lunedì 19 luglio 2010

Riso rosso fermentato e Fitosteroli nel controllo del colesterolo plasmatico

Riso rosso fermentato
Ergosterolo

Il RISO ROSSO FERMENTATO è il prodotto di fermentazione del riso (Oryza sativa) per opera del lievito Monascus ruber e rappresenta un componente tradizionale da secoli dell’alimentazione e della fitoterapia cinese, già dai tempi della dinastia Ming (1368-1644); ad esso venivano attribuite proprietà di stimolare la circolazione sanguigna.

L’attività fermentativa dei ceppi di miceti sul riso, determina la formazione di metaboliti secondari di natura polichetidica, le statine, che inibiscono selettivamente l'enzima 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, il catalizzatore della reazione chiave nella sintesi di colesterolo endogeno. Il riso rosso fermentato contiene una lovastatina naturale chiamata monacolina K. Il lievito monascus ruber al termine della fermentazione produce anche diverse sostanze tra cui un pigmento rosso, sostanze batteriostatiche, steroli, acidi grassi mono e polinsaturi.

Diversi studi su modelli animali e recenti studi clinici randomizzati a doppio cieco sull’uomo, hanno dimostrano l’attività del riso rosso fermentato nel prevenire dislipidemie, lesioni arteriosclerotiche e nel favorire il quadro lipidico plasmatico, in particolare promuovendo la riduzione del colesterolo LDL, ad integrazione di una dieta adeguata a tal fine.

La monacolina K, inoltre, risulta ben tollerata su persone ad alto rischio di tossicità da farmaci (anziani, nefropatici) e su persone intolleranti alle statine.

Per quanto riguarda gli integratori alimentari contenenti monacolina k, il dosaggio massimo consentito in Italia è di 3 mg. Sulle confezioni è riportato l’avviso di non usare il prodotto in gravidanza, durante l’allattamento e in caso di terapia in corso con farmaci ipolipemizzanti, con antibiotici o anti-virali. Inoltre, poiché le statine tendono a ridurre la produzione di coenzima Q10 (ubichinone) , è bene associare l’integrazione di riso rosso fermentato con CoQ10 (addizionato alla maggior parte degli integratori a base di riso rosso fermentato). Studi clinici condotti fino ad oggi non hanno riscontrato effetti collaterali, ad eccezione di cefalea e lievi disturbi gastrointestinali. Se assunto ad alte dosi e per lunghi periodi, il riso rosso fermentato potrebbe ricalcare gli effetti collaterali delle statine (alterazioni epatiche, tossicità muscolare)

Oggi si trovano sul mercato diversi integratori a base di riso rosso fermentato ed il loro impiego è quasi del tutto concentrato alle ipercolesterolemie lievi (tali da non richiedere per il medico un trattamento farmacologico, sulla base del bilancio costi-benefici), in particolate ipercolesterolemie di tipo metabolico e non alimentare, ovvero legate alla sintesi endogena di colesterolo. Un classico esempio è l’ipercolesterolemia indotta nella donna in perimenopausa e menopausa (a causa della diminuita o cessata produzione di ormoni estrogeni, sintetizzati a partire dal colesterolo, che determina un aumento del colesterolo plasmatico).

I FITOSTEROLI sono molecole presenti nelle piante, delle quali costituiscono parte delle membrane cellulari. Conosciamo circa 40 fitosteroli, tra i più presenti nell'alimentazione il beta-sitosterolo, il campesterolo e il stigmasterolo.


Gli alimenti che contengono fitosteroli sono: oli vegetali, nella frutta secca, alcuni semi e legumi.


Effetti dimostrati

-Diminuiscono l'assorbimento di colesterolo a livello intestinale.

-L’assunzione costante può consentire una riduzioni di circa 10-20mg/dl del colesterolo LDL.

La dose efficace dei fitosteroli 1-2 g al dì.

Giovano a persone con elevate concentrazioni ematiche di colesterolo di derivazione alimentare, dovuto principalmente ad una dieta scorretta, nessun effetto hanno invece sulla sintesi di colesterolo endogeno.

Gli effetti dei fitosteroli nei confronti del colesterolo sono di interessante entità, ma è necessario che essi agiscano in sinergia ad uno stile di vita e ad una alimentazione corretta.

Sono anche venduti nei supermercati, sotto forma di alimenti funzionali, ad esempio yogurt, da introdurre nella quotidiana alimentazione.

Poiché agiscono come competitori per l’assorbimento di colesterolo alimentare, è assolutamente inutile bere lo yogurt addizionato di fitosteroli agli spuntini, o associarlo ad alimenti privi di colesterolo (ad esempio pasta e fagioli!). Lo yogurt va bevuto una volta al dì (poiché in ogni vasetto c’è il dosaggio massimo giornaliero consentito di fitosteroli) alla fine o durante il pasto principale che contiene colesterolo, a esempio dopo carne, uova, insaccati o formaggi. Fa eccezione il pesce, la cui ricchezza in acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, lo rende un prezioso alleato nelle diete ipocolesterolemizzanti, nonostante il contenuto intrinseco di colesterolo.

Fonti:

Campagna. Farmaci vegetali. Edizioni Minerva Medica, 2008.

Biologi Italiani. Aprile 2010.


Quanto scritto non intende sostituirsi alla diagnosi e alle terapie mediche.

Prima di assumere gli integratori e nutraceutici chiedere consiglio ad un nutrizionista.

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