mercoledì 10 marzo 2010

IN AMERICA OBESI IN RIVOLTA. Sono grasso. E allora?

E’ guerra ai ciccioni d’America, discriminati e penalizzati su più fronti. La compagnia aerea Southwest si riserva il diritto di far pagare due biglietti agli obesi, certe agenzie di adozioni rifiutano candidature di genitori sovrappeso, l’università Lincon in Pensylvania, avendo il numero chiuso, seleziona gli studenti anche in base al peso. Lo stato del North Carolina fa pagare una sovrattassa per l’assicurazione sanitaria ai dipendenti pubblici troppo grassi.

E sono solo alcuni esempi della guerra agli obesi che si combatte negli USA.

Siete grassi e dunque colpevoli di ingordigia , scarsa volontà e abulia, per questo dovete pagare.

Per fortuna inizia anche la guerra degli obesi all’America. “Siamo grassi! Allora?

Fat! So? E’ il nome dell’associazione fondata da Marilyn Wann, attrice, di un metro e sessantatre per centotrenta chili che insieme al giurista normopeso -a questo punto è doveroso specificarlo- Paul Campos ha lanciato un appello congiunto di denuncia sul Daily News.

Appello destinato a restituire agli obesi i loro diritti e all’obesità, la giusta dignità come malattia.

Sono queste le parole dell’articolo de La Repubblica letto nella giornata, che mi risuonavano in testa quando oggi iniziavo la mia consulenza nutrizionale con Germana, una deliziosa signora che ha fatto numerosi chilometri per giungere nel mio studio.

E’ obesa grave, con importanti apnee notturne. Con delicatezza si introduce e con un filo di voce premette “Dottoressa sono venuta fin qui da lei perché la so persona gentile”.

Germana mi racconta di esperienze traumatiche con diete restrittive, incluso il disperato tentativo con sondino naso gastrico, tutte miseramente fallite. L’ultima esperienza, forse quella più dolorosa, lo scorso settembre, conclusa pagando la parcella e cestinando la dieta, poiché un dietologo dopo solo 10 minuti di visita, conclude “Signora, da ora in poi si metta un bavaglio sulla bocca”.

Magra o forse in lieve sovrappeso fino a 10 anni fa, Germana ingrassa di quasi 50kg in concomitanza della menopausa e la grave malattia della madre.

Mi chiedo, anzi Vi chiedo, sulla base delle discriminazioni subite dagli obesi d’America, quali sono le colpe o le leziosità di Germana, che inizia a mangiare senza cognizione di causa e perdendo il controllo di se stessa e delle sue azioni più semplici, come il nutrirsi, probabilmente a seguito di una depressione mai curata. Un mangiare compensatorio quello di Germana, per placare il dolore per la madre, in un momento già delicato per una donna come quello della menopausa.

Si ingrassa per edonismo, per il libero arbitrio di eccedere col piacere, come si ingrassa leggerezza, per ignoranza, per noia o irresponsabilità.

Si ingrassa, però anche per disperazione, per compensazione, per compulsione irrefrenabile verso il cibo, nella spasmodica ricerca di una fonte di piacere, al pari di una droga o dell’alcol. Poi ci sono il metabolismo e la genetica. Queste per citarne alcune, le cause dell’obesità. La punta dell’iceberg di molteplici situazioni, ma anche di numerosa patologie.

Alcune della cause dell’obesità possono anche essere discutibili, tuttavia tutte le obesità non sono uguali.

Ammesso e non concesso, che in alcuni casi si ingrassi per colpa, tuttavia l’obeso è e rimane una Persona e per questo merita il rispetto della Sua dignità.

(Liberamente ispirato all’articolo di Federico Rampini de La Repubblica, mercoledì 10 marzo 2010)


2 commenti:

  1. E' stato bellissimo leggerti Tiziana, troppo spesso si dimentica che l'obeso prima che un malato è una persona, spesso una che ha vissuto anni, a volte decenni, a volte sempre, sotto la pressione castrante e diminuente di una società ostile. E vogliono pure fare la morale a queste persone.
    Grazie per il tuo post, un vero gioiello.

    Paolo De Andreis
    Ciccioni Contro la Discriminazione
    http://cicciones.blogspot.com

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  2. Grazie a Te Paolo, per le parole che forse non merito, ma che mi emozionano.
    Il tuo blog è ricco di spunti interessanti, lo visiterò con attenzione.
    E per gli obesi di tutto il mondo: ricordate che non siete soli.
    Tiziana

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