lunedì 10 marzo 2014

Buongiorno benessere, le proprietà racchiuse nel verde

Cicoria: inulina e benessere intestinale
La cicoria contribuisce alla nostra bellezza, attraverso la salute dell’intestino. La particolare fibra solubile di cui è costituita, l’inulina, è definita “prebiotica” che “precede la vita”. L’inulina, infatti, favorisce la proliferazione intestinale di batteri benefici (come i bifidobatteri), sottraendo spazio ad altri batteri potenzialmente dannosi (l’escherichia coli, la listeria, la salmonella, alcuni tipi di cocchi).
Se l’intestino è in equilibrio, l’assorbimento dei nutrienti avviene in maniera più efficiente e questo si riflette anche sull’aspetto esterno.
Per preservare le proprietà della cicoria è preferibile consumarla bollita in poca acqua o al vapore. In alternativa soffritta con aglio e olio extravergine di oliva

Menta: carminativa per il gonfiore addominale
La menta è un concentrato di minerali, calcio e potassio in particolare. Il verde brillante dovuto alla clorofilla, ne conferisce proprietà anti-ossidanti e anti-invecchiamento. La sua peculiarità è l’alta concentrazione di mentolo, un terpene, con azione benefica sull’apparato digerente. Poche foglioline aggiunte nelle pietanze o all’interno delle tisane aiutano la digestione, hanno proprietà antispastiche e carminative. Attenuano le fermentazioni intestinali e il fastidioso ventre gonfio.

Kiwi: vitamina C e collagene
Ai fini della bellezza il kiwi svolge un’azione diuretica, per l’alta concentrazione di potassio e depurativa, favorendo il transito intestinale. Si caratterizza per un elevato contenuto di vitamina C, superiore a quello degli agrumi, che lo rende un alleato della pelle. La vitamina C promuove, infatti, la produzione di nuovo collagene, contrastando con un uso quotidiano, la formazione di rughe. E’ un frutto particolarmente indicato per i fumatori, spesso deficitari di vitamina C

Zucchina: drenante
Ingiustamente considerato un ortaggio inutile. E’ prima di tutto un integratore di acqua e potassio, soprattutto se le zucchine sono consumate al vapore. Il contenuto di fibra alimentare è ridotto, per questo le zucchine sono di estrema digeribilità e utili per un intestino irritato. 
E’ consigliato ad esempio consumare zucchine per qualche giorno dopo un week end di eccessi alimentari per:



  • Incrementare della diuresi e l’eliminazione dei sali accumulati in eccesso (le mani, le caviglie e le borse sotto ali occhi si sgonfiano).
  • Riduzione delle fermentazioni intestinali che potrebbero far seguito ad un weekend di eccessi


Foto. con la collega Sara Farnetti e in studio

La puntata verde può essere rivista per una settimana a questo link. Il mio intervento al minuto 5:00

domenica 2 marzo 2014

Buongiorno benessere, la bellezza oggi è rossa!



La bellezza della pelle, dei capelli, delle unghie, dei denti non è solo questione di creme e di quel che viene applicato “all’esterno”. La bellezza nasce dall’interno, dalla salute delle nostre cellule e dei nostri organi. 

Il cibo e lo stile di vita rappresentano i nostri primi cosmetici, perché sono in grado di rallentare i processi di invecchiamento (proprietà anti-aging) e di migliorare la qualità del nostro aspetto esteriore.


Il colore degli alimenti è determinato dalla presenza di pigmenti, che sono tutt’altro che molecole inerti. E’ proprio attraverso queste molecole colorate che il cibo esplica le sue proprietà anti-aging e salutistiche. Quei pigmenti che possono contribuire al nostro benessere sono anche definiti composti fitochimici, ed è proprio su queste sostanze che ora si concentra oggi la ricerca scientifica

Fitochimici che contribuiscono al colore rosso delle sostanze
Licopene
Antocianine
Composti fenolici
Carotenoidi


Tra gli alimenti rossi che hanno mostrato proprietà anti-aging troviamo
Radicchio rosso di Treviso
Arancia rossa
Peperone rosso


Il radicchio rosso: protegge e non fa invecchiare l’intestino

Un intestino sano giovane e ben funzionante, consente l’assimilazione ottimale dei nutrienti e delle sostanze che contribuiscono al nostro benessere, questo si traduce in un miglioramento del nostro aspetto esteriore.

Malattie degenerative del tratto gastro-intestinale come il cancro del colon retto e i disturbi infiammatori sono associati ad uno stato di stress ossidativo e uno sbilanciamento tra ROS (specie reattive dell’ossigeno) e difese antiossidanti. I composti contenuti nel radicchio rosso, hanno dimostrato su cellule intestinali in coltura di ostacolare questi processi degenerativi.

Le sostanze benefiche del radicchio rosso sono: acidi fenolici, flavonoidi e antocianine. Il succo di radicchio rosso ha dimostrato effetti anti-ossidante e di prevenzione tumorale (citoprotettivi e antiproliferativi).


Arancia rossa: e i vasi sanguigni non invecchiano
Un sistema circolatorio che funziona bene, si traduce in uno scambio più efficiente di ossigeno e nutrienti alle cellule, con importanti ripercussioni sulla lucentezza e salute della pelle.

Le arance rosse (tarocco, moro o sanguinello) sono una specie tipiche della Sicilia. Esse mostrano proprietà salutistiche che le distinguono dalle arance bionde, proprio per il ruolo svolto dai pigmenti rossi (flavonoidi, carotenoidi, acido idrossicinnamico, antocianine) in associazione a un alto contenuto di vitamina C. Tutte queste molecole agiscono in sinergia attraverso un mix benefico di sostanze.
Un tempo si credeva che le azione salutistica delle arance fosse esplicata solo dalla vitamina C, Sono invece le molecole che le colorano di rosso che fanno la differenza. Queste sostanze rosse sono incorporate dalle membrane delle cellule che rivestono i vasi sanguigni (cellule endoteliani), e lì compiano difesa antiossidante.

Bastano 2 bicchieri di succo di arancia al dì (500ml) per proteggere l’endotelio.
L’azione antiossidante è maggiore nel succo d’arancia fresco o pastorizzato a breve scadenza (conservato nel banco frigo), piuttosto che nel succo di frutta con un 12% di frutta (che non ha dimostrato proprietà).
Le arance da coltivazione biologica hanno dimostrato una maggiore efficacia anti-aging (un maggior contenuto di fitochimici).


Peperone rosso: i carotenoidi proteggono gli occhi e la pelle dai raggi ultravioletti
L’azione degenerativa dei raggi ultravioletti è una delle cause principali dell’invecchiamento della pelle, ma anche di organi cruciali come gli occhi che sono ugualmente esposti al sole.
Una pelle sfruttata dal sole e dai raggi UV appare sottile e con presenza di macchie.

Il peperone rosso, grazie alla sua alta concentrazione di beta carotene (precursore della vitamina A), ha dimostrato un ruolo chiave per la bellezza della pelle e degli occhi.


I carotenoidi in esso contenuti, sono in grado di depositarsi all’interno dei tessuti cutanei e in particolari regioni dell’occhio e di tamponare i danni da esposizione al sole, attraverso l’assorbimento e la neutralizzazione dell’azione ossidante dei raggi UV.
Il mio intervento sulle proprietà di frutta e verdura di colore rosso, sarà disponibile per una settimana al 18° minuto di questo link Rai replay

sabato 1 marzo 2014

Domenica 2 marzo ore 10:00 su Rai Uno, Buongiorno Benessere!


Domani domenica 2 marzo partirà su Rai Uno un nuovo settimanale di intrattenimento, che affronterà il tema della salute e del benessere in maniera semplice e divertente.

In programma è condotto dal Vira Carbone, che ci guiderà in un piacevole viaggio attraverso i colori che influenzano positivamente la nostra salute. In studio la Dott.ssa Sara Farnetti fisiopatologia del metabolismo, con i suoi preziosi consigli sull'alimentazione funzionale.

Vi aspetto anche io per parlare di come il cibo può migliorare positivamente la nostra bellezza e rallentare i processi di invecchiamento.

Spesso ci sacrifichiamo acquistando costosi cosmetici, quando il primo alleato della nostra bellezza è proprio l'alimentazione e lo stile di vita.

A domani su Rai Uno ore 10:00....Buongiorno Benessere! :-)

domenica 9 febbraio 2014

Editoriale della Scuola di Ancel— Quando il sovrappeso dipende dai farmaci: conoscere gli antipsicotici

Pubblicato in originale su La Scuola di Ancel
Con la consulenza del dottor Domenico Mazzullo, psichiatra e psicoterapeuta

Illustrazione di Gianluigi Marabotti
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
A volte incontriamo persone in equilibrio, senza apparenti problematiche psichiche, e ignoriamo che questa normalità sia stata ripristinata da una terapia farmacologica.
Mi riferisco a una patologia, la schizofrenia, il cui nome fa ancora paura e che sentiamo lontana, ma che coinvolge in media ben una persona su cento.
La schizofrenia, afferma il dottor Domenico Mazzullo, psichiatra e psicoterapeuta, è il disturbo psichiatrico in assoluto più grave, che colpisce senza preferenza di genere e su base probabilmente genetica ed ereditaria. La sintomatologia associata, seppur con gravità diversa a seconda delle forme, si manifesta con: deliri, allucinazioni, ritiro sociale, sintomi motori e stato di agitazione o anaffettività.
Il trattamento farmacologico per la schizofrenia in genere accompagna il paziente per tutta la vita. Per quanto la schizofrenia sia una patologia grave e invalidante, in alcuni casi chi ne è affetto, proprio grazie ai farmaci, può continuare una vita di relazione, che gli sarebbe altrimenti preclusa. Per questo è importante accogliere gli psicofarmaci senza pregiudizio, come ancora oggi avviene tout court.
La terapia per la schizofrenia si avvale di una classe di psicofarmaci definiti antipsicotici, i quali possono essere tipici (i più antichi per scoperta e per questo definiti di prima generazione) o atipici (di seconda generazione). È ormai noto che gli antipsicotici atipici come l’olanzapina e la clozapina, sono gravati da minori o assenti disturbi extrapiramidali (tremore, simil-parkinsonismi, discinesie), che invece coinvolgono gli antipsicotici tipici, altrimenti detti neurolettici. Gli antipsicotici atipici, tuttavia, promuovono come effetto collaterale: sovrappeso, obesità, insulino resistenza e altri dismetabolismi quali aumentati livelli di glucosio nel sangue e alterazioni del profilo lipidico.
Di queste conseguenze deve tenerne conto il medico psichiatra, all’atto della prescrizione, considerando ogni singola storia clinica dei suoi pazienti.
Allo stesso modo il nutrizionista, che avrà a che fare con persone che assumono antipsicotici atipici, dovrà strutturare la dieta e rapportarne l’efficacia agli effetti iatrogeni dell’indispensabile terapia psichiatrica.
Gli antipsicotici atipici presentano un’affinità per molti recettori:
  • della dopamina
  • della serotonina
  • 2,3,6 muscarinici dell’acetilcolina
  • adrenergici
  • dell’istamina
In particolare sembra che i neuroni istaminergici siano in grado di influenzare il sistema della dopamina e il meccanismo segnale della leptina, scatenando iperfagia e dipendenza da cibo. In più l’attivazione della via dell’acetilcolina avrebbe ripercussioni sul pancreas, sulla produzione diinsulina e sull’iperglicemia. In particolare, l’incidenza di diabete nei pazienti schizofrenici che assumono antipsicotici atipici è incrementata di circa due volte rispetto alla popolazione in generale. La probabilità di insorgenza di diabete è massima dopo i 40 anni.
Gli antipsicotici atipici, inoltre, sarebbero in grado di stimolare la sintesi di due importanti molecoleoressigene (induttrici della fame) nel sistema nervoso centrale: il neuropeptide Y nel nucleo arcuato dell’ipotalamo e il recettore dell’ormone che concentra la melanina.
Nei pazienti che assumono antipsicotici atipici, pertanto, la sensazione di fame è incrementata. Si stima che il trattamento con clozapina induca in dieci settimane un incremento di circa 6 kg, che diventano in 68 settimane circa 10 kg. Nelle donne l’incremento ponderale è maggiore, stimato in circa 16 kg in 37-38 settimane. Per l’olanzapina l’incremento ponderale medio nei primi sette mesi di terapia è di circa 10 kg, in entrambi i generi.
L’aumento di peso è, quindi, massimo agli inizi della terapia, con maggiore ripercussione sul sesso femminile, in particolare per la clozapina, per poi stabilizzarsi negli anni successivi di trattamento.
La conoscenza dei meccanismi molecolari che conseguono la somministrazione degli antipsicotici atipici e che influenzano il metabolismo potrà rendere più mirato e partecipe l’intervento nutrizionale, che andrebbe attuato sin dalle prime fasi della terapia. Un intervento integrato sullo stile di vita e sull’educazione al movimento si è dimostrato, inoltre, utile nel contenimento del sovrappeso e dei dismetabolismi in questi pazienti che non sempre, soprattutto agli esordi invalidanti della patologia, riescono a controllare la propria alimentazione.

Bibliografia:

sabato 4 gennaio 2014

Editoriale della Scuola di Ancel— Si fa presto a dire latte

Pubblicato in originale su La Scuola di Ancel.

La nutrizione è una materia bizzarra. A differenza di altre discipline come la nefrologia o la cardiologia, dove gli unici che argomentano sono gli esperti, di nutrizione parlano tutti. Se ne discute alla cassa del supermercato, dal parrucchiere, in banca. Improvvisati nutrizionisti si infervorano e si lanciano in consigli, la cui finalità sembra quella di convincere l’interlocutore, piuttosto che informarlo.
Il latte vaccino è tra gli argomenti più gettonati negli ultimi anni e le sue proprietà sono oggetto di accesi contrasti, anche tra gli stessi nutrizionisti. I detrattori del latte affermano ad esempio che: «il latte vaccino è un alimento innaturale per l’uomo», «l’unico latte che l’uomo dovrebbe bere è quello materno», «il latte è indigeribile a molti, e questa è la prova che fa male», «il latte non previene l’osteoporosi» o ancora «il latte fa ingrassare, provoca il cancro, veicola ormoni e antibiotici potenzialmente dannosi».
Lungi dal voler proporre una disamina esaustiva dell’argomento latte, sul quale ritorneremo, desidero soffermarmi su alcune considerazioni. La prima è una domanda, alla quale non ho ancora trovato una risposta esaustiva: perché mai dovrebbe essere innaturale bere il latte, se ci nutriamo delle stesse carni degli animali che lo producono? L’adattamento alla digestione del lattosio (lo zucchero contenuto nel latte), inoltre, ha rappresentato un vantaggio evolutivo per l’uomo. Egli era, infatti, in grado di sopravvivere alla nascita, e in condizioni avverse, anche con il latte di altre specie. In un immaginario futuro di stenti per la specie umana, se si continuerà a eliminare il latte senza motivazione, esso non rappresenterà più una risorsa alimentare, poiché saremmo tutti colti da coliche addominali dopo la sua assunzione.
Nessuno di quelli che noi consideriamo alimenti nasce per essere mangiato dall’uomo. È la nostra visione antropocentrica che ci fa pensare che un frutto, un uovo o una carne siano nati per noi. In realtà non è così e ogni cibo richiede un adattamento metabolico dell’uomo per la sua digestione e assimilazione. Le reazioni allergiche sono la riprova di come il cibo sia un potenziale agente estraneo, un non self per il nostro organismo. Le proprietà e i benefici di un alimento, inoltre, dipendono da un numero considerevole di variabili tra le quali: la quantità e la frequenza di assunzione, la qualità del prodotto, i personali fabbisogni e lo stato di salute di chi lo assume. Il problema non è banalmente se il latte faccia male o bene, ma bisogna sempre considerarlo in relazione a chi ne fa uso e a che tipo di uso ne fa.
A favore del latte si esprimono recenti lavori scientifici. Una review pubblicata sulla rivista «Advances in nutrition. An international review journal», confuta la correlazione tra latte e patologie cardiovascolari. Dall’analisi attenta di un’ampia letteratura, il consumo equilibrato di latte e derivati non sembrerebbe favorire l’aumento della colesterolemia, al contrario in alcuni casi eserciterebbe degli effetti protettivi su cuore e vasi.
Un recentissimo lavoro sulla rivista «Nutrients» sdoganerebbe anche il latte, in relazione all’insorgenza di obesità. Esso, infatti, sarebbe inversamente correlato ai principali markers per l’obesità sia negli uomini sia nelle donne. Il risultato non stupisce, quando si pensa che un bicchiere di latte al mattino, a volte, viene sostituito da più bicchieri di succhi di frutta.
Per gli amanti del tè verde e per i cultori dei virtuosi polifenoli in esso contenuti, come l’epigallocatechina, sarà di conforto sapere quanto appena pubblicato su «Journal of dairy science». Una macchia di latte nel tè può addolcirne il gusto, riducendo l’astringenza dei polifenoli, senza alterarne le proprietà. La composizione biochimica del latte può, infatti, promuovere la biodisponibilità e l’assimilazione delle catechine.
Concludo con un personalissimo augurio per il 2014 a tutti i lettori della Scuola di Ancel: che ogni nostra scelta, anche alimentare, possa essere compiuta in piena consapevolezza e senza pregiudizio.

Bibliografia:

sabato 28 dicembre 2013

La Dolce Linea, nuovi podcast per capodanno!

Nel lungo weekend che precede il capodanno La Dolce Linea non vi lascia soli! Tanti nuovi podcast sono pronti da scaricare: 
-viva l'arancia!
-il microbiota intestinale
-l'alimentazione del tennista
-patologie infiammatorie croniche nuove frontiere terapeutiche
-obesità infantile e danni al fegato
Buon ascolto e buone Feste a tutti! Sara <3
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martedì 24 dicembre 2013

La Dolce Linea del 25 e 27 Dicembre: speciale microbiota intestinale e consigli per le Feste

La Dolce Linea sarà con voi anche a Natale. Il 25 e il 27 dicembre due puntate speciali ore 18:15 su www.wr7.rai.it con: il Dott. Mauro Minelli che ci parlerà di microbiota intestinale, sistema immunitario e un innovativo percorso terapeutico per le patologie degenerative. Consigli di Natale, Tweet delle Feste e tante curiosità Con Sara <3 vi aspettiamo. Auguri!!!!! Dalla webradio Rai :-)
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mercoledì 18 dicembre 2013

La Dolce Linea del 18 dicembre: l'alimentazione per il tennista

Mercoledì 18 Dicembre a La Dolce Linea ore 18:15 suwww.wr7.rai.it Speciale "L'alimentazione per il tennista" Tweet di Titti e tanta altra informazione! Sara ti adoro ! Stay tuned . Ospite in studio Sarah Di Lauro biologa nutrizionista, pronta??? 
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mercoledì 11 dicembre 2013

La Dolce Linea dell'11 Dicembre: speciale Anisakiasis


Mercoledì 11 Dicembre a La Dolce Linea ore 18:15 su www.wr7.rai.it Speciale "Anisakiasi e i rischi del pesce crudo" con il dott. Mauro Minelli, specialista in allergologia e immunologia, Tweet di Titti e tanta altra informazione! Sara <3! Stay tuner
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venerdì 6 dicembre 2013

La Dolce Linea del 6 dicembre: i disturbi alimentari nello sport II parte

Venerdì 6 Dicembre a La Dolce Linea ore 18:16 su www.wr7.rai.it 
Speciale "Disturbi del comportamento alimentare nello sport" con il dott Domenico Mazzullo II parte e tanta altra informazione! Sara manca poco, prepariamoci! Stay tuned

mercoledì 4 dicembre 2013

La Dolce Linea del 4 Dicembre: i disturbi del comportamento alimentare nello sport

Mercoledì 4 Dicembre a La Dolce Linea ore 19:00 su www.wr7.rai.it 
Speciale "Disturbi del comportamento alimentare nello sport" con  il dott Domenico Mazzullo , lettere a La Dolce Linea e Tweet di Titti! Sara Sanzi sei pronta? <3 Voi ci sarete? Stay tuned :D

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domenica 1 dicembre 2013

La Dolce Linea del 30 novembre: OGM II parte


Che hai da fare? Sai che sta iniziando una nuova puntata de La Dolce Linea su www.wr7.rai.it ore 14:00. OGM parte II con Stefano Dumontet, cibo e gusto, lettere a La Dolce Linea, i Tweet e tanto altro! Stay Tuned 




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martedì 26 novembre 2013

La Dolce Linea del 27 Novembre: OGM I parte

Mercoledì 27 Novembre a La Dolce Linea ore 19:00 su www.wr7.rai.it Speciale OGM I parte con il prof. Stefano Dumontet e presentazione dell'Osservatorio sulla Professione del Biologo. Cibo e gusto (perchè questo piace e quest'altro no) Tweet di Titti e tante altre novità! Sara Sanzi    Stay tuner!!

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La Dolce Linea del 22 Novembre: allergie crociate

Venerdì 22 Novembre a La Dolce Linea ore 19:00 su www.wr7.rai.it Speciale Alimentazione e Sistema immunitario con il Dott. Mauro Minelli che ci parlerà di "allergie crociate" . Tweet di Titti e tante altre novità ore 19:00 su www.wr7.rai.it.Sara Sanzi  Stay tuned!!

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