Oggi su molte testate giornalistiche, è stata resa nota la decisione dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di ritirare dal commercio i farmaci ad azione dimagrante a base di Sibutramina (una sostanza amfetamino simile), quali Ectivia e Reductil.
La notizia si commenta da sola e sottolinea la notevole impotenza da parte dei medici specialisti nel "curare" l'obesità attraverso dei farmaci sintomatici, ovvero attenuatori del sintomo fame (vedi sibutramina) o correttivi degli errori alimentari quali l'assunzione di grassi in eccesso (vedi Orlistat).
Le armi farmacologiche contro l'obesità sono sempre di meno e ancora più spuntate.
Rimane, a mio parere sottolineata ed in grassetto, la profonda opera di prevenzione dell'eccesso ponderale da iniziare sin dalla donna in gravidanza (l'obesità ha origine già a livello fetale) per continuare nell'infanzia, attraverso il continuo aggiornamento dei pediatri, delle famiglie e degli insegnanti.
Rimane una difficile opera di prevenzione, che va fatta nel ricercare le cause dell'obesità, che possono essere diverse, come ad esempio la depressione, l'ansia, la compulsività, la fisiologica compensazione attraverso il cibo del dolore quotidiano. Alcune di queste cause, come la depressione, richiedono una opportuna terapia (ben diversa da un semplice sintomatico).
Premesso che la ricerca del piacere attraverso il cibo (anche in eccesso), fa parte del nostro libero arbitrio, non sempre si sceglie di mangiare per semplice atteggiamento epicureo. Quella dal cibo può essere anche una dipendenza subdola ed apparentemente innocua, che origina dalle tensioni, dalle insoddisfazioni quotidiane. Una dipendenza che può iniziare sin dai primi anni di vita (i bambini naturalmente desiderano senza limiti ciò che gli procura piacere).
Solo in questa chiave, una dipendenza da superare, può rafforzarsi la lotta all'obesità e al miglioramento qualitativo dello stile di vita.
A noi nutrizionisti il compito di ascoltare, sostenere, comprendere, informare, guidare verso nuove passioni e fonti di piacere (non a danno della salute) ed aiutare -attraverso una nostra vicinanza continua- l'obeso a vincere la Sua dipendenza dal cibo.
Segue nota PRIMAPRESS sull'argomento.
L' AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha stabilito l'immediato ritiro dal mercato dei medicinali a base di sibutramina, assunti come pillole dimagranti dai pazienti in sovrappeso o affetti da obesità con altri fattori di rischio concomitanti come diabete di tipo II o dislipidemia. “Il provvedimento si è reso necessario a seguito della valutazione del Comitato per i medicinali per uso umano CHMP, afferente all’Autorità Europea dei Farmaci EMA, che ha riscontato un rapporto rischio-beneficio sfavorevole”. Questo è quello che si evince dalla nota stampa resa pubblica dalla stessa agenzia. Immediata la risposta della casa produttrice dei medicinali, la Abbott, la quale ha rassicurato che ritirerà dal mercato i prodotti in questione, accusati di provocare, come effetto collaterale, un drastico aumento delle probabilità di ictus o attacchi cardiaci nei soggetti già affetti da patologie cardiovascolari. Nonostante ciò la Abbott ha comunque espresso un certo disappunto in merito alla vicenda, dichiarando che ci sono molti casi di pazienti che trarrebbero svariati benefici dall'utilizzo di questi farmaci. Parole che non hanno però prodotto un'inversione di marcia da parte dell'AIFA che ne ha proibito, a scopo cautelativo, il commercio e l'utilizzo. Il presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, ha rivolto un appello all'Agenzia Italiana del Farmaco chiedendo di “rendere pubblici i nomi dei farmaci vietati venduti in Italia e di avviare una campagna informativa per mettere al corrente i cittadini dei rischi connessi all'assunzione dei medicinali vietati, al fine di tutelare i soggetti obesi in cura con sibutramina”. E aggiunge: “in base alle indagini condotte in sede comunitaria, è stato stabilito che i rischi di questi medicinali sono maggiori rispetto ai loro benefici, ed è stato raccomandato ai medici di non prescrivere più tali farmaci e ai farmacisti di non venderli”. Si è inoltre dimostrato che la perdita di peso, successiva alla somministrazione, è di entità modesta e che potrebbe non durare dopo la fine del trattamento, poiché i metaboliti principali contenuti nelle pillole hanno come effetto di far percepire alle persone una sensazione di sazietà, portando i soggetti ad assumere quantità di cibo inferiore rispetto al comune fabbisogno giornaliero e aumentando, parallelamente, il dispendio energetico. La responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento consumatori, Rossella Miracapillo, ha dichiarato che: “il fenomeno non è nuovo, già in passato era accaduto che farmaci delicati venissero utilizzati con disinvoltura nelle preparazioni galeniche anti-fame, salvo poi scoprire pericolosissimi effetti collaterali di sostanze pericolose, quali un tempo erano le anfetamine, spesso utilizzate a scopi dimagranti”. Intanto l'Agenzia del Farmaco Europea fa sapere che: “i pazienti attualmente in cura con medicinali contenenti sibutramina sono invitati a contattare il proprio medico di fiducia per valutare la possibilità di una terapia alternativa, mentre coloro che sono intenzionati ad interrompere il trattamento possono farlo tranquillamente”. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde AIFA 800.57.16.61. (PRIMAPRESS)