venerdì 17 maggio 2013

NutriPillole della Scuola di Ancel — La vitamina C e il collagene

Le NutriPillole pubblicate in originale su La Scuola di Ancel.
Fa che il cibo sia la tua medicina davvero!
    La vitamina C e il collagene
  • Nome: acido ascorbico o vitamina C.
  • Classe: vitamine idrosolubili.
  • Proprietà: contribuisce alla regolare formazione del collagene, per la normale funzione di vasi sanguigni, ossa, cartilagini, gengive, pelle e denti.
  • Meccanismi: interviene nella conversione degli amminoacidi prolina e lisina, nei componenti del collagene idrossiprolina e idrossilisina.
  • Fabbisogno medio:
    • femmine adulte 60 mg;
    • maschi adulti 75 mg;
    • gravidanza 70 mg;
    • allattamento 90 mg;
    • dal primo anno di età all'adolescenza:
      • femmine da 28 mg a 53 mg;
      • maschi da 33 mg a 60 mg.

  • La vitamina C è termolabile e ossidabile; quindi gli alimenti che la contengono, per veicolarla, dovrebbero essere consumati crudi e al momento. Il suo fabbisogno può aumentare in condizioni di stress psicofisico, per i fumatori o per le persone in sovrappeso o obese. Le vitamine, per definizione, sono essenziali. Non possiamo, dunque, sintetizzarle e devono necessariamente essere introdotte con gli alimenti.
    Per tradurre la teoria in porzioni, 75 mg di vitamina C sono ampiamente coperti da:
    • 100 g di ribes (200 mg Vit. C)
    • 100 g di rucola (110 mg Vit. C)
    • 100 g di kiwi (85 mg Vit. C)
    • 150 g di lattuga da taglio (88 mg Vit. C)
    • 200 g di fragole (108 mg Vit. C)
    • 200 ml di spremuta di arance (circa 100 mg Vit. C)

    Fonti:

mercoledì 15 maggio 2013

La Dolce Linea del 15 maggio: dimagrimento e micoterapia

15 Maggio La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it
Non riesci a dimagrire? Occhio ai dettagli, possono essere determinanti
La micoterapia e il Ganoderma Lucidum, quali potenzialità?
Tweet di Titti. Sara pronta, tutto pronto. Vi aspettiamo 



Sveglia!!! Il Podcast della è pronto.
Sara   con il Prof. Fulvio Marzatico, farmacologo. Su Radio Rai e a breve su iTunes!

domenica 12 maggio 2013

NutriPillole della Scuola di Ancel— Proprietà del DHA


    Proprietà del DHA

Da oggi sul mio blog riporterò le NutriPillole pubblicate in originale su La Scuola di Ancel. Fa che il cibo sia la tua medicina davvero!
  • Nome: acido docosaesaenoico.
  • Famiglia: acido grasso omega 3 a lunga catena di 22 atomi di carbonio o n-3 PUFA (Poli Unsatured Fat Acid).
  • Proprietà: contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale e della normale funzione visiva.
  • Avvertenze: questa indicazione può essere utilizzata per un alimento che contiene almeno 40 mg di DHA per 100 g e per 100 kcal. I benefici si ottengono solamente con l'assunzione quotidiana di 250 mg di DHA.

Salvaguardare la funzionalità e la fisiologia del sistema nervoso e della retina è davvero semplice. Con appena 100 g al giorno di pesce fresco — salmone, aringa, acciuga, sardina, sgombro, trota, pesce spada, calamari e cozze — l'assunzione di DHA è superiore di gran lunga ai 250 mg consigliati.
Il pesce di piccola taglia, in basso nella catena alimentare e con un ciclo vitale breve, non accumula un livello di metalli pesanti preoccupanti.
Tra mercurio e omega 3? Vince il nostro pesce azzurro del Mediterraneo!

Fonti:

mercoledì 8 maggio 2013

La Dolce Linea dell'8 Maggio: speciale pelle

Stasera 8 Maggio La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it


"Speciale pelle, quando un dermatologo ed una nutrizionista si incontrano" con il Prof. Antonino Di Pietro www.botulinfree.com
Tweet di Titti. Sara  Stay healthy, Stay tuned!









E anche questo Podcast è pronto! Su radio Rai e iTunes!

martedì 7 maggio 2013

Percorsi di Psiconutrizione a Roma: 50 crediti ECM per Biologi, Psicologi e Medici

"Percorsi di Psiconutrizione Abni" per Biologi, Medici e Psicologi. 
50 crediti ECM, Roma 
per Informazioni e Promozioni





24-25-26 Maggio 2013
Anoressia e Bulimia nervosa

14-15-16 Giugno 2013: Obesità e Alimentazione compulsiva
per Informazioni e Promozioni




lunedì 29 aprile 2013

Carni bianche: le risposte ai principali dubbi


Quante volte alla settimana si può mangiare la carne bianca?
Il nostro Ministero della Salute consiglia un consumo massimo di carne pari a 5 volte a settimana, in porzioni da 100g.
Il consumo ottimale sarebbe 2-3 volte a settimana, di cui rispettivamente 1-2 volte carni bianche. La discrepanza tra indicazioni per la salute e quel che avviene nella realtà e' notevole.
Consumiamo carne anche piu' volte al giorno, in porzioni eccessive rispetto a quelle di riferimento.

Quali sono le principali differenze con la carne rossa?
La prima differenza e' nel contenuto di grassi saturi (tra le cause predisponenti alle malattie cardiovascolari), che è mediamente più basso nelle carni bianche, rispetto a quelle rosse. Un petto di pollo, ad esempio, contiene meno dell'1% di grassi, laddove una carne rossa ha un contenuto in media superiore al 5%, ma che può raggiungere fino ad un 30% se non abbiamo l'accortezza di rimuovere il grasso visibile prima della cottura. La seconda differenza sta nella maggiore digeribilita', dovuta sia al minor contenuto di grassi, che alla percentuale inferiore di tessuto connettivo (poiché molte carni bianche derivano da animali giovani). Questo comporta anche una cottura più agevole e in minor tempo, con più bassa probabilità di produzione di sostanze tossiche.

Quali sono le proprietà principali di queste carni?
La proprietà principale e' quella di essere una fonte preziosa di proteine di alto valore biologico, veicolate in porzioni relativamente piccole di alimento e in un basso contenuto calorico. Le carni bianche pertanto contribuiscono all'accrescimento, alla riparazione e alla funzionalità dei nostri tessuti e delle nostre cellule. Sono un'ottima fonte sia di ferro che di vitamina B12, entrambi antianemizzanti, nutrienti più' rari e meno assimilabili nelle fonti vegetali. Contengono selenio.

Abbiamo sentito che sono adatte a bambini, anziani e donne in gravidanza, perché? Lei a chi le consiglierebbe in particolar modo?
Nei bambini e nelle donne in gravidanza le carni bianche sono importanti per soddisfare il maggiore fabbisogno proteico e di amminoacidi essenziali, per i gli intuibili fisiologici processi di accrescimento che interessano queste due categorie di persone, senza eccedere nel contenuto di grassi alimentari. Nelle donne in gravidanza la maggiore digeribilità delle carni bianche può' prevenire il fenomeno di reflusso acido, frequente negli ultimi mesi di gestazione.
Nei bambini, la consistenza e il gusto più' delicato delle carni bianche ne aumenta l'appetibilità'. Negli anziani le carni bianche ostacolano i processi di catabolismo muscolare e cellulare, e la loro maggiore metastabilità' ben si adatta ai problemi di dentizione.
Consiglierei le carni bianche a chi ha familiarità per il cancro del colon. È noto infatti che il maggior contenuto di ferro delle carni rosse e la maggiore attitudine a produrre sostanze tossiche in una cottura non adeguata, aumenti del 10-15% l'incidenza di questa patologia.

mercoledì 24 aprile 2013

La Dolce Linea del 24 Aprile: botulino, no grazie!

Stasera 24 Aprile La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it

"Speciale botulino, no grazie!" con il Prof. Antonino Di Pietro www.botulinfree.com, dermatologo. In più "l'alimentazione funzionale per la pelle".


Sara oggi bellezza! Stay tuned!








E anche questo Podcast è pronto! Su radio Rai e iTunes!
Attente a queste due :-)

Il Dr. Oz tra cipolle rosse e chetoni di lampone

Il Dr. Oz



Della divulgazione scientifica apprezzo la sobrietà. I sensazionalismi e gli aggettivi superlativi, d'istinto, mi fanno diffidare della fonte.Pertanto frasi del tipo «ha una potente azione antitumorale», oppure «portentose proprietà antiossidanti», mi fanno venir voglia di girare pagina e cercare altrove.
A maggior ragione, una particolare attenzione andrebbe riposta nella comunicazione televisiva, dove il messaggio fa eco su un vastissimo pubblico. A tal proposito, in un recente articolo pubblicato dalla rivista «Nutrition and Cancer», si sollevano perplessità su un divulgatore di eccellenza, il medico americano Dr. Oz.
Maki Inoue-Choi e Sara J. Oppeener, epidemiologi dell'Università del Minnesota, sono andati alla ricerca delle fonti scientifiche di quanto affermato dal medico in tv durante una puntata speciale su alimentazione e cancro. In questa occasione in Dr. Oz avrebbe affermato che «indivia, cipolla rossa e branzino sarebbero miracolosi per il cancro dell'ovario, riducendone il rischio di oltre il 75%».

Il kaempferolo, un polifenolo dell'indivia, sarebbe in grado in vitro di indurre la distruzione delle cellule tumorali per apoptosi (morte cellulare programmata) e per inibizione dell'angiogenesi (il processo che guida la vascolarizzazione delle cellule tumorali). I flavonoidi delle cipolle rosse avrebbero anch'essi un ruolo nefasto sulle cellule tumorali dell'ovaio, così come gli acidi grassi omega 3 del branzino, i quali espleterebbero sempre sull'ovaio una funzione antiangiogenica.
Possiamo dunque parlare di cibi miracolosi? No! Dicono gli autori dell'articolo, invitandoci alla prudenza. Quel che si afferma va provato.
Da un'analisi attenta della letteratura si evince che la relazione tra indivia e cancro ovarico è stata analizzata in un solo studio prospettico osservazionale. In più nessuna relazione con il cancro dell'ovaio è stata dimostrata per altri vegetali, che contengono più kaempferolo dell'indivia.
Gli studi scarseggiano anche sulla relazione che intercorre tra cipolle rosse e cancro ovarico. Inoltre, continuano gli autori, non ci sono motivi per raccomandare proprio cipolle rosse per via dei flavonoidi, poiché alcune varietà di cipolle gialle ne contengono in misura maggiore.
La relazione tra acidi grassi omega 3 del pesce e cancro ovarico, infine, non è stata provata.
Povero Dott. Oz, finito "oggetto di studio" per attendibilità scientifica, a causa dell'effetto paradosso del successo.
Mi assale a questo punto un dubbio atroce. Qualche giorno fa, una paziente, entusiasta, mi ha decantato le lodi dei chetoni di lampone consigliati dal Dr. Oz per dimagrire.
Ne troverò mai traccia su Pubmed*?

*per i non addetti ai lavori, Pubmed è una banca dati che raccoglie la letteratura scientifica internazionale.

Per approfondimenti:
Pubblicato per www.lascuoladiancel.it

mercoledì 17 aprile 2013

La Dolce Linea del 17 aprile: morbo di Crohn e rettocolite ulcerose II parte e tanto altro

Mer 17 Aprile La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it

"Speciale morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa II parte"


Risparmio e sicurezza in cucina: sapete interpretare i codici dei contenitori di plastica? Comprendere quale contiene ftalati o bisfenolo A? Come evitare gli sprechi in cucina?
Sara per fortuna che ci sei. Stay tuned!


Il podcast della puntata è pronto su Radio Rai e su iTunes

martedì 16 aprile 2013

Uno Mattina - Donne in tempo di crisi


Con Elisa Isoardi a Uno mattina,  un aiuto pratico per le donne 
-a non sprecare cibo e
-a  conservare in sicurezza gli alimenti
Quel che le donne non sprecano
Buona visione del filmato, dal minuto 10:45

giovedì 4 aprile 2013

Sindrome dell'ovaio policistico. La parola alla dott.ssa Emanuela Mancini



La sindrome dell’ovaio policistico (PCOs), descritta per la prima volta da Stein e Leventhal nel 1935,  è una sindrome eterogenea, le cui caratteristiche cliniche (acne, obesità, irsutismo, seborrea, infertilita, disordini del ciclo mestruale) si associano ad un quadro ecografico di ovaie voluminose con aumento dello stroma e del numero dei follicoli  sottocorticali. La conferenza internazionale di Rotterdam nel 2003 ha infatti introdotto, nella diagnosi di policistosi ovarica, l’utilizzo dell’ecografia, stabilendo che la paziente affetta da tale sindrome  doveva presentare almeno due dei tre seguenti sintomi: oligo­ovulazione e/o anovulazione, iperandrogenismo, ovaie di dimensioni aumentate con numerosi follicoli sottocorticali. La PCOs rappresenta il più comune disturbo della donna in età riproduttiva, non a caso, i  due terzi delle donne che si rivolgono allo specialista in età fertile per disturbi relativi al ritmo del ciclo e per disordini ovulatori, presentano una variante della sindrome del’ovaio policistico. Inoltre il 50-­70% di queste pazienti presenta anche una resistenza periferica all’insulina.
I segni e sintomi correlati alla sindrome o alle sue varianti sono
• infertilità femminile, che si verifica nella maggior parte dei casi a causa dell’anovulazione cronica;
• alopecia androgenica, ossia perdita dei capelli tipica del sesso maschile;
• acne e dermatite seborroica;
• ipertricosi, irsutismo e talvolta virilizzazione;
• obesità di tipo androide con deposito di grasso sull’addome;
• bassi livelli di SHBG;
• insulinoresistenza;
• disturbi del metabolismo lipidico e malattie cardiovascolari associate o meno ad ipertensione.

La etiopatogenesi della PCOs è ancora oggi oggetto di discussione.Ipotesi:
-disturbi del SNC con disregolazione ipotalamo-ipofisaria e alterata secrezione di LH. -Un aumento dell’LH per un calo dell’inibizione sui nuclei anteriori ipotalamici secernenti le gonadotropine, a causa di una riduzione del tono dopaminergico del sistema tubero infundibolare (TIDA). Un consensuale aumento della prolattina che, a sua volta, va a stimolare anche la sintesi di steroidi surrenalici.
2.   -Conversione periferica di androgeni in estrogeni nel tessuto adiposo periferico che comporta un meccanismo di feed-back alterato sull’LH rilasciato dall’ipofisi
3.  -Aumentata produzione di androgeni ovarici o surrenalici su base genetica. Molte di queste forme hanno un substrato genetico, associandosi a caratteristiche fisiche ben precise come l'acanthosis nigricans. Recentemente infatti è stata riconosciuta, nell’ambito della sindromi del feed­back una sotto entità ben precisa nota come sindrome HAIR­AN dall’acronimo hyperandrogenism, insulin resistance, acanthosis nigricans. Si tratta di una sindrome ad etiologia non ancora ben definita, associata a mutazioni del dominio tirosin­chinasico del recettore dell'insulina, che presenta quadri di insulino resistenza con predisposizione al diabete ed all’obesità
4.  - Iperinsulinemia


Quale sia la causa, il primum movens della sindrome è l’aumento dei livelli circolanti di androgeni dovuto ad aumentata produzione ovarica e/o surrenalica.
E’ stato dimostrato da studi recenti  che la stessa iperinsulinemia è causa di iperandrogenismo andando ad agire su più livelli:
1.      aumenta la secrezione di LH ipofisario
2.      stimola la steroidogenesi surrenalica
3.      riduce i livelli delle proteine leganti gli androgeni (SHBG)aumentando la quota di ormone libero e perciò attivo
4.      diminuisce la clearance di androgeni a livello epatico
5.      aumenta l’attività della 5 alfa reduttasi periferica. Ormone che a livello del bulbo pilifero e della cute e ghiandole sebacee trasforma il testosterone in diidrotestosterore (forma attiva dell’ormone).

Pertanto una corretta diagnosi si avvale:
Anamnesi: con la quale si va ad indagare il tempo di insorgenza dei sintomi sopradescritti.
Esame obiettivo per valutare il peso, la quantità e distribuzione dei peli, la distribuzione del grasso che sarà nella maggior parte dei casi più evidente sull’addome,  segni di virilizzazione, acne, cute e capelli grassi,  alopecia e più raramente quadri di acanthosis nigricans, ovvero la presenza di aree iperpigmentate mal delimitate, che compaiono tipicamente a livello delle pieghe cutanee (collo, ombelico, inguine, ascelle) e con ispessimento ed inscurimento della pelle.
Dosaggi ormonali in fase follicolare precoce che dimostreranno:
·      un aumento della secrezione di LH con un incremento del rapporto LH/FSH. Valori > a 1 sono indicativi di PCOs.
·        Iperandrogenismo (il testosterone libero è aumentato, cosi come più frequentemente aumentato è il Delta 4 androstenedione- prodotto principalmente dall’ovaio-, il 17 idrossi progesterone prodotto da ovaio e surrene risulta spesso aumentato, mentre il DHEA solfato è aumentato nei casi di iperndrogenismo surrenalico, essendo un ormone prodotto principalmente dal surrene).
·    La curva insulinemica risulta alterata (precisamente nel 57­87% delle PCOS obese e nel 30­46% delle PCOS magre). 

Dosaggio del progesterone in fase luteale dimostrerà un quadro di anovularietà con bassi livelli circolanti di progesterone (fisiologicamente: L’aumento pre­ovulatorio di estrogeni e delle piccole quantità di progesterone prodotte dal follicolo dominante, agisce sull'ipofisi mediante feed­back positivo, cui consegue il picco di LH e in minor misura di FSH. L'ovulazione si verifica circa 24 ore dopo la comparsa del picco di LH, caratterizzata dalla rottura del follicolo e dalla fuoriuscita dell’ovocita che potrà essere fecondato e formazione del corpo luteo che produce progesterone). Nella PCOs nessuno dei follicoli reclutati diventa dominante per disregolazione dei meccanismi di feedback tra ovaio e ipofisi e non si ha l’ovulazione e i follicoli vanno incontro ad atresia. Recentemente è stato dimostrato che a livello ovarico la leptina agisce sulle cellule della granulosa e della teca inibendone la steroidogenesi, probabilmente antagonizzando  fattori di stimolo quali l’IGF­1, il TGF­b, l’insulina e l’LH. Alte concentrazioni di leptina possono interferire con lo sviluppo del follicolo dominante e la maturazione dell’ovocita. La leptina appare pertanto un mediatore implicato nella patogenesi dell’iperandrogenismo, infertilità e insulino-resistenza, nelle donne obese con sindrome del feed­back.
·        Dosaggi ormoni tiroidei per escludere patologie della tiroide che possano interferire con il ciclo mestruale.
     Reperto ecografico di ovaie con volume normale o aumentato, ma soprattutto caratterizzate da almeno 10 follicoli piccoli (diametro tra 2 mm e 8 mm) sottocorticali con stroma ovarico iperecogeno.



Management terapeutico
I trattamenti della PCOs e delle sue varianti devono rompere il circolo vizioso tra l’aumento dell’LH e l’iperandrogenismo conseguente, l’iperinsulinismo che insieme all’obesità si accompagna ad aumento periferico degli androgeni  mediante riduzione della SHBG, e i disturbi centrali dovuti all’abbassamento della dopamina. Da questo deriva che i migliori punti di  attacco per spezzare i meccanismi etiopatogenetici della sindrome debbono essere concentrati a vari livelli.

La dieta e l’attività fisica rappresentano il perno fondamentale di questa terapia che si sviluppa su diversi livelli perché vanno ad agire sulla riduzione del tessuto adiposo periferico con riduzione della conversione periferica di androgeni.


 I trattamenti che normalizzano l’iperandrogenismo come:
1.      Le associazioni estroprogestiniche che possono avere anche funzione contraccettiva, tendono ad aumentare la sintesi delle proteine vettrici (SHBG) determinando un intrappolamento degli androgeni, a bloccare la secrezione di LH ipofisario e di conseguenza bloccare la secrezione ovarica di androgeni.
2.      Farmaci che antagonizzano a livello recettoriale gli androgeni o che diminuiscono l’attivita della 5 alfa reduttasi
3.      Farmaci che bloccano la produzione surrenalica di androgeni

I trattamenti che normalizzano l’iperisulinemia.

I trattamenti che antagonizzano l’iperestrogenismo e che stimolano l’ovulazione.


Accanto a questi trattamenti che possiamo definire classici recentemente sono entrati a far parte delle scelte terapeutiche a disposizione del medico anche una serie di integratori naturali privi di effetti collaterali e che non interferiscono o si sostituiscono al quadro  endocrino, ma funzionano da riequilibratori.
Non si deve infatti pensare che tutte le donne che hanno disordini  mestruali, (dall’amenorrea alla oligomenorrea, all’anovularità, ecc.) presentino in maniera completa e ineccepibile tutte le alterazioni ai diversi livelli della PCOs. Un gran numero di queste presenta solo parzialmente tali disordini e i percorsi dell’alterazione funzionale possono essere limitati. In altri termini, a diversi percorsi disfunzionali, possono corrispondere analoghi disturbi, come, in alcuni soggetti, analoghi disordini del meccanismo possono produrre diversi quadri clinici. Tanto è varia, complessa, articolata e ancora in parte sconosciuta, l’integrazione del sistema neuroendocrino in queste donne. Se vogliamo quindi ottenere una risposta efficace, questa cascata di meccanismi patogenetici, dovrà essere pertanto interrotta contemporaneamente a diverse  altezze, considerando che le sostanze utilizzate non sempre, non tutte, e non per tutti, hanno la stessa efficacia. Solo la loro interazione è sinergica ed efficace e il risultato clinico si amplifica e si  concretizza anche nei casi più difficili e complessi.
Le sostanze direttamente coinvolte sono: inositolo, iodio e selenio,cromo, acido folico.

Dott.ssa Emanuela Mancini, specialista in ginecologia e ostetricia

mercoledì 3 aprile 2013

Uno Mattina Occhio alla spesa: maionese, ketchup, senape e altre salse!

Interessante puntata di Occhio alla Spesa, sulle salse di uso comune.
Maionese, ketchup e senape sono dannose?
Il mio intervento al minuto 17:42 di Rai Replay

martedì 2 aprile 2013

La Dolce Linea del 3 Aprile: carne rossa e tumori


Mer 3 Aprile La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it
"Carne rossa e tumori, quale correlazione?"
Giovani biologi crescono, puntata dei "Super Tweet no stop" con Rebecca Silvestri futura nutrizionista ♥
Sorprese in musica per ripartire dopo le feste :D
Sara vedrai che puntata :-*
Vi aspettiamo!

Il podcast della puntata è pronto! Si chiama Oggi interroghiamo Tiziana :D



Il

giovedì 28 marzo 2013

Uno mattina - Occhio alla Spesa. Le carni bianche.

Una interessante puntata sulla produzione 
e le proprietà nutrizionali delle carni bianche.

Il mio intervento è al minuto 15:00 di Rai Replay

Buona visione!

mercoledì 27 marzo 2013

La Dolce Linea del 27 marzo. Speciale ovaio policistico.


Mer 27 Marzo La Dolce Linea ore 19-20 www.wr8.rai.it
"Speciale ovaio policistico e non solo..." 
Diagnosi, terapia, integrazione, nutrizione, alimenti funzionali e stile di vita con la Dott.ssa Emanuela Mancini specialista in ginecologia e ostetricia
Sara pronta? ♥ ♥ ♥
Vi aspettiamo!

Il podcast sull'ovaio policistico è pronto!!
Su Radio Rai
e su iTunes!