venerdì 28 agosto 2009

Non sempre l'obesità si risolve con la dieta



"Capii che era il momento di cambiare, ma non sapevo da dove cominciare. Sapevo quello che non dovevo fare. Non mi misi a dieta e non salii sulla bilancia. Non diedi la mia carta di credito a una donna magrissima in camice da laboratorio. Non mi iscrissi a una palestra e non provai nemmeno a calcolare le calorie. Dopo aver sempre attaccato frontalmente i miei problemi di peso, cominciai ad esplorare il mondo che si nascondeva dietro il cibo. Nel giro di un anno pesi più di 45 chili, e la mia vita da magro, quella che aspettavo da quasi trent'anni, finalmente ebbe inizio".
Fame, Allen Zadoff, Edizioni Corbaccio.


Fame di Allen Zadoff, è un libro bellissimo. Pur non avendo l'autore intenti didascalici, Fame vale più di decine di manuali di nutrizione clinica, di numerosi capitoli di psichiatria e psicologia, di centinaia di trasmissioni televisive.
Quello descritto da Allen è un percorso lucido, razionale, doloroso di acquisizione della consapevolezza delle cause della propria obesità, tuttavia la narrazione è caratterizzata anche da una buona dose di ironia e umorismo.
Allen ha ventotto anni quando, toccando il fondo e raggiungendo i 180 chili, realizza che la sua obesità -da cui è affetto dalla nascita- non è il frutto di ingordigia, di lassismo, di indolenza e scarsa volontà, ma di una malattia.
Allen è un mangiatore compulsivo dipendente dal cibo.
In Fame, Allen descrive chiaramente i sintomi del suo disturbo: un comportamento alimentare esemplare in pubblico, alternato ad abbuffate segrete, in solitudine, sul divano di casa, dinanzi alla televisione, in un misto di sensi di colpa, disperazione e vergogna.
Il cibo per Allen è un ossessione, una droga.

"Oggi, se cerco alcolismo nel mio dizionario on line, trovo:
alcolismo: dipendenza dal consumo di alcolici oppure malattia mentale e il comportamento compulsivo che ne derivano......provo a cercare l'espressione over-eater, mangiatore compulsivo, sullo stesso dizionario on line, ma non esiste. Cerco dipendenza da cibo. Niente. Lancio una ricerca su Google e trovo un accenno:
overeat: eccedere nel mangiare, soprattutto abitualmente.
Si tratta di questo? Un individuo che mangia compulsivamente è semplicemente qualcuno che mangia troppo? Per quello che concerne la mia esperienza, semplicemente no."

Per ventotto anni Allen prova di tutto per dimagrire e si rivolge a vari specialisti, tra cui: dietologi, nutrizionisti, medici, nessuno in grado di diagnosticare il suo disturbo. Divora manuali di alimentazione e tenta numerose diete, perdendo anche cinquanta chili. Tuttavia, terminata la dieta, riprende a mangiare, vanificando miseramente tutti i tentativi intrapresi per dimagrire.
Negli anni Allen compone un puzzle nella sua mente, i cui tasselli sono forniti da ognuno degli specialisti consultati, che gli sono d'aiuto tramite un consiglio, una frase, inefficaci sul momento, ma che negli anni gli fanno realizzare (in un percorso tutto autonomo) di essere affetto da una malattia, da un disturbo del comportamento alimentare, ma gli consentono anche di trovare a questo disturbo una soluzione.

Affinchè si possa formulare una corretta diagnosi e inviare un paziente verso un opportuno percorso terapeutico, bisogna prima di tutto conoscere, e poi, riconoscere le patologie.

Che i disturbi del comportamento alimentare, ed in particolar modo il disturbo da alimentazione compulsiva, siano ancora oggi misconosciuti, proprio dagli specialisti che operano nel campo della lotta all'obesità, e dai medici in genere, è cosa gravissima.

In questi termini il libro di Allen Zadoff, si ripromette di far sentile compresi e meno soli tantissimi obesi, che non sanno il motivo della loro fame continua, incontrollabile, suggerendo loro, meglio di tanti specialisti, la via per un corretto percorso terapeutico.

Per concludere con le confortanti parole con cui Fame si chiude, auguro a tutti i mangiatori compulsivi
"Buona fortuna e ricordate che non siete soli"

Buona lettura.

Tiziana Stallone
tiziana.stallone@fastwebnet.it
www.studiomazzullo.com

martedì 25 agosto 2009

Prodotti integrali: precauzioni per l'uso



Un uso quotidiano di prodotti integrali, può aiutare il controllo del peso e favorire la prevenzione-gestione di patologie, correlate all'obesità e alla cattiva alimentazione, quali: il diabete, l'ipercolesterolemia e il cancro del colon.

Per prodotti integrali, si intendono quelli derivati da farine ottenute dalla lavorazione di cereali, in cui sia stato utilizzato integralmente tutto il chicco, comprensivo non solo di endosperma (la porzione ricca di carboidrati, che comunemente si utilizza nei prodotti raffinati), ma anche di crusca (la porzione più esterna del chicco) e di germe di grano (il cuore del chicco).

I prodotti integrali, quali pasta e prodotti da forno in genere, si possono ottenere non solo dal frumento, ma anche da altri cereali, quali il riso, il farro, l'avena, l'orzo...

Perchè l'utilizzo dell'intero chicco di cereale, addizionato di crusca e germe di grano, può apportare giovamento e può migliorare il nostro stato di salute?


La crusca è ricca di vitamine del complesso B, di antiossidanti, come flavonoidi, e sostanze ormono simili, come gli isoflavoni. Il germe, ovvero il cuore del chicco, è fonte di vitamina E. Importante è anche l'apporto complessivo di minerali, quali in ferro e lo zinco.

In primis, dunque, la raffinazione impoverisce le farine, delle sopra elencate sostanze preziose per l'organismo.


La crusca, inoltre, è ricca di fibra insolubile, la quale pur essendo indigeribile per l'organismo, espleta dopo l'ingestione un importante ruolo funzionale, poichè:
-aumenta la massa fecale e mantiene pulito l'intestino, rappresentando una prevenzione importante del cancro del colon-retto, al quale contribuisce anche la stipsi.
-si rigonfia, inducendo senso di sazietà (antifame naturale), attraverso la stimolazione dei recettori di riempimento dello stomaco e dell'intestino, che comunicano al cervello segnali di stop per l'ingresso di altro cibo.

-agisce come una spugna, in grado di intrappolare altre molecole introdotte con i cibi, ed impedendone l'assorbimento. Tra queste colesterolo e trigliceridi. Contribuendo al controllo delle dislipidemie (eccesso di grassi nel sangue) e prevenendo le patologie cardiovascolari.

-abbassa l'indice glicemico degli alimenti, rallentando l'assorbimento degli zuccheri, rappresentando un rimedio efficacissimo nel controllo del diabete alimentare (di tipo 2).


Tuttavia, passare il messaggio che un alimento -in questo l'integrale- fa bene, non significa promuoverne l'abuso, piuttosto suggerirne un uso razionale, seguendo particolari accorgimenti, che talvolta vengono ignorati, provocando conseguenze anche gravi, soprattutto in particolari classi di persone.


L'aumento dell'assunzione di prodotti integrali, ed il conseguente elevato apporto di fibre insolubili, deve necessariamente essere accompagnato dalla introduzione di abbondante acqua (almeno 1,5 litri-2,5 litri al giorno, a seconda delle situazioni), pena la formazione di una sorta di "balla di fibra insolubile nell'intestino" (simile a una balla di fieno), che può contrastare anche seriamente, invece che favorire, il transito intestinale.

Il malassorbimento indotto dalla fibra, nei confronti di grassi e di zuccheri (nonchè di micronutrienti, se essa è assunta costantemente in eccesso). Può essere controproducente per:
-bambini e adolescenti , poichè in crescita
-donne in gravidanza e in allattamento
-anziani, in particolare se sussiste osteoporosi, anemia e malnutrizione
-persone affette da disturbi del comportamento alimentare
-persone sottopeso

lunedì 24 agosto 2009

Alimenti e attività antiossidante




Si è parlato e si è detto molto sugli antiossidanti, da anni ormai. Ma quando a richiamare l'attenzione su questo tema è il Prof. Luc Montagnier, le argomentazioni si fanno più convincenti, poichè sostenute dalla scientificità.

Nel Suo interessantissimo libro "La Scienza ci guarirà", pubblicato recentemente per la Sperling&Kupfer, che già si preannunciava come una esaustiva divulgazione delle Sue scoperte scientifiche, in merito al virus dell'HIV, all'AIDS e al funzionamento del sistema immunitario, che gli sono valsi il premio Nobel per la Medicina 2008, il Prof. Mantagnier va oltre e fa molto di più, poichè ci offre delle regole pratiche e semplici di prevenzione per patologie gravi e invalidanti quali: i tumori, le patologie autoimmuni e i disturbi neurodegenerativi.



Di cruciale importanza è il lavoro che ognuno di noi può esercitare per rafforzare il proprio sistema immunitario, ovvero quell'esercito di cellule, tessuti e organi altamente specializzati (linfociti, macrofagi, linfonodi, plasmacellule, timo, midollo osseo, ecc...) , organizzati e armati nella difesa del nostro corpo dagli agenti patogeni, ma capaci anche di sopprimere le cellule che mutano malignamente in seno al nostro organismo.



Gli antiossidanti, agiscono come dei rafforzatori del sistema immunitario, contrastando i danni da radicali liberi (tra cui i ROS, le specie altamente reattive dell'ossigeno) ai quali questo sistema è naturalmente esposto.



Gli antiossidanti possono essere facilmente fruibili nel quotidiano, attraverso una scelta consapevole e mirata della nostra alimentazione, volta all'introduzione di 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura (2 di verdura e 3 di frutta, della dimensione ciascuna di circa un pugno) per espletare un ruolo protettivo, biologicamente efficace.



Tuttavia, alle persone poco avvezze al consumo di vegetali, ma non solo a queste ultime ovviamente, mi permetto di suggerire alimenti strategici, in cui la concentrazione di unità antiossidanti è particolarmente elevata (1.200 unità antiossidanti per porzione), da renderli particolarmente efficaci anche in porzioni contenute.

A patto che siano consumati di stagione, freschi e entro al massimo 3 giorni dall'acquisto (previa conservazione in frigorifero a +4°C), annotate nella vostra lista della spesa, quanto segue:


-Mirtilli

-Cavolo verde

-Barbabietola

-Prugne nere

-Fragole


Fonte:Azienda Locale BN1. Dipartimento di Prevenzione. Servizio Igiene degli alimenti e della prevenzione.