

"Capii che era il momento di cambiare, ma non sapevo da dove cominciare. Sapevo quello che non dovevo fare. Non mi misi a dieta e non salii sulla bilancia. Non diedi la mia carta di credito a una donna magrissima in camice da laboratorio. Non mi iscrissi a una palestra e non provai nemmeno a calcolare le calorie. Dopo aver sempre attaccato frontalmente i miei problemi di peso, cominciai ad esplorare il mondo che si nascondeva dietro il cibo. Nel giro di un anno pesi più di 45 chili, e la mia vita da magro, quella che aspettavo da quasi trent'anni, finalmente ebbe inizio".
Fame, Allen Zadoff, Edizioni Corbaccio.
Fame di Allen Zadoff, è un libro bellissimo. Pur non avendo l'autore intenti didascalici, Fame vale più di decine di manuali di nutrizione clinica, di numerosi capitoli di psichiatria e psicologia, di centinaia di trasmissioni televisive.
Quello descritto da Allen è un percorso lucido, razionale, doloroso di acquisizione della consapevolezza delle cause della propria obesità, tuttavia la narrazione è caratterizzata anche da una buona dose di ironia e umorismo.
Allen ha ventotto anni quando, toccando il fondo e raggiungendo i 180 chili, realizza che la sua obesità -da cui è affetto dalla nascita- non è il frutto di ingordigia, di lassismo, di indolenza e scarsa volontà, ma di una malattia.
Allen è un mangiatore compulsivo dipendente dal cibo.
In Fame, Allen descrive chiaramente i sintomi del suo disturbo: un comportamento alimentare esemplare in pubblico, alternato ad abbuffate segrete, in solitudine, sul divano di casa, dinanzi alla televisione, in un misto di sensi di colpa, disperazione e vergogna.
Il cibo per Allen è un ossessione, una droga.
"Oggi, se cerco alcolismo nel mio dizionario on line, trovo:
alcolismo: dipendenza dal consumo di alcolici oppure malattia mentale e il comportamento compulsivo che ne derivano......provo a cercare l'espressione over-eater, mangiatore compulsivo, sullo stesso dizionario on line, ma non esiste. Cerco dipendenza da cibo. Niente. Lancio una ricerca su Google e trovo un accenno:
overeat: eccedere nel mangiare, soprattutto abitualmente.
Si tratta di questo? Un individuo che mangia compulsivamente è semplicemente qualcuno che mangia troppo? Per quello che concerne la mia esperienza, semplicemente no."
Per ventotto anni Allen prova di tutto per dimagrire e si rivolge a vari specialisti, tra cui: dietologi, nutrizionisti, medici, nessuno in grado di diagnosticare il suo disturbo. Divora manuali di alimentazione e tenta numerose diete, perdendo anche cinquanta chili. Tuttavia, terminata la dieta, riprende a mangiare, vanificando miseramente tutti i tentativi intrapresi per dimagrire.
Negli anni Allen compone un puzzle nella sua mente, i cui tasselli sono forniti da ognuno degli specialisti consultati, che gli sono d'aiuto tramite un consiglio, una frase, inefficaci sul momento, ma che negli anni gli fanno realizzare (in un percorso tutto autonomo) di essere affetto da una malattia, da un disturbo del comportamento alimentare, ma gli consentono anche di trovare a questo disturbo una soluzione.
Affinchè si possa formulare una corretta diagnosi e inviare un paziente verso un opportuno percorso terapeutico, bisogna prima di tutto conoscere, e poi, riconoscere le patologie.
Che i disturbi del comportamento alimentare, ed in particolar modo il disturbo da alimentazione compulsiva, siano ancora oggi misconosciuti, proprio dagli specialisti che operano nel campo della lotta all'obesità, e dai medici in genere, è cosa gravissima.
In questi termini il libro di Allen Zadoff, si ripromette di far sentile compresi e meno soli tantissimi obesi, che non sanno il motivo della loro fame continua, incontrollabile, suggerendo loro, meglio di tanti specialisti, la via per un corretto percorso terapeutico.
Per concludere con le confortanti parole con cui Fame si chiude, auguro a tutti i mangiatori compulsivi
"Buona fortuna e ricordate che non siete soli"
Buona lettura.
Tiziana Stallone
tiziana.stallone@fastwebnet.it
www.studiomazzullo.com

