giovedì 25 febbraio 2010

Pillole anti-cancro, ma senza effetti collaterali! IL TE' VERDE


Tè verde giapponese.

Ricerca

Molti studi, realizzati nel corso degli ultimi anni, attribuiscono un’azione benefica del tè verde giapponese, soprattutto sul cancro della vescica e della prostata.


Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione


Contrariamente al tè nero e in maggiore concentrazione degli altri tè verdi, ad esempio il cinese, il tè verde giapponese contiene grandi quantità di polifenoli, in particolare flavonoli e catechine. Le catechine, in particolare il gallato di epigallo catechina, sono molecole che possiedono numerose e notevoli proprietà antitumorali.


Il tè verde potrebbe contribuire a limitare lo sviluppo del cancro, agendo a livello dell’angiogenesi (la crescita dei vasi sanguinei che alimentano il tumore, determinata dal tumore stesso –blocco del recettore del VEGF-).


Consigli in cucina


Per ottimizzare l’effetto protettivo offerto dal tè, scegliere di preferenza varietà di tè verde giapponese, più ricco di molecole anti-tumorali, e lasciate le foglie in infusione per 8-10 minuti, allo scopo di permettere un’efficace estrazione dei principi attivi. Un’infusione inferiore a 5 minuti, porterebbe ad estrarre solo il 20% di sostanze anti-tumorali. Bevete sempre il tè appena fatto, cercando di assumerne non meno di tre tazze al giorno.

domenica 21 febbraio 2010

Pillole anti-cancro, ma senza effetti collaterali! IL CIOCCOLATO FONDENTE

Alimento

Il cioccolato fondente, che contiene almeno il 70% di pasta di cacao.

Ricerca

Non esistono studi epidemiologici sugli effetti del consumo di cioccolato, ma solo studi in vitro sugli effetti antitumorali dei suoi componenti.

Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione

L’interesse in merito agli effetti benefici del cioccolato fondente, è legato alla sua abbondanza di polifenoli. 50g di cioccolato fondente contengono il doppio di polifenoli di un bicchiere di vino rosso. I polifenoli più abbondanti sono le catechine e le protoantocianidine. L’attività principale anti-cancro del cioccolato sembra sia quella di bloccare la formazione di vasi che auto-alimentano il tumore (azione anti-angiogenetica).

Il cioccolato fondente, inoltre, ha un’attività antiossidante fuori dal comune.

Consigli in cucina

Il consumo quotidiano di 40g (20g per le persone in sovrappeso o obese) di cioccolato fondente con il 70% di cacao, può dunque avere effetti positivi sulla salute, riducendo al contempo il consumo di dolci ricchi di zuccheri e materie grasse, totalmente privi di sostanze benefiche.


giovedì 11 febbraio 2010

Pillole anti-cancro, ma senza effetti collaterali! PREVENIRE IL TUMORE DELLA PROSTATA

La battaglia contro il carcinoma della prostata e l’ipertrofia prostatica si combatte anche a tavola. Nelle patologie prostatiche è noto il contributo della genetica e della familiarità, ma studi scientifici dimostrano il ruolo determinante nella loro prevenzione: dello stile di vita, dell’alimentazione di qualità, inclusa la scelta selettiva di alimenti mirati e funzionali, e del mantenimento dei corretti livelli ormonali.


Alla prostata giova:




- un peso corporeo nella norma ed una circonferenza vita che nell’uomo non superari i 102 cm. Il grasso del girovita, aumenta i livelli di estrogeni (ormoni sessuali femminili), ai quali la prostata è sensibile, e sotto l’effetto dei quali essa può proliferare. L’obesità causa anche infiammazione cronica e produzione di radicali liberi, con conseguente danno e mutazione del DNA delle cellule della prostata e predisposizione al tumore.




-ridurre i grassi animali, limitando il consumo di carne rossa, formaggi, affettati e non eccedendo con latte e yogurt interi. Il colesterolo di questi alimenti, può influenzare i livelli di ormoni sessuali (deidritestosterone, estrogeni, estradiolo), che sono uno stimolo proliferante per il tessuto prostatico, specie in presenza di obesità.




-aumentare i cibi vegetali a basso contenuto di grassi, come cereali e legumi, e ad ricchi di antiossidanti, come verdura e frutta.




Alimenti mirati alla prostata, integratori di molecole ad azione anti-cancro sono:




-Soia (farina, fagioli, miso e tofu) che contiene isoflavoni anche detti fito-estrogeni (genisteina, daidzeina, gliciteina), protettivi verso i tumori su base ormonale.




-Pomodoro e conserva di pomodoro, che contengono il licopene, un carotenoide e potente anti-ossidante, ad azione diretta sugli enzimi prostatici, responsabili della crescita tumorale. Un sugo di pomodoro alla mediterranea è una preziosa ricetta anticancro, poiché l’azione anti-tumorale del licopene è potenziata dalla cottura dei pomodori e dalla presenza di sostanze grasse, come olio d’oliva.




-Sardine, sgombro, salmone (meglio selvatico e non di allevamento), semi di lino, soia e noci, che contengono acidi grassi omega-3, ad azione antinfiammatoria e di protezione del sistema sistema immunitario.













sabato 6 febbraio 2010

Pillole anti-cancro, ma senza effetti collaterali! IL POMODORO



POMODORO


Alimenti

Pomodoro, salsa di pomodoro conserva.


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I Paesi che sono grandi consumatori di pomodoro, come l’Italia, la Spagna e il Messico, hanno un tasso di tumore alla prostata più basso dell’America del Nord (la riduzione del rischi è di circa il 30% nei tumori che insorgono sui 65 anni).


Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione

Il licopene, della famiglia dei carotenoidi, il pigmento responsabile del colore rosso del pomodoro, è il principale responsabile della sua attività anti-tumorale.


Il licopene è un potente anti-ossidante. Esso sembra contrastare il tumore alla prostata, attraverso un’azione diretta sugli enzimi prostatici, responsabili della crescita di questo tessuto.


Consigli in cucina

L’azione anti-tumorale del licopene è potenziata dalla cottura dei pomodori e dalla presenza di sostanze grasse, come ad esempio l’olio d’oliva. Pertanto anche la salsa concentrato di pomodoro e le conserve sono ricche di licopene.

Sono sufficienti due pasti la settimana a base di salsa di pomodoro per ridurre il rischio del 25% di sviluppare tumore alla prostata.

Non dimenticate di aggiungere anche l’aglio!



venerdì 5 febbraio 2010

FALSI MITI. Bere o no ai pasti?



Presupposti del mito.

Si pensa che l’acqua interferisca con la digestione diluendo gli enzimi gastrici.

Evidenze oggettive.

L’acqua ai pasti facilita e non rallenta la digestione:

-favorisce la produzione di acido cloridrico (evitando alle cellula parietali di pompare acqua nello stomaco)

-accelera lo svuotamento gastrico

Solo i cibi molto grassi possono causare difficoltà digestive.


Reali motivi del mito

Aiutare a dimagrire, attraverso un meccanismo di costipazione. Se evitiamo di bere a tavola, il nostro stomaco si svuota più lentamente, e la presenza del cibo nello stomaco, contribuisce a farci raggiungere più rapidamente il senso di sazietà.

Vale la pena costiparsi e disidratarsi per dimagrire?

Io ci bevo su, rigorosamente acqua, naturalmente, ai pasti!

mercoledì 3 febbraio 2010

FALSI MITI. FRUTTA: lontano dai pasti?


FRUTTA: LONTANO DAI PASTI?

Presupposti del mito. Frutta lontano dai pasti: si pensa che la frutta ai pasti provochi problematiche fermentazioni a livello intestinale (con produzione di gas), che in qualche modo possano oltre a infastidire, incidere negativamente sul dimagrimento.

Evidenze oggettive. si tratta di un retaggio dell’alimentazione dissociata.

Premessa. La presenta di aria a livello gastro-intestinale può essere causata da: aerofagia, introduzione di aria nei pasti frettolosi, bibite gassate, gomme da masticare, dolcificanti artificiali, intolleranza al lattosio e al sorbitolo, mal tollerabilità dei legumi.

Tra le cause di aria nell’addome, c’è anche l’eccesso di carboidrati ai pasti, specie zuccheri semplici, ma si tratta di una prerogativa individuale. In questo caso, la causa è di frequente una disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica saprofita, migliorata dall’integrazione di fermenti lattici).

Tuttavia, la maggior parte delle persone mangia ad esempio pasta e frutta senza avere problemi. I problemi di gonfiore ai pasti, in genere, vengono se si mangia troppo e male.

Per chi (e sono in molti) non ha problemi reali di disbiosi intestinale e di conseguente gonfiore addominale, se la frutta possa o non possa rappresentare la fine di un pasto, è una pura questione di gusto e di piacere personale.

Quando la frutta è consigliata alla fine del pasto:

-per chi non ha tempo di fare gli spuntini e rischia di assumere per questo poca frutta (e quindi poche vitamine idrosolubili e fito-complessi antiossidanti ad azione antitumorale).

-per chi soffre di carenza di ferro e anemia sideropenia. La vitamina C contenuta nella frutta, specie in KIWI e AGRUMI, aumenta la biodisponibilità del ferro

-per chi ama la frutta, e sente che il pasto non sia concluso senza di questa. Tuttavia, non superare la quantità di un frutto grande o due piccoli e non eccedere con le quantità dei carboidrati totali del pasto (pasta+pane+patate+frutta).


Quando la frutta, invece, è sconsigliata alla fine del pasto ed è meglio farla slittare di almeno un’ora.

Quando si è affetti da reflusso gastro-esofageo e da diabete di I e II tipo.

Reali motivi del mito. Gli stessi motivi della dieta dissociata. Vietare l’associazione di più alimenti (giustificandolo con una presunta spiegazione scientifica) il modo da diluire le calorie ai pasti.

lunedì 1 febbraio 2010

Pillole anti-cancro, ma senza effetti collaterali! LA CURCUMA

CURCUMA


Spezia curcuma, polvere di colore giallo intenso ottenuta dalla frantumazione della radice di una pianta tropicale simile allo zenzero.


Ricerca

Al momento non è stato svolto alcuno studio epidemiologico sul legame potenziale tra consumo di curcuma e sviluppo di cancro. Tuttavia, c’è un certo consenso sul fatto che la curcuma potrebbe essere responsabile di significative differenze tra il tasso di alcuni tumori in India e quello dei Paesi Occidentali. Esistono, invece, numerose evidenze sperimentali degli effetti antitumorali della curcuma in vitro (tumori dello stomaco, dell’intestino, del colon, della pelle e del fegato). Il cancro al colon è il tipo di tumore su cui la curcuma sembra essere più efficace.


Molecole fitochimiche anti-tumorali e loro meccanismo d’azione

La componente principale della curcuma è la curcumina. La biodisponibilità della curcumina è relativamente bassa, può essere aumentata in maniera considerevole (più di mille volte!) se assunta assieme al pepe.

La curcumina possiede attività antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti, altre ad avere un grande potenziale anti-tumorale. La curcumina promuove la morte delle cellule tumorali (effetto pro-apoptotico) e inibisce la formazione dei vasi che alimentano il tumore (effetto anti-angiogenetico). La curcumina ha anche un effetto anti-infiammatorio (inibitore della ciclo-ossigenasi).


Consigli in cucina

L’aggiunta quotidiana di un cucchiaino da tè di curcuma assieme ad un po’ di pepe (sinergia culinaria) a zuppe, condimenti o piatti di pasta rappresenta un modo semplice, rapido ed economico per ottenere un apporto di curcuma sufficiente a prevenire lo sviluppo del cancro.