sabato 28 maggio 2011

Le diete senza senso si combattono con la ragione


Siamo una macchina metabolica capace di adattarsi e compensare a breve termine un'alimentazione incongrua e sbilanciata o una restrizione calorica eccessiva.

La nostra capacità di adattamento è dovuta al metabolismo, l’andirivieni delle reazioni biochimiche che costruiscono (e demoliscono) il nostro corpo e lo fanno funzionare, quel groviglio di circuiti molecolari ad incastro, che prevede anche vie alternative, di emergenza.

Sono proprio queste vie di emergenza che nel breve termine tamponano carenze, eccessi alimentari, e nutrienti in disequilibrio. Il tutto per ragioni squisitamente evolutive, che hanno consentito all'uomo nella sua storia, di sopravvivere in condizioni ostili.

Se ci paragonassimo ad un motore, potremmo dire che funzioniamo con diversi tipi di carburante (miscele di nutrienti), ma a diverse prestazioni. Così un’alimentazione sbilanciata, ci consente di funzionare, a mezzo servizio e non senza il rischio di danni nel lungo termine, quando il corpo è provato oltremisura.

Per fortuna, le diete non equilibrate si interrompono in tempi brevi, a causa della loro insostenibilità. Tuttavia, in questo abbandono, si nasconde l’insidia più subdola di tutte le diete senza senso: perdere la fiducia in sé stessi e nella possibilità di dimagrire con successo.

Sono diete senza senso, solo per citarne alcune:

Le diete di sole verdure -dieta del minestrone- o i digiuni e tutte le diete fortemente restrittive (che vengono giustificati come funzionali ad una presunta disintossicazione), poiché favoriscono: ipoglicemia, ipotensione, perdita di massa muscolare e liquidi, invece che di massa grassa, riduzione del metabolismo, calo delle difese immunitarie. Le diete restrittive, inoltre, favoriscono l'insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia.

Le diete iperproteiche, prive di pane e pasta, poiché provocano: ipoglicemia, disidratazione, alterazioni del tono dell’umore, sovra-affaticamento renale. Tali diete sono accattivanti, poiché causano in breve tempo una significativa perdita di peso. Il peso, tuttavia, ricompare a seguito dell’introduzione dei carboidrati. Il mistero dei chili persi e ripresi è presto svelato se si realizza che il dimagrimento in questo caso è fittizio. La bilancia, con le diete iperproteiche, cala anche per lo svuotamento del glicogeno epatico (la riserva di carboidrati nel fegato), che assieme all'acqua di idratazione ammonta a circa 2 chili. Il glicogeno di riserva viene ripristinato, appena si reintroducono gli zuccheri.

La dieta delle pseudo-intolleranze alimentari, quelle eseguite con test più disparati e discutibili, ben lontani dai confini della scientificità. Esse divengono spesso delle diete evitative camuffate. Pensiamo alla abusata diagnosi di intolleranza al lievito, che troppo spesso diventa un modo per eliminare: pane, dolci, pizza, tutti alimenti che, se mal gestiti, rischiano di far ingrassare. La conseguenza principale della dieta delle presunte intolleranze alimentari è il riprendere peso, appena si torna a mangiare normalmente, non essendo stati allenati ad una alimentazione equilibrata.

Basterebbe sfogliare un album di foto di famiglia anni cinquanta, osservare i corpi smagriti dei nostri genitori da bambini, le ginocchia ossute sotto i grembiulini di scuola, le vite sottili negli abiti della prima comunione, le dita esili che tengono in mano l'unica fetta di pane e olio per merenda, o quel cucchiaio di pasta e fagioli portato alla bocca, per comprendere che la lotta all'obesità si vince resistendo al fascino ammaliatore della dieta miracolosa del momento, e non si risolve nel digiuno di una settimana o alla dieta seganervi di qualche mese.

Riprendiamoci la ragione, non distraiamoci, non disperdiamoci in tentativi infruttuosi e perditempo.

Tiziana Stallone


martedì 3 maggio 2011

Preghiera di un biologo nutrizionista alla Ragion perduta

Liberaci dalla fendimetrazina, dalla fluoxetina, dalla metformina, dalle benzodiazepine, dalla tiroxina e da qualsiasi altro mix di farmaci prescritti -senza motivazione clinica- per dimagrire.

Svincolaci dai ciclostili e dalle diete in fotocopia e da qualunque prescrizione priva di etica.

Aizzaci contro i trenta grammi di pasta e i venti grammi di pane, i sessanta grammi di yogurt e qualsiasi altra porzione priva di praticità.

Discostaci dalla monotonia di bistecca e insalata, dalle barrette, dalle polveri, dalle capsule, dalle soluzioni e da qualsiasi altra cosa commestibile, che non sia cibo.

Distoglici dal nutrizionista che non si qualifichi e non sottoscriva la propria prescrizione.

Allontanaci da colui che vende ciò che consiglia.

Ragione,

infine guida me stesso a non anteporre la nozione alla saggezza, la scienza all'arte e l'intelligenza al buonsenso, a non trattare le persone come casi e a non rendere la dieta più penosa dello stesso sovrappeso.

Dott.ssa Tiziana Stallone

(Liberamente e indegnamente ispirata alla Preghiera di Sir Robert Hutchinson)

domenica 1 maggio 2011

Maggio, il tempo delle fragole

Sono arrivate le fragole come ogni anno in primavera, rosse, polpose, gustose.
Il loro posto è sulle nostre tavole, una preziosa occasione da non

lasciarsi sfuggire a maggio.

Le fragole sono la fortunata eccezione che dimostra come la salute possa
sposarsi con il gusto e come la prevenzione si compia anche in piccoli gesti,
come quello di portarsi una fragola alla bocca per addentarne la polpa.


Porzione
Le fragole sono povere di calorie e zuccheri, una porzione per uno

spuntino è abbondante pari a 300-400g


Proprietà

Le fragole reidratano, sono fonte di sali minerali come ferro, sodio,
fosforo, magnesio, calcio, potassio, ricche di vitamina C e polifenoli. Contengono
pectine, fibre solubili, che limitano l’assorbimento di zuccheri e colesterolo.
Hanno un altissimo potere antiossidante e sono collocate al vertice della scala
ORAC (Oxygen radical absorbance capacity),

per questo tamponano efficacemente la formazione dei radicali liberi ed
agiscono come antiossidanti ed agenti antinvecchiamento.

Sono dissetanti, diuretiche, rinfrescanti, remineralizzanti.


Nutraceutica della fragola.
Nelle fragole risiede un potenziale antitumorale per la presenza di
polifenoli: acido ellagico, antocianidine e proantocianidine. L’attività
antitumorale è distinta da quella antiossidante.

L’acido ellagico è
il fitochimico della fragola in grado maggiormente di interferire con lo
sviluppo dei tumori. E’ un polifenolo
dalla struttura insolita che abbonda nella polpa delle fragole. Estratti di
fragole (ma anche di lampone) ad alta concentrazione di acido ellagico sono in grado di contrastare la crescita di cellule tumorali in coltura. In diversi animali da esperimento l’integrazione
dell’alimentazione con le fragole, riduce l’insorgenza di tumori dell’apparato digerente.

L’acido ellagico impedisce la trasformazione delle sostanze cancerogene in agenti tossici per le cellule. E’ inoltre un inibitore dell’angiogenesi, il processo legato alla vascolarizzazione dei tumori.
La antocianidine
sono una classe di polifenoli responsabili della colorazione rossa, arancio e
blu di molti frutti. L’azione nutraceutica principale è pro-apoptotica, ovvero
favorente la morte delle cellule in proliferazione, come dimostrato da esperimenti
su cellule tumorali in coltura.

Le proantocianidine
sono dei polifenoli complessi che contribuiscono anch’essi della colorazione
delle fragole, nonché del violaceo dei mirtilli e di altri frutti di bosco.
Hanno azione anti-angiogenetica.


Recenti evidenze sperimentali.
Le ultime evidenze sperimentali confermano il ruolo ipoglicemizzante delle fragole, consumate regolarmente a fine pasto. In uno studio recente pubblicato sul British Journal of Nutrition, si è visto che il consumo di 150g di purè di frutti di bosco, fragole incluse, con 35g di zucchero, porta ad un aumento della glicemia più graduale e meno marcato rispetto a quando lo zucchero viene
assunto senza la "protezione" dei frutti. E’ ovvio che tale studio non debba essere interpretato come un utilizzo esclusivo della fragole nella terapia del diabete, né tantomeno per tamponare le abbuffate, quanto piuttosto un valido complemento per la prevenzione del diabete e della resistenza insulinica.


Consigli
Le fragole vanno ben lavate sotto acqua corrente, consumate fresche, di

stagione, a giusta maturazione, possibilmente senza aggiunta di zucchero o
panna. Sono un ottimo spezza fame agli spuntini. Sfizioso antipasto da servire
al naturale per placare la fame in attesa del, nonché un sostituto del dessert,
per soddisfare il desiderio di dolce.


Consigliate per:
-gli anemici ai pasti, poiché la vitamina C incrementa la

biodisponibilità del ferro contenuto negli alimenti.

-gli ipercolesterolemici ai pasti, poiché le pectine contribuiscono a
limitare l’assorbimento del colesterolo.

-i diabetici e iperinsulinemici

-i fumatori, per compensare (ovviamente solo in parte) i danni
ossidativi

- gli sportivi, come remineralizzanti, idratanti e antiossidanti

-i bambini, per allenarli al consumo di frutta

-gli anziani per contrastare la senescenza e la disidratazione

- tutti coloro che desiderano migliorare il loro stato di salute


Fonti e approfondimenti
- Beliveau e Gingras. L’alimentazione

anti-cancro. Sperling & Kupfer 2006.-Beliveau e Gingras. Le ricette anti-cancro.

Sperling & Kupfer 2010.

-David Khayat. La vera dieta anti-cancro.

Mondadori 2011.