Mary Gooch, orfana, completamente sola, è alla ricerca di suo marito che l’ha lasciata nel giorno del 25° anniversario di matrimonio. Smarrita e alla ricerca del proprio posto nel mondo, in uno straordinario percorso di rinascita, sta ripensando al passato….(Il mio corpo elettrico. Lory Lansens. Mondadori)L’articolo era talmente intriso di oltraggi che Mary non sapeva da dove cominciare quando si era messa a sedere per scrivere una lettera al redattore. Il primo affronto era stato il gesto compiuto dal marito, che le aveva lasciato l’articolo da leggere, come se Mary non avesse già visto migliaia di articoli del genere e milioni di testimonianze di donne che proponevano una varietà di idee brillanti per perdere peso; ma di quello non aveva fatto parola nella lettera.
Il secondo affronto per come la vedeva Mary, consisteva nell’approccio con il quale l’autrice aveva scelto di trattare il tema dell’epidemia di obesità, un approccio semplicistico e armato di una aggressiva indifferenza.
Proprio come la gente insensibile diceva “Non avrebbe dovuto fumare” riferendosi ad un malato di cancro” e “avrebbe dovuto usare il preservativo” parlando di un malato di AIDS, la giornalista pareva volere ammonire Mary e i suoi simili ”Mangiate meno e fate sparire quel culo enorme”.
Ma le implicazioni dell’obesità morbosa come quelle dell’anoressia (Mangiate di più e non morirete di fame “idioti”) erano di gran lunga più complesse. In tutto l’articolo, l’autrice non faceva alcun cenno al crepacuore. Non ammetteva nemmeno una volta che il cibo potesse essere una panacea per qualche perdita subita.
E non si degnava nemmeno di menzionare il dolore causato dalla solitudine.



