
A meno che non si perseguano delle condotte alimentari alterate, con abuso di alcol ed altre sostanze nervine, come ad esempio il caffè, l’alimentazione è raramente una causa primaria di insonnia. Al contrario, un’alimentazione non adeguata, può significativamente contribuire ad aggravare la sintomatologia delle persone che già soffrono di insonnia o ancora a turbare la fisiologica qualità del sonno.
Alcuni lettori potrebbero ricordare, rievocando i ricordi dell’infanzia, che non è affatto facile prender sonno, quando si è digiuni, quando si veniva spediti a letto senza cena. Non solo la tensione dei malcapitati ai quali la punizione veniva inferta, ma per il fatto che, nelle prime fasi della risposta neuroendocrina legata allo stimolo della fame, sono secrete dal nostro organismo sostanze eccitatorie, in grado di: stimolare la salivazione, la motilità intestinale, la secrezione acida gastrica, i nostri sensi, come l’olfatto e gusto, generando insofferenza.
Al contrario una cena sovrabbondante e sbilanciata nei nutrienti, può favorire sonnolenza e pesantezza in una prima fase, per poi risolversi dopo che ci si è coricati, in una notte insonne per problemi legati all'affaticamento intestinale, all’acidità di stomaco e al reflusso.
Indubbiamente sul riposo notturno, influisce maggiormente il pasto serale.
Tuttavia, una corretta alimentazione, finalizzata a regolarizzare i ritmi circadiani, inclusa l’alternanza sonno-veglia, dovrebbe iniziare sin dal mattino. Questo per evitare di giungere di sera, affamati e stanchi, e lì concentrare tutto l’introito calorico.

Numerosi studi dimostrano che la qualità del sonno è influenzata dal livello di neurotrasmettitori, presenti nel sistema nervoso centrale, dopamina e la serotonina. La diminuzione di dopamina e serotonina, si associa a stati d’ansia, depressione che non giovano al sonno. I livelli dei suddetti neurotrasmettitori, sono influenzabili sia positivamente che in senso negativo dalla dieta.
Come mantenere alti i livelli di dopamina e serotonina, per favorire un sonno di qualità?
DOPAMINA. Il tono dopaminergico si mantiene alto non trascurando nella dieta anche cibi appetibili e gratificanti, dal cubotto di cioccolata a una coppetta gelato, o al pasto libero del week-end.
SEROTONINA. I livelli di serotonina, il neurotrasmettitore “dello stato di benessere”, sono incrementati dai cibi contenenti l’amminoacido triptofano, tra cui il latte, i formaggi freschi, le carni (in particolare tacchino), le banane, l’avena, il cioccolato, i datteri e le arachidi. Per cui, ad esempio, l’irrazionale e frequente abitudine di eliminare il latte e i suoi derivati dalla dieta (ad oggi esistono anche soluzioni farmacologiche per l’intolleranza al lattosio) o di privarsi della cioccolata, se si vuol dimagrire, possono incidere sul nostro stato di irritabilità, e dunque, anche sul sonno.
Il latte ed i suoi derivati freschi, come lo yogurt oltre che rappresentare ottime fonti di triptofano, contengono anche peptidi oppioidi (frammenti di proteine), con proprietà calmanti, i quali sono veicolati per mezzo dei grassi presenti in questi alimenti. Si consiglia, dunque, a chi soffre di insonnia una tazza di latte caldo, con aggiunta di un cucchiaino di miele se gradito, o uno yogurt intero al gusto preferito.
L’assunzione di triptofano da parte del sistema nervoso centrale (e di conseguenza anche l’incremento dei livelli di serotonina) è favorito dagli alimenti contenenti zuccheri complessi (pane, pasta, riso, patate) e di zuccheri semplici (miele, frutta, gelati) ecc… Proprio la capacità combinata di pane, pasta, riso, polenta, assieme ai cibi proteici ricchi di triptofano, di incidere positivamente sulla serotonina, genera un effetto appagante e lenitivo sul nostro tono dell’umore e sul sonno.
La generale tendenza a decurtare pericolosamente l’apporto di carboidrati dalla dieta, può incidere sul sonno oltre che sul nostro stato generale di salute.
Sulla camomilla, come altre tisane o infusi sembra che i benefici ad essa associati, non siano legati a particolari principi attivi, la cui concentrazione in una tazza è irrisoria, quanto alla ritualità del gesto di preparare un infuso, di percepirne l’odore e di ritemprarsi con il calore irradiato ad ogni sorso.
Il sonno può essere influenzato negativamente da sostanze stimolanti del sistema nervoso (sostanze nervine).Tra queste possiamo annoverare il caffè e il tè, a causa del loro contenuto di caffeina. Per lo stesso motivo chi soffre di insonnia, dovrebbe anche limitare il consumo di bevande contenenti caffeina (tipo cola), o eccitanti come ginseng e guaranà. Evitare anche i drink energizzanti di nuova generazione, addizionati con taurina ed altre sostanze attive sul sistema neuroendocrino. Per lo stesso motivo si sconsigliata, per chi soffre di insonnia, l’assunzione di alcool.
Tra i cibi che ostacolano il sonno è storicamente inserito anche il glutammato, un neurostrasmettitore con effetti neurostimolatori, che rappresenta un comune additivo alimentare, presente nei dadi da brodo, nei cibi conservati e nello scatolame, nelle patatine fritte e nel cibo cinese..
Al fine di evitare irritazioni del tratto digerente, è utile per chi soffre di insonnia e al contempo di digestione rallentata e reflusso, limitare le spezie, specie se piccanti e conservate (pepe, peperoncino, curry, ecc…) e le salse troppo grasse (tartare, maionese) e piccanti (tabasco, chili, ecc…).
In sintesi….
5 regole per favorire il sonno
1. Frazionare l’alimentazione in più pasti giornalieri, per evitare di concentrare il maggior introito calorico di sera.
2. Alimentazione a carico di zuccheri costante, il cui carboidrati semplici e complessi, sono distribuiti nell’arco dell’intera giornata, in porzioni contenute. Questo per evitare crisi ipoglicemie e prevenire stati di irritabilità.
3. Ridimensionare nella giornata l’assunzione di sostanze nervine (caffè, tè, bevande contenenti caffeina, taurina, ginseng e guaranà), limitandone il consumo a non oltre il primo pomeriggio.
4. Non trascurare le basilari regole di una sana e corretta alimentazione in cui carboidrati, grassi e proteine, assieme ai micronutrienti ed i liquidi, siano assunti in maniera bilanciata.
5. Promuovere l’uso serale di cibi funzionali, ad effetto placante (latte caldo, tisane con miele) e ad azione positiva sul tono dell’umore (frutta e porzioni contenute di: cioccolato, gelato, miele marmellata e alimenti dolci in genere).
cibi e Sostanze contenute negli alimenti che CONCILIANO il sonno

Carboidrati complessi (aumento del tono serotoninergico e dopaminergico, alta digeribilità). pasta, riso, pane, orzo, riso, polenta, patate
Carboidrati semplici in piccole dosi (promuovono il trasporto di triptofano nel sistema nervoso centrale, aumento del tono serotoninergico e dopaminergico). Miele, marmellata, gelato, frutta, dolci semplici e di facile digeribilità
Latte caldo (fonte di triptofano, presenza di peptidi oppioidi)
Cioccolata in piccole porzioni (fonte di triptofano, aumento del tono serotoninergico)
Infusi caldi (ritualità). Camomilla tisane e infusi privi di caffeina
Cibi di origine vegetale (digeribilità e rapido effetto saziante)
Legumi e verdure in genere. In particolare: lattuga, radicchio rosso, cipolla, zucca, rape, cavolo.
Cibi e sostanze contenute negli alimenti che possono provocare insonnia:
sostanze nervine (eccitanti per il sistema nervoso)
caffé, tè concentrato, bevande con caffeina, taurina (bibite energizzanti), ginseng, guaranà
glutammato (eccitante per il sistema nervoso)
patatine in sacchetto, dadi da brodo, salatini, scatolame, cucina cinese
grassi e cibi di difficile digestione (aumentano la secrezione acida gastrica e rallentano lo svuotamento gastrico)
formaggi stagionati, salse e intingoli, fritti
carni grasse, fibrose o elaborate (salsiccia, wurstel, polpettoni, polpette…), salmone affumicato e atri pesci grassi.
Maionese, salse grasse
cioccolato, cacao (in eccesso)
Spezie e condimenti (irritanti per il tratto digestivo, favoriscono il reflusso acido gastrico nell’esofago)
curry, pepe, paprika, peperoncino, menta
tabasco, chili
alcolici e superalcolici
(psicoattivi, irritanti per il tratto digestivo, favoriscono il reflusso acido nell’esofago)
Comportamenti alimentari che influenzano negativamente il sonno.
Mangiare a ridosso del riposo notturno
Digiuno o semidigiuno diurno e cena ipercalorica