sabato 31 luglio 2010

Estate e aperitivi: cosa mettiamo nel nostro piatto.

Arachidi tostate e salate

Per 100g, kcalorie 598. Grassi 50%

Si Zero colesterolo. Contengono l’acido oleico che giova a cuore e vasi.

No Calorie elevate. Sodio in eccesso e troppi grassi, che sovraccaricano il fegato, tra cui l’acido grasso polinsaturo linoleico della serie omega 6, che può favorire gli stati infiammatori. Una manciata tira l’altra!

Lascia perdere se sei in sovrappeso e tendi all’ipertensione, se trattieni i liquidi e hai occhi con borse e se i piedi sono gonfi, pesanti e dolenti. Attento se hai alterati i valori epatici, se digerisci con difficoltà e soffri di bruciore di stomaco.

Un pugno (circa 50g) equivale a più di un etto di pane!

Grana

Per 100g, kcal 406. Colesterolo 109mg.

Si. Contiene proteine ad alto valore biologico. Calcio 1160mg a rapido assorbimento. Buon contenuto di vitamina A 332 mcg.

No Calorie elevate e tanto sodio 700mg.

A dosi controllate giova alle ossa, ai muscoli, alla pressione bassa e aiuta a placare la fame. Non eccedere se sei in sovrappeso, tendi all’ipertensione e ritieni liquidi.

Due o tre cubetti (40-60g) sono la giusta porzione ed equivalgono ad una bistecca da 200g.

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Pasta fredda

Per 100g, fino a 700 kcalorie.

Si Tre o quattro assaggini (in un piatto piano piccolo) equivalgono ad un pasto bilanciato. Placano la fame e appagano.

No Se si considera la pasta un antipasto e dopo l’aperitivo si va a cena fuori.

Passa ad altro se sei in sovrappeso, quando la pasta contiene salse, gronda di olio o trasborda di mozzarella.

Verdura cruda tipo ravanelli, finocchi, sedani

Per 100g, in media 15 kcalorie.

Si Pochissime calorie. Buon contenuto di acqua e sali minerali.

No All’eccesso, se si soffre di colon irritabile, perché promuovono gonfiore addominale e dolorose contrazioni dell’intestino.

Sono la tua ancora di salvezza se sei in sovrappeso e desideri sgranocchiare qualcosa. Effetto diuretico, aiutano a sgonfiare le gambe dopo una giornata di lavoro in piedi, a distendere il viso e a far scendere la pressione. Alleate del dimagrimento e con effetto anti-età.

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Frittata

Un uovo a frittata contiene da 130 a 230 kcalorie a seconda del contenuto di olio, mozzarella e formaggi.

Si Proteine ad alto valore biologico. Buon contenuto di ferro e vitamina A.

No Troppe calorie se la frittata è zuppa di olio e se contiene anche formaggi.

Sì ad un piccolo pezzo di buona qualità. Fare attenzione, l’olio potrebbe essere scadente e fritto più volte, con il rischio della formazione di composti nocivi, ad esempio l’acroleina tossica per il fegato e lo stomaco. Non eccedere se sei sovrappeso ed hai il colesterolo alto.

Un quadrotto di frittata supecondita può avere le calorie di 60g di pasta!

Uova sode

Ogni uovo ha circa 80kcalorie

Si Proteine animali ad alto valore biologico. Buon contenuto di ferro e vitamina A.

No Il tuorlo contiene colesterolo.

Non eccedere se il colesterolo è alto. Via libera ad un uovo.

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Mortadella

Per 100g, fino a 388 kcalorie. Colesterolo 70mg. Grassi 32%

Si Proteine ad alto valore biologico.

No Troppe calorie da grassi saturi e colesterolo che nuocciono a cuore e vasi. Sodio 506mg, elevato.

Passa ad altro se sei sovrappeso, se in colesterolo è alto, se il fegato ha steatosi, se digerisci con difficoltà e soffri di bruciori di stomaco. Limita se sei iperteso.

Prosciutto crudo

Per 100g, fino a 300 kcalorie, ma sgrassato scende a 150 kcalorie. Colesterolo 70mg. Grassi circa 22% (sgrassato 4%)

Si Proteine animali ad alto valore biologico. Contiene ferro 1,3 mg.

No Troppi grassi saturi e colesterolo se non si rimuove il grasso. Sodio in eccesso (fino a 1267mg!!!).

Buona scelta se si rimuove il grasso, ma passa ad altro se sei iperteso e se soffri di ritenzione di liquidi!

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patatine tipo chips

Per 100g, kcalorie 530. Grassi 30%

Si Se si considerano una sporadica trasgressione

No Calorie elevate, sodio e grassi in eccesso. Presenza di additivi nei prodotti confezionati e rischio della formazione di composti tossici, come l’acrilammide dannosa per fegato e stomaco, nelle patatine fritte al momento con olio scadente e riutilizzato.

Fai attenzione se sei in sovrappeso e soffri di ipertensione, trattieni i liquidi, se hai reflusso e acidità di stomaco. Nocive se in fegato è affaticato e in caso di acne.

Un pacchetto da 50g equivale a 300g di patate fresche!

Fagioli

Per 100g freschi bolliti, kcalorie 69. Grassi 0,5%

Si Zero colesterolo. Contengono carboidrati a basso indice glicemico, che contrastano la deposizione di grasso. Sazianti.

No Se eccessivamente conditi con olio, salse e intingoli.

Ottima scelta per saziarsi con calorie contenute. In piccole quantità non incidono sul peso corporeo e sulla glicemia. Ottimo sostituto della carne ed affettati.

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Olive

Per 100g di olive conservate, kcalorie 268. Grassi 27%

Si Zero colesterolo. Contengono l’acido oleico che giova a cuore e vasi. Contengono polifenoli ad attività antiossidante.

No Spesso si accompagnano a sodio in eccesso (2325mg!). Stuzzicano l’appetito.

Non mangiarne in eccesso se sei in sovrappeso e se tendi all’ipertensione o trattieni i liquidi.

Prodotto di ottima qualità e di tradizione italiana, ma consumare in piccole dosi! Peccato per l’eccesso di sale.

Surimi

Per 100g, kcalorie 122. Grassi 3,7%

Si Ridotto apporto calorico.

No Prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione di pesci di poco pregio. La polpa di pesce viene trattata con una miscela di zuccheri, polifosfati e sorbitolo che agiscono come conservante. Il prodotto viene precotto e surgelato.

Prodotto di bassa qualità e a poco costo. Consumalo solo al fine di evitare altre tentazioni ipercaloriche. Come dire, scelgo il male minore!

Wurstel

Per 100g, kcalorie 270. Grassi 23,7%. Colesterolo 40mg.

Si Ricco di proteine di buona qualità.

No Grassi e sodio in eccesso, rispetto alla carne fresca.

Attenzione ai wurstel di qualità scadente, insaccati in cui scende la quantità di carne ed il grasso sale al 30% per l’aggiunta di cotenna. Prodotto di difficile digestione, da sconsigliare a chi ha problemi al fegato. No per gli ipertesi e per chi ha il colesterolo alto.

Cous cous di verdura

Per 100g, fino a 500 kcalorie.

Si Prodotto di buona qualità, interamente vegetale. Saziante anche in piccole quantità.

No Se si eccede, se si associano altri zuccheri, come pizzette e pasta.

Di facile digestione se preparato con verdure fresche e olio di qualità. Buona scelta, in porzioni moderate.

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Pizzette

Per 100g di pizzette rosse, kcalorie 247. Grassi 4%

Si Zero colesterolo.

No Sodio 475mg in eccesso e troppi carboidrati ad alto indice glicemico e a rapida assimilazione

Lascia perdere se sei in sovrappeso, tendi all’ipertensione, trattieni i liquidi, hai la glicemia e i trigliceridi alti.

Una pizzetta tira l’altra. Fermarsi a 2-3 pezzi al massimo.

Formaggio da spalmare

Per 100g, kcalorie 315. Grassi 31%. Colesterolo 90g.

Si Se non si hanno problemi di peso e cardiovascolari.

No Calorie e grassi animali elevati.

Lascia perdere se sei in sovrappeso e hai il colesterolo alto.

Una fetta di pane con 50g di formaggio spalmabile ha le calorie di 90 g di pasta!

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Occhio alla maionese

Per 100g la maionese ha 655 kcalorie, delle quali ben il 70% provengono dai grassi.

La maionese, inoltre, apporta una considerevole quantità di colesterolo

I grassi non sono l’unico pericolo della maionese, dalla quale bisogna guardarsi anche per l’igiene. E’ una salsa cruda formata da tuorli di uovo, olio, sale, succo di limone e aceto. Proprio perché non soggetta a cottura è a rischio, specie se lasciata a lungo esposta all’aria a temperatura ambiente, di tossinfezioni alimentari dovute alla presenza di microrganismi vivi, non uccisi da cotture o da trattamenti di conservazione che, moltiplicandosi prima nella salsa e poi nel corpo umano, producono tossine.

La maionese infetta, in genere, non presenta alterazioni di odore e sapore, né altri segni sospetti, viene quindi consumata senza precauzioni.

I sintomi dell’infezione consistono in malessere generale, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, prostrazione, mal di testa e, a volte, febbre. Le tossinfezioni più frequenti sono quelle da salmonella e da stafilococcus aureus.

For Men Magazine Agosto 2010
Roberta Maresci
Biologo nutrizionista consulente: Tiziana Stallone

giovedì 29 luglio 2010

Aperitivo senza rischi: come riempire il bicchiere



L'alcol non è un nutriente, e quindi non è utile al nostro organismo.


E' ricco di calorie, e questo è da tener presente da chi è sovrappeso o da chi vuole restare in forma e mantenere stabile il suo peso.


Un adulto riesce a sopportare piccole quantità di alcol, e lo fa meglio se beve durante i pasti. Si parla di consumo moderato, se si rimane entro i due-tre bicchieri al giorno per l'uomo, uno-due per la donna, uno solo per gli anziani.



Quando si parla di "bicchiere", si intende il bicchiere piccolo (circa 125 ml) per il vino, la dose da bar (circa 40 ml) per i superalcolici, e la lattina (circa 330 ml) per la birra di media gradazione.



In dosi superiori l’alcol diventa tossico prima di tutto per il sistema nervoso.



L’alcol agisce sui neuroni disaggregandone la membrana plasmatica e danneggiandone la funzione. Può provocare intossicazione acuta (ubriachezza), che si manifesta in tre fasi di crescente gravità:


Fase 1: prevalgono meccanismi di disinibizione, vengono inibite aree della corteccia cerebrale con conseguente euforia, eccitazione, eccessivo movimento, la voce si fa “biascicante”.

Fase 2: compare malinconia, depressione, sonnolenza, torpore, i riflessi sono rallentati, le prestazioni motorie e mentali sono disorganizzate. Possono comparire vuoti di memoria, una specie di black aut delle funzioni cerebrali.



Fase 3: le capacità mentali e di giudizio sono grandemente compromesse dall’alcol e si può arrivare al coma ed alla morte.


L’alcol in eccesso, inoltre, è dannoso per il fegato esponendolo a cirrosi, tumori come l’epatocarcinoma. I danni al fegato aumentano proporzionalmente con l’aumento della quantità totale di alcol consumata. Particolarmente grave è l’epatite acuta alcolica, caratterizzata dalla morte progressiva delle cellule del fegato, che manifesta con dimagrimento, debolezza, nausea, vomito dolori addominali, a volte febbre, ittero (colorito giallastro del volto, del bulbo oculare, del palmo delle mani) e ascite (addome rigonfio).


Cosa mettere o non mettere nel bicchiere


Negroni
Come si fa: gin, vermouth rosso, campari
Perché è meglio se lasci perdere: raggiunge una gradazione alcolica media di 25-30% vol, una sola porzione a digiuno può già alterare lo stato di coscienza. In estate promuove disidratazione e senso di calore. In soli 80ml introduci circa 130kcal, ma presta attenzione perchè può essere servito anche in porzioni più grandi con sovraccarico di alcol e calorie!

Vermouth rosso

Come si fa: Vermouth, giaccio, seltz
Perché conviene bere questo: il vermouth è un vino liquoroso aromatizzato con gradazione alcolica non inferiore al 16% vol, ma la presenza di selz (acqua altamente gassata) e ghiaccio ne riducono la gradazione alcolica e tagliano le calorie. Consumalo sempre a stomaco pieno, 80ml hanno circa 60kcalorie.
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Mojito
Come si fa: 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1/5 succo di lime senza la schiacciare la buccia, 4/5 rum cubano bianco, foglie di menta, selz
Perché è meglio se lasci perdere: raggiunge una gradazione alcolica media di 20-25% vol, oltre all’alcol contiene zuccheri. Può dare stordimento anche in piccole porzioni soprattutto se sei a digiuno, 80ml hanno circa 110 kcalorie.

Vino bianco
Perché ti conviene bere questo: con una gradazione alcolica di 12% vol, è bel tollerato in porzioni moderate e a stomaco pieno. Un flute da 80ml ha meno di 60kcalorie.
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Caipirinha
Come si fa: cachaca, 1/2 lime tagliato a cubetti, 3-4 cucchiaini di zucchero di canna
Perché è meglio se lasci perdere: raggiunge una gradazione alcolica media di 25-30% vol, in più contiene una quantità significativa di zuccheri semplici.
In soli 80ml assumi circa 130kcal, ma attenzione può essere servito anche in un bicchiere più capiente con aggiunta di alcol e calorie. Mai berne a digiuno. In estate surriscalda e disidrata!

Bellini
Come si fa: Prosecco 7/10 e succo di pesca 3/10
Perché conviene bere questo: ha le calorie di un succo di frutta e una gradazione alcolica relativamente bassa pari a circa 8%. Ben tollerato a stomaco pieno. Un flute da 80 ml fornisce 47 kcalorie.

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Martini Cocktail
Come si fa: gin 8/10, martini dry, 2/10, guarnire con un'oliva.
Perché è meglio se lasci perdere: raggiunge una gradazione di alcolica anche superiore ai 30% vol, una sola porzione può già stordire anche a stomaco pieno. Una porzione da 80ml fornisce circa 160kcal, come 60g di pane! Mai chiedere il bis.

Birra chiara
Perché conviene bere questo: Con una gradazione alcolica di 5,5% vol, è bel tollerata a stomaco pieno. Circa 110 kcalorie per una lattina da 330ml e 85 kcalorie per una spina piccola da 250ml. Una sorso da 80ml ha meno di 30 kcalorie. Da non scambiare per acqua, infatti, in maggiori quantità la birra è diuretica, favorisce disidratazione in estate, e alcol e calorie si moltiplicano!
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Long Island Tea
Come si fa: vodka 2/10, gin 2/10, rum 2/10, triple sec 2/10, succo di limone 1/10, Coca Cola 1/10, guarnire con uno spicchio di limone dentro il bicchiere.
Perché è meglio se lasci perdere. Ha una gradazione alcolica media di 25-30% vol.
Una porzione da 80ml fornisce circa 130kcal. In estate surriscalda e disidrata. Mai a stomaco vuoto.

Spritz
Come si fa: aperol, vino bianco secco, soda, guarnito con uno spicchio di limone dentro il bicchiere
Perché conviene bere questo: ha una gradazione alcolica relativamente bassa intorno a 8% vol. Ben tollerato a stomaco pieno. Un flute da 80 ml fornisce 47 kcalorie.
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Cosmopolitan
Come si fa: vodka 4/10, cointreau 3/10, succo di cranberry 2/10, sweet sugar 1/0, guarnito con una rondella di lime sul bordo
Perché è meglio se lasci perdere. raggiunge una gradazione alcolica media di 25-30% vol. Una porzione da 80ml fornisce circa 130kcal. Mai berne a digiuno. Surriscalda e disidrata!

Spumante
Perché conviene bere questo: Con una gradazione alcolica di 11%, un bicchiere è bel tollerato a stomaco pieno. Un flute fornisce circa 80 kcal. Attenzione a quando è freddo, un bicchiere tira l’altro.
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Bloody Mary
Come si fa: 3/10 vodka, 6/10, succo di pomodoro, 1/10 succo di limone, salsa worchestershire, tabasco, sedano, sale e pepe, guarnito con una foglia di sedano
Perché è meglio se lasci perdere. La gradazione alcolica media è di 20% vol, quindi da assumere dopo aver mangiato. Una porzione da 80ml fornisce circa 70 kcalorie, ma viene comunemente servito in bicchieri più capienti, così l’alcol che si somma e si raggiungono anche 220 kcalorie!

Succo di pomodoro
Perché conviene bere questo: Ha poche calorie e zero alcol. Contiene sostanze antiossidanti come il licopene, che protegge dal tumore della prostata. Rimane ipocalorico e salutare anche condito con pepe, tabasco o peperoncino, poco sale e succo di limone. Per 100ml 17 kcalorie, meno di 30kcal per bicchiere. Un sorso da 80ml ha appena 14 Kcal.
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mercoledì 21 luglio 2010

Quando lo scienziato fa da cavia a se stesso. La coraggiosa storia del Dott. Goldberger.

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo. (Gandhi

La Storia coraggiosa di Joseph Goldberger e la sua lotta per debellare la pellagra.

http://www.attimo-fuggente.com/archivio2007/02_2007/14=scoperte.htm


lunedì 19 luglio 2010

Riso rosso fermentato e Fitosteroli nel controllo del colesterolo plasmatico

Riso rosso fermentato
Ergosterolo

Il RISO ROSSO FERMENTATO è il prodotto di fermentazione del riso (Oryza sativa) per opera del lievito Monascus ruber e rappresenta un componente tradizionale da secoli dell’alimentazione e della fitoterapia cinese, già dai tempi della dinastia Ming (1368-1644); ad esso venivano attribuite proprietà di stimolare la circolazione sanguigna.

L’attività fermentativa dei ceppi di miceti sul riso, determina la formazione di metaboliti secondari di natura polichetidica, le statine, che inibiscono selettivamente l'enzima 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, il catalizzatore della reazione chiave nella sintesi di colesterolo endogeno. Il riso rosso fermentato contiene una lovastatina naturale chiamata monacolina K. Il lievito monascus ruber al termine della fermentazione produce anche diverse sostanze tra cui un pigmento rosso, sostanze batteriostatiche, steroli, acidi grassi mono e polinsaturi.

Diversi studi su modelli animali e recenti studi clinici randomizzati a doppio cieco sull’uomo, hanno dimostrano l’attività del riso rosso fermentato nel prevenire dislipidemie, lesioni arteriosclerotiche e nel favorire il quadro lipidico plasmatico, in particolare promuovendo la riduzione del colesterolo LDL, ad integrazione di una dieta adeguata a tal fine.

La monacolina K, inoltre, risulta ben tollerata su persone ad alto rischio di tossicità da farmaci (anziani, nefropatici) e su persone intolleranti alle statine.

Per quanto riguarda gli integratori alimentari contenenti monacolina k, il dosaggio massimo consentito in Italia è di 3 mg. Sulle confezioni è riportato l’avviso di non usare il prodotto in gravidanza, durante l’allattamento e in caso di terapia in corso con farmaci ipolipemizzanti, con antibiotici o anti-virali. Inoltre, poiché le statine tendono a ridurre la produzione di coenzima Q10 (ubichinone) , è bene associare l’integrazione di riso rosso fermentato con CoQ10 (addizionato alla maggior parte degli integratori a base di riso rosso fermentato). Studi clinici condotti fino ad oggi non hanno riscontrato effetti collaterali, ad eccezione di cefalea e lievi disturbi gastrointestinali. Se assunto ad alte dosi e per lunghi periodi, il riso rosso fermentato potrebbe ricalcare gli effetti collaterali delle statine (alterazioni epatiche, tossicità muscolare)

Oggi si trovano sul mercato diversi integratori a base di riso rosso fermentato ed il loro impiego è quasi del tutto concentrato alle ipercolesterolemie lievi (tali da non richiedere per il medico un trattamento farmacologico, sulla base del bilancio costi-benefici), in particolate ipercolesterolemie di tipo metabolico e non alimentare, ovvero legate alla sintesi endogena di colesterolo. Un classico esempio è l’ipercolesterolemia indotta nella donna in perimenopausa e menopausa (a causa della diminuita o cessata produzione di ormoni estrogeni, sintetizzati a partire dal colesterolo, che determina un aumento del colesterolo plasmatico).

I FITOSTEROLI sono molecole presenti nelle piante, delle quali costituiscono parte delle membrane cellulari. Conosciamo circa 40 fitosteroli, tra i più presenti nell'alimentazione il beta-sitosterolo, il campesterolo e il stigmasterolo.


Gli alimenti che contengono fitosteroli sono: oli vegetali, nella frutta secca, alcuni semi e legumi.


Effetti dimostrati

-Diminuiscono l'assorbimento di colesterolo a livello intestinale.

-L’assunzione costante può consentire una riduzioni di circa 10-20mg/dl del colesterolo LDL.

La dose efficace dei fitosteroli 1-2 g al dì.

Giovano a persone con elevate concentrazioni ematiche di colesterolo di derivazione alimentare, dovuto principalmente ad una dieta scorretta, nessun effetto hanno invece sulla sintesi di colesterolo endogeno.

Gli effetti dei fitosteroli nei confronti del colesterolo sono di interessante entità, ma è necessario che essi agiscano in sinergia ad uno stile di vita e ad una alimentazione corretta.

Sono anche venduti nei supermercati, sotto forma di alimenti funzionali, ad esempio yogurt, da introdurre nella quotidiana alimentazione.

Poiché agiscono come competitori per l’assorbimento di colesterolo alimentare, è assolutamente inutile bere lo yogurt addizionato di fitosteroli agli spuntini, o associarlo ad alimenti privi di colesterolo (ad esempio pasta e fagioli!). Lo yogurt va bevuto una volta al dì (poiché in ogni vasetto c’è il dosaggio massimo giornaliero consentito di fitosteroli) alla fine o durante il pasto principale che contiene colesterolo, a esempio dopo carne, uova, insaccati o formaggi. Fa eccezione il pesce, la cui ricchezza in acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, lo rende un prezioso alleato nelle diete ipocolesterolemizzanti, nonostante il contenuto intrinseco di colesterolo.

Fonti:

Campagna. Farmaci vegetali. Edizioni Minerva Medica, 2008.

Biologi Italiani. Aprile 2010.


Quanto scritto non intende sostituirsi alla diagnosi e alle terapie mediche.

Prima di assumere gli integratori e nutraceutici chiedere consiglio ad un nutrizionista.

Invidia? Nemmeno i grandi scienziati ne sono immuni.

Il silenzio dell'invidioso fa molto rumore. (K. Gibran)
CAMILLO GOLGI VERSUS SANTIAGO CAJAL STORIA DI UN ODIO, ACCADEMICO, TRA DUE NOBEL
http://www.attimo-fuggente.com/archivio2007/04_2007/15=scienze.htm

mercoledì 14 luglio 2010

Storia della Scienza. Andrea Vesalio, un uomo libero.


Restituì dignità alla dissezione
E contribuì a confutare antichi errori,
Vesalio, anticonformista,
indipendente dal potere
levò seri dubbi sui dogmi di Galeno
ed inventò una nuova Anatomia.

Luis Bragman nel 1932 nel suo “A Rhymed History of Medicine” ovvero “Storia della medicina in rima”

http://www.attimo-fuggente.com/archivio2007/01_2007/05_ritratti.htm


martedì 13 luglio 2010

Integratori alimentari naturali: i semi di lino e l'olio di semi di lino

Semi di lino e olio di semi di lino


Il lino (Linum usitatissimum) è una pianta erbacea annuale che cresce spontanea ma può anche essere coltivata, così come facevano Egizi, Ebrei e Fenici per ricavarne preziose fibre tessili. I frutti contengono piccoli semi di colore brunastro.

Le proprietà della pianta risiedono nei semi e nell’olio.


Proprietà

Ipolipemizzante (colesterolo)

Prevenzione dei tumori (evidenze scientifiche per cancro della prostata, del seno ed endometriosi)

Antinfiammatoria

Lassativa

Antitrombotica

Stabilizzatrice del sistema nervoso


Indicazioni

Ipercolesterolemia

Stitichezza (semi interi o semi lasciati a bagno per 12 ore: bere la mucillagine)

Disturbi infiammatori (lupus, sclerodermia)

Infiammazioni cutanee (cataplasmi)

Affezioni bronchiali (cataplasmi)

Patologie croniche intestinali

Gravidanza (favorisce la corretta formazione del sistema nervoso fetale)

Età evolutiva (corretta maturazione del sistema nervoso)


Va detto inoltre, che l'utilizzo di olio di lino è particolarmente utile per riequilibrare il rapporto tra ω3 e ω6, che a causa dello stile alimentare moderno è troppo sbilanciato a favore di questi ultimi.


Ha attività antiossidante potenziata dall'ottimo contenuto in vitamina E (17,5 mg per 100 g). Buona anche la presenza di lecitina, un insieme di fosfolipidi necessari per il buon funzionamento del sistema nervoso e del cervello.


Composizione in acidi grassi dell’olio di semi di lino

acido α-linolenico, capostipite degli ω3 (50%)

acido linoleico capostipite degli ω6 (25% )

acido oleico, monoinsaturo caratteristico dell'olio di oliva (10-18%)

acidi grassi saturi (5-10%)


Meccanismo di azione

I lignani (nella buccia) contenuti nell’involucro dei semi possono prevenire la formazione di trombi perché hanno un’azione antagonista sui recettori di attivazione delle piastrine.

Sempre i lignani, assieme alle mucillagini liberate dall’ammollo dei semi, esplicano un’azione lassativa.


L’olio di semi di lino e i semi di lino sono una eccezionale fonte di acidi grassi della serie omega-3 considerati essenziali, ovvero che non vengono prodotti dall’organismo, ma che possono essere introdotti solamente attraverso la dieta. Un tempo venivano chiamati vitamina F.


In particolare l’olio e i semi di lino contengono il precursore degli omega-3, l’acido alfa-linolenico (ALA).

L’olio di semi di lino ha un contenuto di acido linolenico di 40 volte superiore rispetto tutti gli altri oli!


Gli uomini possono convertire questa sostanza in un altro omega-3, l’acido eicosapentaenoico (EPA),

contenuto anche nell’olio di pesce, che è un precursore degli eicosanoidi, molecole antinfiammatorie,

antiaterogeniche e anti-trombitiche.


Gli uomini faticano, invece, a sintetizzare a partire dall’olio di lino l’acido docosaesaenoico (DHA)

contenuto nell’olio di pesce.


STUDI RECENTI RILEVANTI

EFFETTO ANTI-ATEROGENICO E EPATOPROTETTIVO

La somministrazione di una miscela di semi di lino e sesamo e semi di lino e arachidi, semi di lino e zucca migliora nei ratti ipercolesterolemici il quandro lipidico e, in particolare il colesterolo. Si assiste, inoltre, alla diminuzione di grassi saturi nel sangue e ad un netto miglioramento dei valori epatici (migliorano le biopsie)

Makni et al., Food Chem Toxicol 2010


Dosaggio (solo indicativo, da personalizzare)

Semi di lino 2-3 cucchiaini al dì, masticare con cura e accompagnare con abbondante acqua

Olio di semi di lino 1-2 cucchiaini al dì


L’olio e i semi (se tritati) vanno conservati in frigo.

Consumare la confezione dell’olio aperto preferibilmente entro un mese i semi entro 5 giorni.

La ricchezza di acidi grassi polinsaturi ha infatti il difetto di amplificare i problemi di conservabilità; l'olio di semi di lino irrancidisce rapidamente e deve essere ottenuto per spremitura a freddo, dal momento che questi acidi grassi si alterano facilmente con le alte temperatura (per questo motivo dev'essere sempre utilizzato crudo, mai per fritture e soffritti).

Per proteggere l’olio dalla luce e dal calore, va conservato in bottiglie opache ben sigillate e riposto in un luogo fresco (in frigorifero dopo l'apertura, con il tappo ben chiuso).

Letture consigliate. Complementi alimentari naturali. Christopher Vasey. 2006, Urra

Erbe tutta la verità: Holly Phaneuf. 2009 Mondadori

Quanto scritto non deve intendersi in alternativa alle cure mediche.

Assumere gli integratori sotto consiglio del nutrizionista o del medico.


sabato 10 luglio 2010

Pillole anti-cancro senza effetti collaterali. I frutti di bosco e le antocianidine

FRUTTI DI BOSCO

Alimenti

Lampone, fragola, mirtillo nero, mirtillo rosso


Ricerca

Essendo frutti stagionali, non esistono studi epidemiologici, ma evidenze sperimentali in vitro e su animali. In diversi animali un regime alimentare che comprende fragole e lamponi per il 5% dell’alimentazione porta ad una riduzione significativa del cancro dell’esofago.



Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione

I frutti di bosco costituiscono una fonte privilegiata di polifenoli dal potenziale antitumorale: acido ellagico, antocianidine, antocianine e proantocianidine.


L’antitumorale più potente è l’acido ellagico e si trova nei semi dei lamponi e nella polpa delle fragole. L’acido ellagico inibisce la crescita dei vasi che auto alimentano il tumore (anti-angiogenetico), inibisce la trasformazione delle sostanze cancerogene in agenti tossici per la cellula e stimola i meccanismi di eliminazione delle sostanze cancerogene.

Le antocianidine si trovano nei lamponi e nei mirtilli, e sono potenti antiossidanti e promuovono la morte delle cellule tumorali (pro-apoptotici).


Le proantocianidine sono abbondanti nei mirtilli rossi e in quelli neri. Sono dei potenti antiossidanti, inibitori della crescita tumorale (pro-apoptotici) e della crescita dei vasi che auto-alimentano il tumore (anti-angiogenetici).



Consigli in cucina

Il prodotto fresco, stagionale rimane sempre il più valido.

E’ possibile consumare mirtilli rossi essiccati o succo concentrato, aggiungendoli per esempio ai cereali al mattino, o a un mix di frutta secca.

I mirtilli neri e le altre bacche possono essere consumate tutto l’anno utilizzando i prodotti surgelati (che mantengono le loro proprietà) in aggiunta allo yogurt, al gelato o altri dolci.


sabato 3 luglio 2010

Nutraceutica made in Italy. Il cioccolato di Modica.

Cioccolato fondente

Cosè

Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao (Theobroma cacao L.) diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È preparato a partire dal burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.

Il cioccolato fondente, quello a cui sono state attribuite proprietà benefiche, contiene almeno il 70% di pasta di cacao. Infatti le proprietà nutraceutiche del cioccolato risiedono nella pasta di cacao.

Proprietà della pasta di cacao

Antiossidante

Protettiva per il sistema cardiovascolare

Ipotensiva

Migliora il tono dell’umore

Tipologie di cioccolato

""fondente": pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e vaniglia

"al latte": come sopra, ma con aggiunta di latte o latte in polvere

"bianco": burro di cacao, zucchero, vaniglia, latte o latte in polvere

Le proprietà nutraceutiche risiedono solo nel cioccolato fondente, ricco di molecole antiossidanti.

Cioccolato fondente: 860mg di polifenoli e 58mg di epicatechine

Cioccolata bianca: 5mg di polifenoli, no catechine

Il CIOCCOLATO DI MODICA è il cioccolato a concentrazione maggiore di pasta di cacao, per il suo particolare e unico processo di preparazione che non prevede l'estrazione del burro di cacao, ma utilizza tutto il seme del cacao. La sua lavorazione "a freddo", inoltre, mantiene integre le proprietà.

"PRODUZIONE DEL CIOCCOLATO DI MODICA. Si parte da una massa di cacao (semi macinati) non privata del burro di cacao in essa contenuta, la massa viene riscaldata per renderla fluida e ad una precisa temperatura viene mischiata a zucchero semolato e spezie (cannella o vaniglia). Il composto così ottenuto viene mantenuto ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono infatti integri all'interno della tavoletta, amalgamato il tutto per mezzo di una raffinatrice (odierna riproposizione del metate), si passa così alla fase finale che consiste nel distendere il composto su degli stampi che verranno poi battuti per far sì che il cioccolato assuma la forma desiderata. La particolare lavorazione "a freddo" di questo cioccolato, esclude la fase del concaggio riuscendo, a detta di molti, a mantenere aromi che sarebbero altrimenti destinati a scomparire. La forza di questo particolare prodotto è proprio nella semplicità della lavorazione e nessuna aggiunta in burro o di altre sostanze estranee (grassi vegetali, derivati del latte, lecitina) viene effettuata. Cacao in polvere o cacao: il prodotto ottenuto mediante trasformazione in polvere di semi di cacao puliti, decorticati e torrefatti e che presenta un tenore minimo di burro di cacao del 20%."

Molecole fitochimiche anti-tumorali nel cioccolato fondente e loro meccanismo d’azione.

L’interesse in merito agli effetti benefici del cioccolato fondente, è legato alla sua abbondanza di polifenoli. 50g di cioccolato fondente contengono il doppio di polifenoli di un bicchiere di vino rosso. I polifenoli più abbondanti sono le catechine e le protoantocianidine. L’attività principale anti-cancro del cioccolato sembra sia quella di bloccare la formazione di vasi che auto-alimentano il tumore (azione anti-angiogenetica).

Porzione

Il consumo quotidiano di 40g (20g per le persone in sovrappeso o obese) di cioccolato fondente con il 70% di cacao, può dunque avere effetti positivi sulla salute, riducendo al contempo il consumo di dolci ricchi di zuccheri e materie grasse, totalmente privi di sostanze benefiche.