero del week-end.

SEROTONINA. I livelli di serotonina, il neurotrasmettitore “dello stato di benessere”, sono incrementati dai cibi contenenti l’amminoacido triptofano, tra cui il latte, i formaggi freschi, le carni (in particolare tacchino), le banane, l’avena, il cioccolato, i datteri e le arachidi. Per cui, ad esempio, l’irrazionale e frequente abitudine di eliminare il latte e i suoi derivati dalla dieta (ad oggi esistono anche soluzioni farmacologiche per l’intolleranza al lattosio) o di privarsi della cioccolata, se si vuol dimagrire, possono incidere sul nostro stato di irritabilità, e dunque, anche sul sonno.

Il latte ed i suoi derivati freschi, come lo yogurt oltre che rappresentare ottime fonti di triptofano, contengono anche peptidi oppioidi (frammenti di proteine), con proprietà calmanti, i quali sono veicolati per mezzo dei grassi presenti in questi alimenti. Si consiglia, dunque, a chi soffre di insonnia una tazza di latte caldo, con aggiunta di un cucchiaino di miele se gradito, o uno yogurt intero al gusto preferito.

L’assunzione di triptofano da parte del sistema nervoso centrale (e di conseguenza anche l’incremento dei livelli di serotonina) è favorito dagli alimenti contenenti zuccheri complessi (pane, pasta, riso, patate) e di zuccheri semplici (miele, frutta, gelati) ecc… Proprio la capacità combinata di pane, pasta, riso, polenta, assieme ai cibi proteici ricchi di triptofano, di incidere positivamente sulla serotonina, genera un effetto appagante e lenitivo sul nostro tono dell’umore e sul sonno.

La generale tendenza a decurtare pericolosamente l’apporto di carboidrati dalla dieta, può incidere sul sonno oltre che sul nostro stato generale di salute.

Sulla camomilla, come altre tisane o infusi sembra che i benefici ad essa associati, non siano legati a particolari principi attivi, la cui concentrazione in una tazza è irrisoria, quanto alla ritualità del gesto di preparare un infuso, di percepirne l’odore e di ritemprarsi con il calore irradiato ad ogni sorso.

Il sonno può essere influenzato negativamente da sostanze stimolanti del sistema nervoso (sostanze nervine).Tra queste possiamo annoverare il caffè e il tè, a causa del loro contenuto di caffeina. Per lo stesso motivo chi soffre di insonnia, dovrebbe anche limitare il consumo di bevande contenenti caffeina (tipo cola), o eccitanti come ginseng e guaranà. Evitare anche i drink energizzanti di nuova generazione, addizionati con taurina ed altre sostanze attive sul sistema neuroendocrino. Per lo stesso motivo si sconsigliata, per chi soffre di insonnia, l’assunzione di alcool.

Tra i cibi che ostacolano il sonno è storicamente inserito anche il glutammato, un neurostrasmettitore con effetti neurostimolatori, che rappresenta un comune additivo alimentare, presente nei dadi da brodo, nei cibi conservati e nello scatolame, nelle patatine fritte e nel cibo cinese..

Al fine di evitare irritazioni del tratto digerente, è utile per chi soffre di insonnia e al contempo di digestione rallentata e reflusso, limitare le spezie, specie se piccanti e conservate (pepe, peperoncino, curry, ecc…) e le salse troppo grasse (tartare, maionese) e piccanti (tabasco, chili, ecc…).


In sintesi….

5 regole per favorire il sonno

1. Frazionare l’alimentazione in più pasti giornalieri, per evitare di concentrare il maggior introito calorico di sera.

2. Alimentazione a carico di zuccheri costante, il cui carboidrati semplici e complessi, sono distribuiti nell’arco dell’intera giornata, in porzioni contenute. Questo per evitare crisi ipoglicemie e prevenire stati di irritabilità.

3. Ridimensionare nella giornata l’assunzione di sostanze nervine (caffè, tè, bevande contenenti caffeina, taurina, ginseng e guaranà), limitandone il consumo a non oltre il primo pomeriggio.

4. Non trascurare le basilari regole di una sana e corretta alimentazione in cui carboidrati, grassi e proteine, assieme ai micronutrienti ed i liquidi, siano assunti in maniera bilanciata.

5. Promuovere l’uso serale di cibi funzionali, ad effetto placante (latte caldo, tisane con miele) e ad azione positiva sul tono dell’umore (frutta e porzioni contenute di: cioccolato, gelato, miele marmellata e alimenti dolci in genere).

cibi e Sostanze contenute negli alimenti che CONCILIANO il sonno

Carboidrati complessi (aumento del tono serotoninergico e dopaminergico, alta digeribilità). pasta, riso, pane, orzo, riso, polenta, patate

Carboidrati semplici in piccole dosi (promuovono il trasporto di triptofano nel sistema nervoso centrale, aumento del tono serotoninergico e dopaminergico). Miele, marmellata, gelato, frutta, dolci semplici e di facile digeribilità

Latte caldo (fonte di triptofano, presenza di peptidi oppioidi)

Cioccolata in piccole porzioni (fonte di triptofano, aumento del tono serotoninergico)

Infusi caldi (ritualità). Camomilla tisane e infusi privi di caffeina

Cibi di origine vegetale (digeribilità e rapido effetto saziante)

Legumi e verdure in genere. In particolare: lattuga, radicchio rosso, cipolla, zucca, rape, cavolo.

Cibi e sostanze contenute negli alimenti che possono provocare insonnia:

sostanze nervine (eccitanti per il sistema nervoso)

caffé, tè concentrato, bevande con caffeina, taurina (bibite energizzanti), ginseng, guaranà

glutammato (eccitante per il sistema nervoso)

patatine in sacchetto, dadi da brodo, salatini, scatolame, cucina cinese

grassi e cibi di difficile digestione (aumentano la secrezione acida gastrica e rallentano lo svuotamento gastrico)

formaggi stagionati, salse e intingoli, fritti

carni grasse, fibrose o elaborate (salsiccia, wurstel, polpettoni, polpette…), salmone affumicato e atri pesci grassi.

Maionese, salse grasse

cioccolato, cacao (in eccesso)

Spezie e condimenti (irritanti per il tratto digestivo, favoriscono il reflusso acido gastrico nell’esofago)

curry, pepe, paprika, peperoncino, menta

tabasco, chili

alcolici e superalcolici

(psicoattivi, irritanti per il tratto digestivo, favoriscono il reflusso acido nell’esofago)


Comportamenti alimentari che influenzano negativamente il sonno.

Mangiare a ridosso del riposo notturno

Digiuno o semidigiuno diurno e cena ipercalorica

sabato 4 giugno 2011

Se la dieta diventa un inferno


Spesso le diete, seppur corrette, non sono sostenibili. Ecco i perché:

-Inutili e talvolta dannose le diete prese in prestito. Ogni dimagrimento ha una storia a sé.

-Numerosi i sedicenti esperti in nutrizione, accertarsi di rivolgersi ad una persona competente, qualificata, abilitata. Controllare che la dieta sia su una carta intestata e che sia sottoscritta.

-Troppe le diete prestampate e i ciclostili, scaricati dal pc. Riconsegnale al mittente.

-Guardati dai fantasiosi test di intolleranza, dalle diete evitative, bizzarre o monotone, dagli integratori alimentari millantati come miracolosi, dai digiuni.

-Opponiti alle restrizioni caloriche eccessive, alla rigidità estrema, al virtuosismo, ai pasti liberi negati per troppo tempo.

A poco vale una dieta impersonale, precostituita, frettolosa, costosa, troppo dura o complicata da gestire. Un'alimentazione dovrebbe essere sempre accettabile ed accettata e, oltre alle regole, per quanto sia possibile, dovrebbe contemplare anche le eccezioni.

Solo in questo modo la dieta diviene una palestra per allenarsi gradualmente al futuro stile di vita, e ad una un’alimentazione sostenibile e duratura.

A seguire alcuni consigli utili per iniziare a perder peso, senza perdere la testa:

1. Non spiluccare e non digiunare

2. Fraziona l’alimentazione in 5-6 pasti al dì

3. Allenati alle porzioni, è la dose che fa il veleno

4. Anche l'acqua, le tisane e gli infusi riempiono lo stomaco. Fanne uso e sorseggiali lentamente. A volte più del cibo abbiamo bisogno della ritualità di un gesto.

5. Mangia seduto, ritagliandoti almeno mezz’ora. Pensa a ciò che mangi.

6. Le verdure aumentano prodigiosamente il volume di ogni tuo piatto

7. Scegli cereali integrali, riduci gli zuccheri semplici

8. Aggiungi olio extravergine di oliva di qualità ai pasti, ma non inondarne il piatto

9. Non dimenticarti di mangiare la frutta, la verdura non la sostituisce

9. Lascia che la pizza sia una piacevole eccezione. Così come ogni alimento asciutto. Dove puoi cucinati. Quando non puoi scegli un panino, il più semplice a disposizione.

10. Mantieni uno stile di vita attivo, abbandona ascensori e scale mobili. Una rampa di scale in più, può fare la differenza.

11. Lavora quotidianamente sulla qualità, sulla varietà degli alimenti, rispetta la stagionalità.

12. Concediti anche ogni giorno una coccola alimentare. Un cioccolatino non può far danno.

13. Allenati alla moderazione e al contenimento degli eccessi. Così una giornata libera a settimana, non può far danno.