giovedì 17 maggio 2012

Hai scaricato La Dolce Linea su iTunes?

La dolce linea si apre con viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone, colonna sonora della nota serie televisiva Gian Burrasca, anno 1964. La sigla è un richiamo alla genuinità, quando i ragazzi desideravano il pomodoro e non i fast food, le bibite zuccherate e gli alimenti ipercalorici. Ogni giovedì ore 16-17 su www.wr8.rai.it, la dottoressa Tiziana Stallone, parla in modo schietto di sana alimentazione, dando consigli pratici, senza trascurare il piacere del cibo. Si spazia dalle proprietà degli alimenti, al comportamento, si sfatano falsi miti e diete senza senso, si consigliano ricette, si fa prevenzione, informazione, cultura. Conduce una frizzante Sara Sanzi.

Tiziana Stallone è un biologo nutrizionista e dottore di ricerca. Bambina sovrappeso e dipendente dai risotti liofilizzati e dai sofficini, pentita, a 17 anni già fantasticava di biochimica e sottoponeva un’incauta cugina alla sua prima dieta. Libero professionista di fatto e nello spirito, è docente a contratto all’università di Roma Tor Vergata, relatrice in corsi e convegni, autrice di diversi articoli a carattere scientifico divulgativo. Vive il suo lavoro come una missione e la vita come un dovere. Ama mangiare, non sa cucinare. Adora i suoi cinque cuccioli, due cani e tre gatti. La dolce Linea è il suo blog http://tiziana-stallone.blogspot.com/ . E’ ispiratrice e cofondatrice del progetto La scuola di Ancel, biologi nutrizionisti insieme http://www.lascuoladiancel.it/ .
  
La dolce linea risponde alle vostre domande, scrivete a: webradio8@rai.it


Scarica tutte le puntate del programma radiofonico gratuitamente su iTunes!!!

Torna lo psichiatra Domenico Mazzullo per parlarci di Bulimia Nervosa


Una prima grande distinzione va fatta tra bulimia primaria bulimia secondaria, derivabile quest’ultima da altre patologie organiche o psichiche quali per esempio: depressione, sindromi ansiose, ipocondria, ritardi mentali, alcolismo, demenze, trattamenti farmacologici con antidepressivi, antipsicotici, cortisone, antistaminici, ecc…..
Prendendo in considerazione l’etimologia della parola bulimia, dal greco bous (bue) e limos (fame), tradotto letteralmente come “fame bovina”, essa risulta corretta sia per la forma primaria, che secondaria, perchè a differenza che nell’anoressia in entrambe le forme bulimiche è presente un’accentuazione dell’appetito.
La bulimia primaria è caratterizzata psicopatologicamente da un atteggiamento compulsivo nei confronti del cibo. Nell’ambito della bulimia primaria possiamo distinguere due sottogruppi:
Un primo sottogruppo (bulimia univoca) nel quale la compulsione è unica verso il cibo e solo verso questo e si associa ad una ideazione ossessiva ed attenzione ossessiva nei confronti del proprio corpo, del peso corporeo, della propria prestanza fisica, che viene ricercata e mantenuta con comportamenti espulsivi  e condotte di eliminazione di diversa natura (iperattività, vomito provocato, lassativi, diuretici, ecc….). In questo caso la compulsione si esplica verso il cibo e l’ossessione verso il proprio corpo, la propria forma corporea e il mantenimento di questa. Ne consegue da ciò che nel paziente affetto da tale tipo di bulimia, la compulsione verso il cibo comporta necessariamente in ottemperanza all’ossessione verso la propria forma corporea, degli atteggiamenti compensativi atti a mantenere questa nei parametri desiderati. Ove questo non è realizzato si producono dei violentissimi sensi di colpa, con comportamenti autopunitivi e lesivi della propria autostima. Tali atteggiamenti sono simili nella violenza coercitiva a quelli analoghi nell’anoressia primaria.
Un secondo sottogruppo (bulimia multicompulsiva) è caratterizzato da un atteggiamento compulsivo non singolo verso il cibo, piuttosto generalizzato verso tutte le forme di piacere, per cui accanto alla compulsione verso cibo, o in alternativa a questa, si osservano altre forme compulsive ad esempio verso il fumo, verso il gioco d’azzardo, verso il collezionismo, verso gli acquisti, verso l’alcool, verso il sesso e la droga. Venendosi così a configurare un quadro compulsivo generalizzato nel quale la compulsione verso il cibo, rappresenta una delle possibilità, forse quella più a portata di mano.
In questi pazienti di questo sottogruppo non vi è nessuna attenzione al proprio aspetto corporeo e quindi spesso sono obesi e privi di sensi di colpa verso le proprie trasgressioni.
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
L’eziologia della bulimia secondaria va ricercata nella patologia primaria responsabile. Nella bulimia primaria il discorso eziologico si lega indissolubilmente a quello della struttura di personalità del paziente stesso e in questo ambito dobbiamo ricorrere necessariamente alla distinzione, alla suddivisione nei due sottogruppi citati precedentemente. I pazienti ascrivibili al primo sottogruppo, ossia quello della bulimia univoca, caratterizzata da una compulsione solo verso il cibo, presentano una personalità rigida con una forte componente ossessiva, portata ad un severo autocontrollo dei propri impulsi, cui sfuggono solo gli impulsi alimentari, e conseguentemente un rigido e severo tentativo di compensare le trasgressioni, con un meccanismo compensativo severo ed ossessivamente autocontrollato. Se ne deduce quindi una personalità rigida e coartata nei confronti della quale gli impulsi bulimici rappresentano una fuga da un eccessivo autocontrollo. Lo stesso autocontrollo viene esercitato sulla propria forma corporea. Da ciò ne consegue il fatto pratico che il peso corporea è normale o leggermente in eccesso, nonostante le trasgressioni alimentari. Si potrebbe pensare che questi pazienti potrebbero essere dei pazienti anoressici, se non ci fossero queste trasgressioni alimentari ad un rigido autocontrollo sempre presente. Infatti la rigidità di personalità è la stessa che nei pazienti anoressici. Mentre in questi ultimi però l’autostima legata all’autocontrollo è molto forte, nei bulimici invece è estremamente scarsa. Si potrebbe paradossalmente sostenere che questi pazienti bulimici, sono degli anoressici mal riusciti.
Diametralmente opposta è invece la struttura di personalità dei bulimici multicompulsivi, nei quali come abbiamo detto la bulimia verso il cibo rientra nell’ambito di una più generale bulimia o compulsività verso gli aspetti edonistici e gratificanti della vita. Il bulimico di questo sottogruppo, infatti, è bulimico di tutto ciò che gli procura piacere tra cui anche il cibo. La sua struttura di personalità è tutt’altro che rigida, anzi è molto portata alle autoconcessioni e alle autogratificazioni. La sua compulsione, abbiamo detto, riguarda tutti gli aspetti gratificanti dell’esistenza. Quindi accanto al cibo e solo per fare alcuni esempi, il sesso il gioco d’azzardo, l’alcol, le droghe, l’acquisto incontrollato di oggetto e di beni di consumo, che poi non utilizza, il collezionismo. Caratteristica fondamentale è una assoluta incapacità di controllo dei propri impulsi. Se ne deduce che sul piano alimentare vi è un’iperalimentazione incontrollata, senza nessun comportamento compensatorio o espulsivo, con conseguente grave aumento ponderale, che però non comporta nessun senso di colpa o alcuna autorecriminazione. Ma sono a portata di mano le più varie autogiustificazioni. La struttura di personalità appare, quindi, tutt’altro che rigida, anzi estremamente lassista. Sul piano filosofico si potrebbe dire che mentre il paziente anoressico e il bulimico univoco è uno stoico, il paziente bulimico multicompulsivo è un epicureo. Si comprende, quindi, da quanto detto, che sotto il termine bulimici, sono sottese strutture di personalità diametralmente opposte, che corrispondono quindi a diversi comportamenti.
Per quanto riguarda la condotta sessuale, il paziente bulimico raramente è una persona fedele, ma si comporta piuttosto come un collezionista di avventure e di esperienze, superficiali quanto insoddisfacenti.

Da quanto fin qui detto risulta evidente come una classificazione che tenga conto dei criteri psicopatologici ed eziologici sia estremamente distante metodologicamente e, quindi, come conclusioni, da una classificazione solo ed esclusivamente descrittiva, quale è quella delDiagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder (DSM-IV), che nella necessità di contemplare in essa i casi che non potevano rientrare a pieno diritto nei criteri classificatori precedenti, si è visto costretto a creare due nuove categorie classificatorie, quella per i disturbi della alimentazione non altrimenti specificati e quella per il disturbo da alimentazione incontrollata, nelle quali racchiudere nella prima i casi che potremmo definire subclinici o in evoluzione e nella seconda i casi che sarebbero stati ben classificati secondo un criterio eziologico e psicopatologico, ma che non possono invece essere classificati solo mediante un criterio descrittivo, ma che non tenga conto degli altri due.
Domenico Mazzullo. La depressione, conoscerla per non averne paura. Edizioni Mediterranee, 2004.
Articolo pubblicato su www.lascuoladiancel.it

lunedì 14 maggio 2012

giovedì 10 maggio 2012

Fumi? Prima di smettere occhio agli integratori di beta carotene!


Si avvicina l’estate e molte persone sono solite ricorrere ad integratori alimentari a fini estetico-salutistici.
Tra gli integratori più comuni dedicati alla stagione, ci sono quelli a base di beta-carotene (o pro-vitamina A), utilizzati per preparare la pelle all’esposizione solare. Il beta-carotene è un carotenoide contenuto all’interno di vegetali quali ad esempio la carota e la zucca. Il meccanismo di azione ipotizzato per questa molecola è quello che la vedrebbe in grado di agire in situ nel derma, il tessuto connettivo cutaneo collocato al di sotto dello strato superficiale di epidermide (che appare per questo di colore aranciato), agendo come foto protettore attraverso l’assorbimento delle radiazioni ultraviolette. Pare invece improbabile, come sostenuto tempo addietro, che esso sia in grado di stimolare la sintesi di melanina.
Numerosi studi hanno dimostrato in modo inconfutabile che il beta-carotene aumenta in modo considerevole, di almeno un terzo, il rischio di cancro al polmone negli uomini fumatori o ex fumatori. La più famosa di queste ricerche è nota come STUDIO CARET, beta carotene and retinol efficacy trial. Questo studio clinico americano è stato condotto all’inizio degli anni Novanta su 18.000 persone che presentavano un rischio elevato di cancro al polmone, perché fumatori da lunga data. Lo studio intendeva misurare l’efficacia di un supplemento quotidiano di beta-carotene sull’incidenza di cancro al polmone, di altri tumori e delle malattie cardio-vascolari. Lo studio si è dovuto interrompere prematuramente a causa di un aumento dell’incidenza dei tumori del polmone nel gruppo di persone che ricevevano supplementi di beta-carotene.
A tal fine, gli integratori a base di beta-carotene, sono da sconsigliate per i fumatori e in via cautelativa per gli ex fumatori.
Il fai da te nel campo dell’integrazione, purtroppo, in particolare per la sopraccitata classe di sostanze nutraceutiche, rischia di fare seri danni.
Al contrario ai fumatori giova una integrazione di vitamina C, un antiossidante, notoriamente contenuto in massima concentrazione in kiwi o frutta acidula ed in particolare negli agrumi, ma anche nei peperoni, nell’insalata nella maggior parte dei frutti e delle verdure, a patto che siano consumate crude.
Fonte: David Khayat. La Vera dieta Anticancro. Mondadori 2011
Boelsma et. al, Human skin condition and its associations with nutrient, concentrations in serum and diet. Am J Clin Nutr 2003;77:348–55

Insalata di kiwi, per il fumatore in procinto di smettere…
Per 4 persone
4 kiwi maturi
1 vasetto di yogurt bianco magro da 125g
1 scatoletta di mais bollito da 150g
1 cucchiao di olio extravergine di oliva
2 cucchiaini di pinoli
Succo di mezzo limone
Sale
Preparazione
Sbucciare e tagliare a spicchi i kiwi e riporli in una insalatiera. Versate lo yogurt in una ciotola ed aggiungete il succo di mezzo limone, il cucchiaio di olio e un pizzico di sale. Mescolate il tutto e versate la salsa così ottenuta sui kiwi. Cospargete il tutto con il mais (sciacquato prima sotto acqua corrente) i pinoli e lasciate riposare in frigo per almeno un’ora.
Buon appetito!
Segui anche la pagina facebook della Lilt

lunedì 7 maggio 2012

Occhio alla Spesa Rai Uno 7 maggio 2012: le fragole


Potete scoprire le proprietà nutrizionali e nutraceutiche delle fragole
al minuto 00:15:45 di questo link!
Buona visione e viva le fragole!
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c1ae0ec-3dfb-4188-997b-3769775e6d61.html

sabato 28 aprile 2012

Pesce e acido folico per preparare la pelle al sole


E’ ben nota la correlazione tra insorgenza del cancro della pelle ed esposizione ai raggi solari e alle radiazioni ultraviolette.
L’uso di schermi solari e creme specifiche, tuttavia, talvolta pare insufficiente per una adeguata protezione, soprattutto in chi non ha l’accortezza di seguire il tal senso le dovute indicazioni delle creme solari.
Un numero crescente di dati sperimentali dimostrano come la protezione dalle radiazioni ultraviolette possa provenire anche dall’interno, ovvero attraverso l’uso di alimenti specifici, in particolare del pesce.
Gli acidi grassi contenuti nel pesce, polinsaturi e della serie omega–3 (acido docosaesaenoico o DHA ed eicosapentaenoico o EPA), sembrano giovare alla pelle, aiutano a tamponare gli insulti del sole contribuendo alla prevenzione del carcinoma cutaneo, attraverso diversi meccanismi di nutrigenomica, avvero di interazione diretta di questi acidi grassi con il DNA.
Un recente studio scientifico, inoltre, correla il consumo di un’alimentazione ricca in acido folico, alla prevenzione del carcinoma della pelle indotta dall’esposizione al sole. L’acido folico, anche noto come folacina o vitamina B9, produce precursori per la riparazione e la duplicazione del DNA e preserva l’integrità del genoma attraverso la generazione di gruppi metilici che garantiscono la corretta espressione dei geni.
A partire da oggi, poiché siamo prossimi alla stagione estiva, è utile quindi consumare pesce e alimenti ricchi di acido folico tra cui: crusca, germe di grano, soia, fagiolo azuki, asparagi, barbabietole rosse bieta, broccoli, carciofi, cicoria, fave, spinaci, scarola, rucola e verdura a foglia larga e verde in genere.
Pilkington et al. Exp Dermatol, 20 (7) 537–43, 2011
Williams JD et al., Folate in skin cancer prevention, Subcell Biochem, 56 181-97, 2012.
La ricetta ViverSano di oggi: Pesce Spada al forno con spinaci
Per 4 persone
4 tranci di pesce spada
800g di spinaci freschi
2 limoni tagliati a fettine sottili
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
Salvia 4-5 foglie
Sale
Scaldate il forno a 180°C, ponete su una teglia della carta antiaderente, oliate con 2 cucchiai d’olio e stendere le fettine di limone. Ponetevi sopra i tranci di pesce spada e poi ricopriteli di altre fettine di limone. Unite la salvia e salate. Fate cuocere i tranci per 20 minuti. Durante la cottura del pesce lessate gli spinaci in poca acqua moderatamente salata, successivamente tritateli in un robot da cucina assieme al restante olio a crudo. Disporre a cottura ultimata il pesce spada su singoli piatti, completare con la purea di spinaci. Servire caldo, ma mai bollente.
Buon appetito!
 Visita anche la pagina facebook della Lilt 

venerdì 27 aprile 2012

I nuovi podcast della Dolce Linea sono pronti, scaricati?

I nuovi podcast della Dolce Linea su Rai webradio 8sono pronti puoi scaricarli a questo indirizzo!
Buon ascolto e buon divertimento.
Tiziana Stallone e Sara Sanzi
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3e5b9dba-819b-46db-9f0c-836aa9e946d4.html?fb_comment_id=fbc_10150394363827772_21929636_10150719958777772#f14dad

Nutraceutica dell'olio di oliva sulla rivista GREEN

Segnalo un interessante articolo sulla nutraceutica dell'olio di oliva, assieme ad altri pezzi di qualità sulla rivista GREEN. In pdf dell'intera rivista è scaricabile gratuitamente on-line tramite questo link!
http://www.incaweb.org/green/n0026/index.htm

sabato 21 aprile 2012

Occhio alla Spesa Rai Uno, cozze e vongole

Segnalo la puntata della trasmissione di Rai Uno Occhio alla Spesa, della quale sono stata ospite lo scorso venerdì 20 Aprile 2012.
Potete riascoltare delle proprietà nutrizionali di cozze e vongole al 45simo minuto di questo link.
Buon ascolto!
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-78140aac-f5a3-4a18-b6b6-8003dc893bce.html

mercoledì 18 aprile 2012

Striscia la Notizia rettifica, non solo il medico, ma anche il biologo può elaborare diete!

Finalmente oggi 18 Aprile 2012, la nota trasmissione di canale 5 Striscia la Notizia rettifica. 
Anche il biologo può lavorare come il nutrizionista in autonomia. 
Non la dieta, ma la diagnosi di patologie è un atto medico.

Per fare ulteriore chiarezza:

Consiglio Superiore di Sanità
Sezione II
Seduta del 15 Dicembre 2009
Parere
....è corretto ritenere che il biologo possa elaborare e determinare diete nei confronti sia di soggetti sani, sia di soggetti di cui è stata diagnosticata una patologia, solo previo accertamento delle condizioni fisio-patologiche effettuate dal medico chirurgo.
Il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento dello stato di salute. In tale ambito può suggerire o consigliare integratori alimentari, stabilendone o indicandone le modalità di assunzione.

Tale Parere è stato ulteriormente confermato nella seduta del Consiglio Superiore di Sanità  del 12 Aprile 2011 

domenica 15 aprile 2012

La dieta Tisanoreica non convince, ecco i perché


La dieta Tisanoreica è ormai un fenomeno mediatico ed il suo ideatore Gianluca Mech, imprenditore, divulgatore della bellezza sostenibile, "wellner" nonché Presidente di Assotisanoreica, è il gettonatissimo ospite del momento in diverse emittenti televisive su scala nazionale.
Fiero, sorridente, impeccabile, magrissimo Mech racconta e promuove fermo la sua "chetosi verde".
In questo ossimoro, la chetosi verde appunto, è gia racchiusa la fascinosa comunicativa di Mech, o di chi per lui ha ideato lo spot, in quanto alla chetosi, un processo metabolico legato al catabolismo degli acidi grassi e alla formazione dei corpi chetonici (composti temuti dai fautori di una dieta equilibrata) si associa il colore verde, tranquillizzante, naturale, un rassicurante invito a mitigare i timori sulla sicurezza del metodo.
Cerchiamo di comprendere meglio.
"Per dimagrire bisogna mangiare in maniera disequilibrata provocando una carenza mirata" afferma Mech, la Tisanoreica crea un disequilibrio per cui è necessario essere sotto controllo medico ed affidarsi agli esperti Tisanoreica.
Nella iniziale fase intensiva si eliminano completamente gli zuccheri e i grassi e ci si nutre con cibi proteici e verdura. I cibi proteici servirebbero a garantire il mantenimento della massa muscolare. Il nostro organismo, non ricevendo più carburante sotto forma di zuccheri, è costretto a bruciare le proprie riserve di tessuto adiposo a scopo energetico. In questi termini si ricalca una classica dieta chetogenica, cioè generante corpi chetonici, i metaboliti secondari degli acidi grassi, che tra le varie cose sono utilizzati in emergenza dal sistema nervoso centrale in sostituzione del glucosio. Il mancato utilizzo degli zuccheri a fini energetici, inoltre, mette a riposo il pancreas endocrino mantenendo costanti i livelli di insulina. In questa prima fase la dieta viene integrata attraverso l'assuzione di 4 PAT (Preparati Tisanoreica con Attivatore), mono porzioni di alimenti speciali Tisanoreica, biscotti, yogurt, pasta brevettati, che mimano i carboidrati, pur non contenendone (una sorta di piacere senza peccato come afferma lo stesso Mech). La chetosi diviene suggestivamente verde grazie all'utilizzo di decotti, frutto dell'antica arte erboristica, i quali sosterebbero il fegato nel periodo di chetogenesi, favorendo tra le varie cose la proteolisi e la liberazione di aminoacidi per la gluconeogenesi (sintesi endogena di zuccheri).
La fase intensiva dura dai 10 ai 20 giorni, e viene seguita da un secondo percorso di uguale durata che prende il nome di fase di stabilizzazione. Complessivamente, quindi, la Tisanoreica dura al massimo 40 giorni. Un numero stabilito sulla base della quaresima, sempre a testimoniare e sostenere la naturalità del protocollo, già attuato dall'uomo. Il tutto per una perdita media di 6-8kg.
Nella  fase di stabilizzazione dove i PAT scendono a due e si inseriscono carboidrati a basso indice glicemico, ma alcol, frutta e dolci vengono ancora banditi. Sì ancora ai decotti. A quaresima conclusa, si riprende una dieta equilibrata.
Volutamente non parlerò di diete chetogeniche, dei cui rischi è stato già a lungo discusso, quanto di altre argomentazioni per cui la Tisanoreica non mi convince.
Illustrazione di Gianluigi Marabotti
1. Il controllo medico se c'è, perche non si vede? Mi sono recata in più farmacie del centro di Roma per verificare e alla domanda se fosse necessaria una certificazione medica di idoneità ad una dieta chetogenica, mi è stato risposto con un generico "non accogliamo certificati, l'importante è che lei stia bene e sia sotto controllo". Avrei potuto quindi acquistare il kit Tisanoreica da subito, tout court, senza dimostrazione alcuna del mio stato di salute, senza mostrare le mie analisi, senza garanzia di assistenza durante il periodo di dieta. Opzionale e non obbligatorio, avrei potuto inviare i miei esami ematochimici agli esperti Tisanoreica. Questo è il controllo medico?
2. I PAT sono costosissimi. Un pacco da 250g di taralli al flavour di carboidrati, ma pressoché senza zuccheri, hanno un costo di 20€, la pasta in confezione da 250g viene 14€, gli snack monoporzione 4€. Troppo. Per dovere di sperimentazione mi sono lanciata a malincuore nella prova di un biscotto al prezzo di 1,80€. Lo sto ancora digerendo, forse anche per il costo.
3. Piacere senza peccato. Ammesso che il sopracitato biscotto sia buono, il piacere per gli obesi non risiede nel mangiare, ma nel riempirsi. Seppur dai biscotti si possa pensare di togliere completamente gli zuccheri e i grassi, questo proteggerebbe  dall'abuso di alimenti, dalla compulsione? Chi è obeso, soprattutto per un mangiare compensatorio, non mangia una merendina, ne mangia dieci, con o senza zuccheri. La soluzione è dunque vincere la compulsione e comprenderne le motivazione? O poter mangiare 20 merendine che non si assimilano? È questo il benessere?
4. La quaresima. Cosa sono 40 giorni rispetto ad una vita? Son forse sufficienti per perdere peso, così come lo si farebbe con una dieta dissociata, piuttosto che con una dieta a zona o con un modello alimentare mediterraneo ipocalorico. Il problema non è la perdita di peso, ma il mantenimento dello stesso nel tempo, che non può prescindere da una profonda opera di educazione alimentare. La dieta è una palestra in cui ci si allena al futuro, temprando la propria moderazione, senza rinunciare alla convivialità e ai piaceri. Forse pensa l'imprenditore Mech di sostituire la farina della colomba pasquale o del panettone con delle fibre indigeribili? Di certo una soluzione inquietante, degna di un romanzo di Philip Dick...
5. I giovani, le fobie alimentari e la possibilità di slatentizzazione di un disturbo del comportamento alimentare. Il messaggio che passa dalla Tisanoreica è francamente zucchero-fobico, sia che si parli di pasta che di frutta. Con un moto assolutamente personale, trovo tutto questo diseducativo e disorientante, soprattutto per le menti più suggestionabili. Piuttosto che indurre diffidenza, è invece importante allenare alla qualità degli zuccheri alimentari, alle porzioni e alla loro frequenza di assunzione.
6. La completa mancanza del significato biologico, qualitativo e nutrizionale attribuito aegli alimenti. Il ruolo nutraceutico della frutta, dell'olio extravergine di oliva solo per citare degli esempi o di altri alimenti indispensabili per il nostro benessere, non esiste. Nella simulazione/sostituzione di alimenti  appetibili attraverso i PAT, il cibo e la nutrizione a mio parere, ne escono offesi.
Scrissi un po' di tempo fa quella che intitolai  La preghiera di un biologo nutrizionista alla Ragion perduta volta a risvegliare la Ragione, l'etica e il buonsenso di chi la dieta la elabora e di chi  la esegue, una preghiera laica che in un suo verso recita "Allontanaci da colui che vende ciò che consiglia", ed aggiungo per l'occasione "soprattutto se ciò che consiglia  viene venduto a caro prezzo".
Sul sito dell'imprenditore Mech leggo che è già in distribuzione la sua linea di cometici Tisanoreica.
Il servizio con questo questo è completo, almeno ce lo auguriamo.

Fonti:
Le diete chetogenichewww.mypersonaltrainer.it

mercoledì 11 aprile 2012

ViverSano, olio extravergine di oliva e prevenzione


La dieta mediterranea è stata spesso correlata ad un minore rischio di incidenza di malattie cronico-degenerative, incluso il cancro. E’ stato recentemente pubblicato un articolo sulla rivista Public Health Nutrition che riassume quanto al momento noto sulla prevenzione del cancro al seno (la forma di tumore maligno più diffusa tra le donne) grazie alla principale fonte di grassi della dieta mediterranea, ovvero l’olio extravergine di oliva.
Sono stati analizzati gli esperimenti condotti su modelli di tumore al seno in animali alimentati con olio di extravergine di oliva, nonché tutti i risultati scientifici correlati ottenuti sull’uomo.
I dati sperimentali dimostrano come una dieta ricca in olio extravergine di oliva eserciti una azione di contrasto (modulazione negativa) del cancro al seno. Gli stessi risultati non sono validi per altri oli vegetali come ad esempio quello di mais. Una dieta ricca di olio extravergine di oliva, in particolare, conferisce alle cellule tumorali maligne di adenocarcinoma un morfotipo di bassa aggressività. Questa azione viene espletata dai componenti dell’olio di oliva attraverso la modificazione della composizione in acidi grassi della membrana cellulare, l’influenza sulle proteine di segnale extracellulare e l’espressione genica delle cellule mutate in senso tumorale. Tutte queste modificazioni potrebbero agire anche sull’inibizione delle cellule tumorali: riducendo il tasso di proliferazione, incrementando l’apoptosi (morte programmata) delle cellule mutate e riducendo il danno al DNA.
Questi risultati specifici sull’attività anti-cancro dell’olio extravergine di oliva si aggiungono agli innumerevoli effetti protettivi quali ad esempio quelli espletati sull’apparato cardiovascolare e la regolarizzazione dei livelli di colesterolo.
Questo articolo non vuole solo essere un invito ad utilizzare l’olio extravergine di oliva come grasso da condimento di elezione, ma anche a leggere le etichette dei prodotti cercando di evitare di consumare in eccesso cibi che contengono altri grassi vegetali da condimento (oli vegetali, olio di palma, olio di arachidi, olio di mais, olio di girasole) di minore qualità e privi di aspetti protettivi, quali ad esempio: prodotti da forno, cibi surgelati e precotti, pesti e sughi pronti, cotolette e simili.
Fonte: Escrich et al. Olive oil, an essential component of the mediterranean diet, and breast cancer. Public Health Nutr, 2011; 14 2323-32

A seguire ricordiamo la merenda mediterranea di una volta, la più semplice ed apprezzata
Pane e olio…
Tagliare una fetta di pane a base di farina integrale ed a lievitazione naturale.
Versarci un filo di olio.
Gustare la semplicità e la salubrità della combinazione dei sapori.
Basta davvero poco per farsi del bene!
Segui anche la pagina Facebook della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) http://www.facebook.com/LILTsedecentrale