martedì 25 agosto 2009

Prodotti integrali: precauzioni per l'uso



Un uso quotidiano di prodotti integrali, può aiutare il controllo del peso e favorire la prevenzione-gestione di patologie, correlate all'obesità e alla cattiva alimentazione, quali: il diabete, l'ipercolesterolemia e il cancro del colon.

Per prodotti integrali, si intendono quelli derivati da farine ottenute dalla lavorazione di cereali, in cui sia stato utilizzato integralmente tutto il chicco, comprensivo non solo di endosperma (la porzione ricca di carboidrati, che comunemente si utilizza nei prodotti raffinati), ma anche di crusca (la porzione più esterna del chicco) e di germe di grano (il cuore del chicco).

I prodotti integrali, quali pasta e prodotti da forno in genere, si possono ottenere non solo dal frumento, ma anche da altri cereali, quali il riso, il farro, l'avena, l'orzo...

Perchè l'utilizzo dell'intero chicco di cereale, addizionato di crusca e germe di grano, può apportare giovamento e può migliorare il nostro stato di salute?


La crusca è ricca di vitamine del complesso B, di antiossidanti, come flavonoidi, e sostanze ormono simili, come gli isoflavoni. Il germe, ovvero il cuore del chicco, è fonte di vitamina E. Importante è anche l'apporto complessivo di minerali, quali in ferro e lo zinco.

In primis, dunque, la raffinazione impoverisce le farine, delle sopra elencate sostanze preziose per l'organismo.


La crusca, inoltre, è ricca di fibra insolubile, la quale pur essendo indigeribile per l'organismo, espleta dopo l'ingestione un importante ruolo funzionale, poichè:
-aumenta la massa fecale e mantiene pulito l'intestino, rappresentando una prevenzione importante del cancro del colon-retto, al quale contribuisce anche la stipsi.
-si rigonfia, inducendo senso di sazietà (antifame naturale), attraverso la stimolazione dei recettori di riempimento dello stomaco e dell'intestino, che comunicano al cervello segnali di stop per l'ingresso di altro cibo.

-agisce come una spugna, in grado di intrappolare altre molecole introdotte con i cibi, ed impedendone l'assorbimento. Tra queste colesterolo e trigliceridi. Contribuendo al controllo delle dislipidemie (eccesso di grassi nel sangue) e prevenendo le patologie cardiovascolari.

-abbassa l'indice glicemico degli alimenti, rallentando l'assorbimento degli zuccheri, rappresentando un rimedio efficacissimo nel controllo del diabete alimentare (di tipo 2).


Tuttavia, passare il messaggio che un alimento -in questo l'integrale- fa bene, non significa promuoverne l'abuso, piuttosto suggerirne un uso razionale, seguendo particolari accorgimenti, che talvolta vengono ignorati, provocando conseguenze anche gravi, soprattutto in particolari classi di persone.


L'aumento dell'assunzione di prodotti integrali, ed il conseguente elevato apporto di fibre insolubili, deve necessariamente essere accompagnato dalla introduzione di abbondante acqua (almeno 1,5 litri-2,5 litri al giorno, a seconda delle situazioni), pena la formazione di una sorta di "balla di fibra insolubile nell'intestino" (simile a una balla di fieno), che può contrastare anche seriamente, invece che favorire, il transito intestinale.

Il malassorbimento indotto dalla fibra, nei confronti di grassi e di zuccheri (nonchè di micronutrienti, se essa è assunta costantemente in eccesso). Può essere controproducente per:
-bambini e adolescenti , poichè in crescita
-donne in gravidanza e in allattamento
-anziani, in particolare se sussiste osteoporosi, anemia e malnutrizione
-persone affette da disturbi del comportamento alimentare
-persone sottopeso

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