domenica 16 agosto 2015

Il Ministro Lorenzin firma decreto che vieta le preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato



Finalmente il Ministro Lorenzin firma decreto che vieta le preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato.
 
 Di seguito il testo integrale tratto dal sito del Ministero della Salute
 
"Il Ministro Lorenzin ha firmato il decreto che vieta le preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi:
  • triac
  • clorazepato
  • fluoxetina
  • furosemide
  • metformina
  • bupropione
  • topiramato.
Di queste sostanze, autorizzate singolarmente per diverse indicazioni terapeutiche (come: trattamento di ansia, depressione, diabete, ipertensione e epilessia) viene spesso fatto un abuso, utilizzando varie associazioni, per finalità meramente estetiche.
Il decreto è stato adottato su impulso dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che ha trasmesso al Ministero segnalazioni di sospetta reazione avversa della Rete Nazionale di Farmacovigilanza. Dalla segnalazione dell’AIFA è emerso che le preparazioni magistrali contenenti i citati principi attivi singolarmente, ma più spesso in associazione combinata tra di loro, quando utilizzati a scopo dimagrante, hanno un rapporto beneficio-rischio estremamente sfavorevole e possono essere pericolose per i soggetti che ne fanno uso.
Il rischio che insorgano reazioni avverse aumenta, poi, in relazione al numero di principi attivi associati nella preparazione che possono causare anche disturbi psichiatrici e reazioni a carico del sistema cardiovascolare. A ciò si aggiunge che tali combinazioni non sono mai state studiate secondo sperimentazioni cliniche regolari, risultano sprovviste di foglietto illustrativo e scheda tecnica a cui il paziente possa fare riferimento per informarsi sulle caratteristiche del prodotto e che la documentazione disponibile sui singoli principi attivi non garantisce la sicurezza degli stessi, quando sono somministrati in associazione tra loro. È noto altresì che le reazione avverse da preparazioni magistrali sono meno segnalate di quelle dei farmaci.
Due i divieti introdotti dal decreto:
  1. medici e farmacisti non potranno rispettivamente prescrivere e allestire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi vietati, usati singolarmente o in combinazione associata tra loro
  2. non potranno, inoltre, essere prescritte o allestite preparazioni magistrali che, a prescindere dall’obiettivo terapeutico perseguito, contengano i predetti principi attivi in combinazione associata. 
Al fine di evitare comportamenti elusivi finalizzati all’assunzione contestuale di più principi attivi, viene inoltre proibito a medici e farmacisti di prescrivere o allestire per il medesimo paziente più preparazioni magistrali singole, contenenti ciascuna uno dei principi attivi segnalati. 
Il provvedimento segue altri due decreti adottati dal Ministro Lorenzin (decreto 20 maggio e decreto 27 luglio 2015), dopo segnalazione dell’AIFA, con i quali sono state bandite altre due sostanze utilizzate nelle preparazioni magistrali a scopo dimagrante: la fenilpropanolamina/norefedrina e la pseudoefedrina.
Fonte: Ministero Salute, Comunicato stampa n. 155 del 10 agosto 2015"
 
La trasmissione di Rai Uno l'Estate in Diretta ha dedicato un intero dibattito sul tema. Al Minuto 25:00 di questo link è possibile ascoltarne i contenuti. Buona visione e buon aggiornamento!
 


 Quando nel 2009 scrissi La Preghiera di un Biologo nutrizionista alla Ragior Perduta
Non credevo che (parte di questa) si sarebbe realizzata pochi anni dopo.
Staremo a vedere nei prossimi anni cosa accadrà!

 
Preghiera di un Biologo nutrizionista alla Ragion Perduta

 
 
 
 
 
 

Ferragosto. Dieta mia, io ti conosco!


Effetto estate Rai Uno- Puntata del 14 Agosto 2015
Lo scorso 14 Agosto nella trasmissione di Rai Uno Effetto estate, si è parlato di alimentazione a Ferragosto. Le festività sono un momento importante, che segnano la pausa anche dalla consueta alimentazione "controllata". Il questi giorni è giusto e sano godere della compagnia delle persone cui vogliamo bene e con le quali abbiamo costruito rapporti affettivi validi, come è importante anche gratificare palato e sensi con i piatti tipici di questa festività.
A seguire un breve riassunto dei concetti più importanti trattati in trasmissione ...
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Premettiamo che per dieta non intendiamo solamente un noioso susseguirsi di alimenti nella giornata, ma facciamo riferimento a un vero e proprio comportamento di vita, partendo dalla etimologia greca della parola daita (stile di vita)

A Ferragosto, non c’è nulla da temere per la linea e per la nostra salute, se a quel giorno arriviamo preparati, giocando di anticipo su il nostro stile di vita. Quindi non facciamoci rovinare le vacanze dall’ansia anticipatoria “dell’abbuffata” di Ferragosto, nel timore di rovinare i risultati ottenuti prima dell’estate (o peggio ancora aggravare la situazione).
Ragioniamo assieme e facciamo sedimentare i giusti consigli dietetici e di stile di vita, in modo da godere di un Ferragosto sereno

Premessa
Tieni a mente queste semplici considerazioni, ti aiuteranno a non vagare con la mente verso inutili ansie, ma a centrare l’attenzione su tutta la bellezza del Ferragosto

1)      Ferragosto non è solo abbuffarsi, ma il contesto in cui quel cibo viene condiviso. Concentrati sull’importanza di vedere o rivedere persone a cui tieni, con il quale hai condiviso un vissuto. Oppure immagina quali nuovi rapporti possono istaurarsi proprio a Ferragosto, viviamo e cresciamo nei rapporti. Sposta il cibo dalla centralità dei tuoi pensiero

2)      Non si ingrassa in un giorno, è metabolicamente impossibile. Se un giorno mangerai di più, brucerai di più di conseguenza. E’ la legge del mantenimento dell’omeostasi corporea. Quindi non temere, è la reiterazione dell’abuso che provoca danno

Istruzioni salva linea e salute Ferragosto
Al risveglio
E’ Ferragosto. Ci siamo appena alzati abbiamo preso il nostro caffè e bevuto il primo bicchiere d’acqua.
Cosa c’è di meglio di iniziare il mattino  con un po’ di attività fisica? Nella giornata con buona probabilità non ci sarà tempo per fare sport, poiché ci intratterremo con parenti e amici. Quindi è meglio iniziare subito, al nostro risveglio. Una corsa nel quartiere o quaranta minuti di esercizi a corpo libero. Una buona abitudine da conservare anche a settembre e poi per tutto l’anno.
Perché la ginnastica al risveglio? Perché così ci siamo “tolti il pensiero”, perché mitighiamo l’ansia (con la produzione di endorfine) e iniziamo la giornata con maggiore calma e concentrazione. Con l'allenamento costante, inoltre, manteniamo attivo il metabolismo

Colazione sazziant
Uno degli errori più grandi che si compiono quando ci aspetta una giornata con dei pasti abbondanti, è non mangiare a colazione. O comunque arrivare quasi digiuni all’evento.
E’ un po’ come andare affamati al supermercato, siamo indotti a comprare di più.
Così se non partiamo con la giusta colazione, al pranzo di ferragosto mangeremo inevitabilmente troppo. Per colazione saziante si intende (ad esempio) un mix di carboidrati a basso indice glicemico, proteine e grassi.
Una tazza di latte vegetale con fiocchi di avena e noci, può essere un buon esempio di colazione

Spuntino mattina
Va fatto per il medesimo motivo della colazione, non arrivare affamati al pranzo.
Consiglio di evitare barrette, biscotti, merendine. Avremo modo di eccedere con i farinacei a pranzo. In più si tratta di alimenti ad alto impatto sulla glicemia, e mettono quindi fame.
La frutta di stagione rimane la scelta migliore. E che sia frutta, possibilmente non estratta o centrifugata. La presenza di fibre, ci darà un maggiore senso di sazietà

Il pranzo di ferragosto (o la cena a seconda delle situazioni, in questo caso i consigli della cena andranno riportati a pranzo)
Siamo a pranzo godiamo della buona (almeno ci auguriamo) compagnia e delle prelibatezze. Questi brevi consigli ti aiuteranno a non far troppo danno

1) Attento alla somma dei carboidrati. In nutrizione per quanto riguarda gli zuccheri “uno più uno fa tre”, se eccediamo si propone un effetto a valanga che ci porta a prendere peso. Quindi.:---
-Desideriamo il dolce? Prendiamo metà porzione di primo
-Vogliamo un primo abbondante? Dimezziamo il gelato con l’amica
-Lasciamo il pane a tavola, tanto di quello possiamo goderne ogni giorno
-Evitiamo di non aggiungere altri zuccheri attraverso le bevande (cola, bibite gassate, succhi di frutta, tè in bottiglia).

2) Attento al mix dei secondi proteici. Scegli di mangiare solo prodotti della pesca o solo carne. Non sommare i formaggi. La digestione sarà favorita (soprattutto se si prevede di fare nel pomeriggio un bagno al mare) e il contenuto energetico del pasto sarà di gran lunga inferiore
3) Sicuramente nei piatti c’è condimento a sufficienza. Non raccogliere olio, salsette e intingoli

4) Alcool? Con moderazione. L’alcol non si accumula, ma viene bruciato immediatamente. Di conseguenza è più facile immagazzinare (come grasso) l’intero pasto
Dopo il pranzo
Non facciamoci prendere dalla pigrizia, ma decidiamo di passeggiare per andare (ad esempio) a prendere il caffè all’aperto. Perché camminare dopo il pasto? Attivando i muscoli, gli zuccheri assunti con l’alimentazione saranno veicolati all’apparato muscolare (per essere bruciati), piuttosto che al tessuto adiposo per essere accumulati.
Camminare nell’immediato dopo pasto, ci aiuta a controllare il peso

Nel pomeriggio
Bere, bere, bere. Acqua sorseggiata in abbondanza e durante tutto il pomeriggio fino a sera. Fino a un litro e mezzo. Meglio ancora se beviamo tè verde, con aggiunta di qualche foglia di menta
Il pasto di Ferragosto ci regalerà sicuramente un accumulo di sodio in eccesso, che può provocare gonfiore e ritenzione di liquidi. Bere ci aiuta a drenare e a far scendere immediatamente l’ago della bilancia

E la cena?
Potrebbe venire la tentazione di saltarla, poiché ci si sente sazi. Lo sconsiglio poiché potremmo alzarci nel sonno o al mattino particolarmente affamati.
In alcuni casi alcune persone scelgono di alimentarsi dopo una abbuffata solo a frutta. Anche questa è una abitudine da evitare. Tre frutti corrispondono ad un piatto di pasta da un punto di vista calorico, ma con minor potere saziante. Rischiamo di credere che abbiamo quasi semi-digiunato a cena (cosa non vera), con possibili eccessi nel giorno successivo
La cena leggera compensatoria ideale?
Uno yogurt greco bianco magro e un frutto. Saziante, drenante, rappresenta un pasto completo a basso contenuto calorico

Prima di coricarci
Se la pancia brontola per delle fermentazioni intestinali, una tisana carminativa al finocchio può aiutarci, all’indomani di ferragosto, a svegliarci con il ventre piatto

domenica 26 luglio 2015

La salute in 1500 battute. Latte sì o latte no?

Foto Wikipedia
Le proprietà del latte vaccino sono di recente oggetto di accesi contrasti. I detrattori affermano che:
«il latte vaccino è un alimento innaturale per l’uomo e indigeribile», «l’unico latte che l’uomo
dovrebbe bere è quello materno», «il latte non previene l’osteoporosi» o ancora «il latte fa
ingrassare, provoca il cancro, stimola ormoni e veicola antibiotici potenzialmente dannosi».
Perché mai dovrebbe essere innaturale bere il latte, se ci nutriamo delle stesse carni degli animali
che lo producono? L’adattamento alla digestione del lattosio (lo zucchero contenuto nel latte),
inoltre, ha rappresentato un vantaggio evolutivo per l’uomo. Egli era, infatti, in grado di
sopravvivere alla nascita, e in condizioni avverse, anche con il latte di altre specie. In un
immaginario futuro di stenti se l’uomo continuerà a eliminare il latte senza motivazione, dopo la
sua assunzione saremmo tutti colti da coliche.
Le proprietà di un alimento, inoltre, dipendono da un numero considerevole di variabili tra le quali:
la quantità e la frequenza di assunzione, la qualità del prodotto, i personali fabbisogni e lo stato di
salute di chi lo assume. Il problema non è banalmente se il latte faccia male o bene, ma bisogna
sempre considerarlo in relazione a chi ne fa uso e a che tipo di uso ne fa.
A favore del latte un recente lavoro pubblicato sulla rivista «Advances in nutrition. An
international review journal», confuta la correlazione tra latte e patologie cardiovascolari.
Dall’analisi attenta di un’ampia letteratura, il consumo equilibrato di latte e derivati non
sembrerebbe favorire l’aumento della colesterolemia, al contrario in alcuni casi eserciterebbe degli
effetti protettivi su cuore e vasi.
Un lavoro sulla rivista «Nutrients» sdoganerebbe anche il latte, in relazione all’insorgenza di
obesità. Il risultato non stupisce, quando si pensa che un bicchiere di latte al mattino, a volte, viene
sostituito da più bicchieri di succhi di frutta.
I latti sostitutivi di quello vaccino, quali: soia, riso, avena, sono prodotti validi. Scegliamoli,
dunque, se ci piace il loro sapore e non per evitare il “latte nemico”. Essi non sono nemmeno
indispensabile in caso di intolleranza al lattosio, essendo presenti in commercio latti vaccini
delattosati.
Quanto latte bere perché la bilancia penda a favore dei benefici? Un bicchiere al giorno. E’
saziante, apporta calcio assimilabile e proteine di qualità. Sorseggiato caldo prima di dormire,
concilia il sonno per la presenza di sostanze simili agli oppioidi.

Pubblicato per la rivista Cotto&Mangiato

domenica 19 luglio 2015

La salute in 1500 battute: che cioccolato sei?

Quando si parla di cioccolato la mente corre subito alle sue decantate proprietà benefiche: antiossidanti, ipotensive, cardioprotettive e addirittura modulatrici del tono dell’umore e del livello di endorfine. Premettiamo che tutto ciò è vero se ci riferiamo al cioccolato fondente, ovvero quello costituito da almeno il 70% di pasta di cacao. Questa, pertanto, è la prima indicazione alla quale far riferimento in etichetta. Un contenuto di pasta di cacao inferiore, significherebbe un incrementata presenza di altri ingredienti di minore valore nutrizionale quali, il burro di cacao o lo zucchero. Le catechine e le protoantocianidine, ad esempio, i polifenoli responsabili di molte delle proprietà citate e di cui il cioccolato fondente è ricco, sono quasi completamente assenti nella cioccolata bianca, al latte, gianduia, ancor più se arricchita di cereali o farcita di ripieni cremosi. La presenza di pistacchi, mandorle, noci e nocciole aggiunge al cioccolato proprietà antinfiammatorie, ancor più se la frutta secca è intera e provvista di eventuale cuticola protettiva. La presenza di zenzero, peperoncino e cannella, con il loro sapore deciso, in genere, aiuta le persone a consumare meno prodotto, a non eccedere con le porzioni a raggiungere prima il grado di soddisfazione. L’aggiunta di aromi naturali, non è strettamente necessaria in un cioccolato di qualità. Il consumo di quaranta grammi di cioccolato fondente al giorno (venti grammi per le persone sovrappeso) può avere effetti benefici sullo stato di salute, riducendo, inoltre, il consumo di altri dolci ricchi di zuccheri, farine e oli scadenti, i quali possono procurare danni e favorire l’obesità

Pubblicato per la rivista Cotto&Mangiato

domenica 11 gennaio 2015

La salute in 1500 battute: come rimediare alle feste natalizie

Ormai è fatta. Ti eri ripromesso di non eccedere, ma le feste ti hanno regalato chili in più, gonfiore, pesantezza e disagio. Non demoralizzarti e preparati ad affrontare il 2015 con tanta tenacia. 
Questi pratici consigli ti aiuteranno.

Muoviti. Che non passi un solo giorno, senza attività fisica. Scarica una App dal tuo Smartphone e contati i passi ogni giorno: mai meno di 5.000 mentre punti a 10.000. Scale a piedi, passeggiate e ballo, possono aiutarti a ritrovare la forma. Mai provato a mettere le scarpe da ginnastica per fare la spesa? Camminerai più velocemente.

Bevi. Con buona probabilità i chilogrammi persi, sono liquidi da eccesso di sale alimentare. Due litri di acqua al giorno, ti aiuteranno a drenare. Lascia il prosciutto o il formaggio stagionato nel frigo, e prendi tisane, brodi, minestre, zuppe e altre pietanze idratate e povere di sale.

Riordina. Pianifica 5-6 pasti al giorno (colazione, spuntini mattina e pomeriggio, pranzo, cena e (eventualmente) un dopocena. Non lasciare che il piluccare intacchi questa regolarità. Salti colazione e spuntini? Ripromettiti di fare almeno 3 pasti regolari e soddisfacenti, ogni giorno, tutti i giorni.

Togli farine e metti frutta. Merendina o frutto? Le calorie sono simili, ma sono le vitamine e i sali minerali del frutto che ti aiuteranno a riattivare il metabolismo. La pizza NON è uno spuntino e nemmeno un pre-cena.

Inizia dalle verdure. Un antipasto di verdure ti aiuterà. Passati, cremose o crudités stimoleranno il senso di sazietà (indicendoti a mangiare meno e più lentamente) e regoleranno la glicemia nel dopo pasto.


Diventa il nutrizionista di te stesso. Leggi sempre l’etichetta e mantieni sempre la consapevolezza di quel che mangi. Auto-guidarsi alle scelte alimentari è cosa semplice e anche divertente.

domenica 21 dicembre 2014

Editoriale de La Scuola di Ancel — Riduzione dei tumori. La chiave è la Dieta Mediterranea

La convinzione che l’alimentazione sia una delle cause principali dell’insorgenza dei tumori è cosa fortemente radicata nell'opinione comune. Il concetto che il nostro repentino cambio dello stile di vita, con il suo eccessivo consumo di carni, fresche e processate, latte e latticini, contrapposto allo scarso consumo di vegetali, rappresenti un’insidia alla nostra salute, viene riproposto spesso sui mass media. Quanto c’è di vero in tutto questo? Quanto l’alimentazione può incidere sulla prevenzione dei tumori e ridurre la mortalità da questi causata?
Pubblicato per www.lascuoladiancel.it
Una recente meta-analisi (un’ampia revisione scientifica di ben 6934 articoli sull'argomento Dieta Mediterranea e tumori) pubblicata sulla rivista «International Journal of Cancer», dimostra come un’alta aderenza alla Dieta Mediterranea ridurrebbe in maniera significativa l’insorgenza dei tumori. Ecco i numeri: meno il 10% di mortalità generale per cancro, meno il 14% di insorgenza del cancro del colon retto, una riduzione del 4% del cancro prostatico e una riduzione di ben il 56% del cancro che interessa globalmente le vie aeree e digestive. I risultati che correlano la Dieta Mediterranea alla riduzione del cancro al seno, allo stomaco e al pancreas, non sono ancora esaustivi al fine di fornire dati certi.
Chiariamo subito un primo concetto tutt'altro che scontato. Cosa si intende per aderenza alla Dieta Mediterranea? Questa è stata valutata nello studio in questione con uno specifico punteggio direttamente proporzionato al consumo di prodotti tipici della mediterraneità come olio di oliva, frutta, legumi, cereali integrali, pesce, carni magre e moderato consumo di vino rosso ai pasti. L’eccessivo consumo di formaggi e prodotti animali, diminuiva di contro l’aderenza alla Dieta Mediterranea (per saperne di più vedi anche il nostro articolo Dieta mediterranea, solo pastasciutta?)
Perché la Dieta Mediterranea fornirebbe una protezione contro i tumori?
Gli autori dello studio chiamano per primi in causa i composti fenolici dell’olio extravergine di oliva, con accertate proprietà antinfiammatorie e antiproliferative.
Le fibre insolubili e solubili contenute nei cereali integrali sarebbero invece correlate alla prevenzione del cancro al colon retto. Le prime promuovendo l’aumento della massa fecale e la velocizzazione del transito intestinale e le seconde, per loro natura fermentescibili da parte della flora batterica intestinale, producendo sostanze benefiche per la salute dei colonociti, le cellule del colon, come gli acidi grassi a catena corta.
Il pesce, tipico anch'esso dell’alimentazione dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, ridurrebbe l’incidenza di cancro al colon presumibilmente per la presenza di acidi grassi omega 3 con azione antinfiammatoria — acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).
Frutta e verdura sono anche annoverate dagli autori tra gli elementi protettivi, non solo per la presenza di fibre, ma anche per quella di composti fitochimici come flavonoidi, antociani e carotenoidi, con attività antiossidante, antinfiammatoria, antimutagenica, antiproliferativa. Il licopene, il carotenoide contenuto nel pomodoro, sembra il primo artefice della protezione della prostata, organo responsivo agli ormoni sessuali e sensibile ai tumori.
Nell’elencazione delle virtù della Dieta Mediterranea vi è anche il basso consumo di carne rossa e latticini, strettamente correlati ad alcune forme tumorali come quelle del tratto digestivo.
Una nota sull’alcol, il cui ruolo nella Dieta Mediterranea è spesso discordante all’interno dei lavori scientifici. Sembra che un consumo quotidiano di vino rosso, inferiore ai 20 g di alcol, faccia pendere l'ipotetica bilancia della prevenzione tumorale dalla parte dei pro. Un consumo quotidiano di alcol contenuto nel vino rosso superiore ai 30 g, addurrebbe invece più contro, favorendo il rischio di cancro. Ricordiamo, per facilitare la trasposizione da grammi di alcol in bicchieri, che un bicchiere da 125 ml di vino, contiene circa 12 g di etanolo.
Lo studio si conclude con un caldo invito degli autori a recuperare, proprio nei Paesi mediterranei, le abitudini salubri dell’alimentazione e dello stile di vita dei nostri nonni e genitori, perché questi risultati vengano riconfermati anche negli anni futuri.
Due personalissime considerazioni conclusive.
La prima si ispira alle parole del dottor Andrea Ghiselli nell'ultimo convegno nazionale Abni tenutosi a Roma lo scorso 20 Novembre 2014, in cui grazie anche alla collaborazione con la Scuola di Ancel, è stato consegnato il premio Ancel Keys (i risultati del concorso). Riassumendo il pensiero del dottor Ghiselli, la Dieta Mediterranea non è un alimento o una molecola, ma un modello di vita, nemmeno poi così dissimile da altri modelli alimentari come ad esempio l’alimentazione asiatica. Di qui il neonato concetto di MediterrAsian diet. La salute, dunque, si compone anche di tradizioni e di un corretto modo di vivere all'interno di un contesto ambientale e sociale.
Nella seconda, seppur non citato all'interno della meta-analisi, mi preme ricordare che la Dieta Mediterranea è anche sobrietà, in contrapposizione agli eccessi alimentari. Per migliorare il nostro stato di salute, pertanto, è importante, oltre che mangiare bene, anche ricordarsi di mangiare con moderazione.
Fonti:

sabato 13 dicembre 2014

La salute in 1500 battute: agrumi con o senza cera?

Se la buccia degli agrumi appare particolarmente lucida, può essere stata trattata con cere conservanti. 
E' importante tenerne conto nella preparazione di dolci o liquori, in cui viene utilizzata anche la buccia dei frutti. 
Una recente sentenza del Tribunale della Corte Europea (3 novembre 2014), ribadisce l'obbligo da parte di produttori di agrumi di dichiarare in etichetta se la superficie della frutta è stata trattata con cere. 
Se l'agrume appare opaco, è molto più probabile che si tratti di un prodotto italiano. Colto e sbucciato a casa nel giro di 24-36 ore e che per questo NON ha bisogno di conservanti

venerdì 10 ottobre 2014

La salute in 1500 battute: Acque minerali, pregi e virtù


Circa il 65% del nostro peso corporeo è acqua. Se ne assumiamo almeno 2 litri al giorno, l’acqua contribuisce al mantenimento delle funzioni cognitive e fisiche normali, e regola la temperatura corporea, Le acque non sono tutte uguali, esse hanno proprietà diverse a seconda del contenuto di sali minerali. La misura del grado di mineralizzazione di un'acqua è espressa in etichetta con il residuo fisso (i sali che rimangono dopo l’evaporazione a 180°C). Sulla base del contenuto di sali minerali le acque si distinguono in:
iperminerali (residuo fisso maggiore di 1500 mg/l): da usare con cautela e solo dopo ave consultato uno specialista;
oligominerali (residuo fisso compreso tra 50-500 mg/l): diuretiche, adatte a chi soffre di ritenzione di liquidi;
minimamente mineralizzate (residuo fisso minore di 50 mg/l): con pochissimi sali disciolti, adatte nelle diete povere di sodio, per persone che soffrono di ipertensione
mediominerali (residuo fisso compresi tra 500-1500 mg/l): adatte per chi ha problemi di digestione dato l’abbondante contenuto di bicarbonati e per chi ha carenze o un accresciuto fabbisogno di minerali. A seconda del minerale prevalente, le acque mediominerali si suddividono ulteriormente in:
bicarbonate (digestive)
calciche (utili per il metabolismo di ossa e denti di bambini, adolescenti, donne in menopausa, anziani)
florurate (possono contribuire alla mineralizzazione dei denti)
magnesiache (utili in caso di stanchezza e di affaticamento psicofisico)



sabato 4 ottobre 2014

Editoriale della Scuola di Ancel — Trasformare la crisi in un’opportunità


Pubblicato in originale su La Scuola di Ancel

Secondo un’indagine condotta da Coldiretti sui consumi degli italiani nel primo bimestre 2014, la crisi metterebbe a serio rischio la nostra dieta mediterranea. Crollano i consumi della pasta (-5%), dell’olio extravergine di oliva (-4%), del pesce (-7%), della verdura e della frutta fresca (-4%). Per la frutta e la verdura, in particolare, si stima che il consumo medio di un'intera famiglia sia inferiore a un chilogrammo al giorno. Ben al di sotto dei 400 g a persona consigliati dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Gli italiani, inoltre, sarebbero “costretti” ad acquistare nei discount e la spesa complessiva alimentare per l’intera famiglia si sarebbe ridotta del 30%, raggiungendo il tetto minimo negli ultimi quindici anni.
L’allontanamento dalla tradizione mediterranea costituisce un potenziale pericolo per la nostra salute. La letteratura scientifica riporta, infatti, che la dieta mediterranea sarebbe associata a una riduzione del rischio di morte complessiva del 9% e in particolare a una riduzione della mortalità per problematiche cardiovascolari del 9%, per cancro del 6%, per malattie neurodegenerative (come Parkinson e Alzheimer) del 13%.
La mistificazione della dieta mediterranea è già avvenuta da tempo e molti banalizzano il nostro stile alimentare con solo consumo di pane, pasta e pizza, come descritto ad esempio in Abbasso la dieta mediterranea, una discutibile disamina delle nostre tradizioni a firma di Paolo Guzzanti. Il citato libro attribuisce alla dieta mediterranea e al consumo dei carboidrati raffinati in eccesso (considerati impropriamente come i cibi caratterizzanti), la causa di obesità, diabete e incrementata mortalità.
Trasformare la crisi in un’opportunitàIl reale significato di dieta mediterranea è invece diverso e per ripassare un ricettario che realmente descriva le nostre tradizioni, invito alla lettura e alla messa in pratica degli insegnamenti dello storico libro Mangiar bene e star bene (con la dieta mediterranea), scritto a quattro mani da Ancel Keys e sua moglie Margaret. Di pane, pasta e pizza quasi nessuna traccia, mentre abbondano minestre con cereali integrali, pesce, legumi, carni bianche, verdure, ortaggi, frutta e dolci a base di frutta.
La crisi è l’unico responsabile del cambiamento delle nostre tradizioni alimentari? La risposta è discutibile. L’allontanamento dalla tradizione mediterranea è avvenuto ancor prima dall’attuale crisi, radicandosi nei nostri gusti e nella nostra cultura. L’occidentalizzazione delle abitudini alimentari italiane, con diffusione dei fast food e del cibo spazzatura, l’onnipresenza di carne e affettati, ne sono un esempio. Una parte di responsabilità è anche da attribuire all’industria alimentare, che per anni ha sollecitato e solleticato i nostri acquisti attraverso l’esaltazione del gusto, piuttosto che basandosi sulla produzione e distribuzione di prodotti salutistici, come ben descritto nel recente libro Grassi, dolci, salati.
È davvero la crisi quindi che non ci fa portare più la frutta in tavola? Una merendina e un frutto hanno prezzi sovrapponibili, ma sfido qualsiasi bambino, posto di fronte a una scelta, a preferire e sbucciare il secondo.
Vorrei lanciare una sfida: trasformare questa crisi in un'opportunità. Potremmo riscoprire sobrietà e semplicità delle nostre tradizioni, che in passato hanno guidato le nostre scelte per necessità, e che invece poi si sono rivelate il punto di forza della nostra salute.
Va evidenziato, inoltre, che la crisi economica ha determinato anche la riduzione del consumo di prodotti precotti e impanati o di cibi pronti, spostando i nostri acquisti verso le materie prime fresche. Le carni bianche vengono oggi preferite alle rosse. Le uova sono più di frequente un'alternativa a carne e affettati e ci auguriamo che questa tendenza interessi presto anche i legumi. Non tutto ciò che proviene dalla crisi è negativo. Allo stesso modo il discount è da considerare una libera scelta di chi decide di acquistare prodotti di case che non investono in pubblicità, un luogo di acquisto che come i supermarket, offre prodotti buoni e anche scelte di minore qualità.
Una cena con cereali integrali, legumi e verdure è tutt'altro che costosa, così come tornare a fare merenda con un frutto o con una fetta di pane, pomodoro e olio. Il tutto acquisirebbe più valore se sostenuto da una profonda opera di educazione nutrizionale e alla salute da parte delle istituzioni, delle scuole e delle famiglie.
Proviamo?

Fonti:

domenica 10 agosto 2014

Editoriale della Scuola di Ancel — Yogurt alla frutta o con la frutta?

Pubblicato in originale su La Scuola di Ancel

Dopo aver affrontato in un precedente editoriale l’argomento latte, oggi vorrei dedicarmi allo yogurt, suo derivato. A differenza della tanto contestata materia prima da cui origina, lo yogurt nell’accezione comune è generalmente considerato un alimento salutistico.
Lo yogurt ha consistenza cremosa e gusto acidulo, deriva dal latte generalmente vaccino, attraverso l’inoculazione di microorganismi batterici anche detti fermenti lattici (più di frequente il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus).
Il processo di fermentazione conferisce allo yogurt alcune proprietà diverse rispetto al latte:
  • maggiore digeribilità e minore contenuto di lattosio, in parte trasformato in acido lattico;
  • maggiore concentrazione di vitamine del gruppo B;
  • maggiore biodisponibilità del calcio;
  • maggiore capacità saziante, grazie alla consistenza più densa;
  • presenza di fermenti lattici vivi che possono giovare alla flora batterica intestinale, favorendo l’instaurarsi di condizione contrarie allo sviluppo di batteri putrefattivi.
Lo yogurt esiste nelle versioni:
  • intero (grasso minimo 3%);
  • parzialmente scremato (grasso compreso tra lo 0,5 e il 3%);
  • magro (con un contenuto di grassi massimo pari allo 0,5%).
La normativa recita che il contenuto di frutta nello yogurt può arrivare a un massimo del 30%; non viene invece specificato il quantitativo minimo di frutta. Nella realtà dei banconi del supermercato, la frutta nello yogurt di rado raggiunge il 20%, piuttosto assistiamo a un contenuto pari al 10-14%. Tradotto in grammi, la frutta presente in un vasetto standard da 125 g è davvero poca, circa 10-15 g, laddove una mela pesa circa 180 g.
Che tipo di frutta contiene uno yogurt? In genere disidratata, ma più frequentemente le etichette riportano la presenza di puree di frutta o di succhi di frutta concentrati. Nel caso di aggiunta di succhi concentrati, il contenuto di fibra alimentare, vitamine e fitochimici (come carotenoidi, antociani, terpeni ai quali è generalmente associato un effetto benefico per l'organismo) è quasi del tutto assente o irrilevante rispetto al prodotto fresco. Tuttavia, anche nel caso di aggiunta nello yogurt di frutta disidratata, le trasformazioni impoveriscono inevitabilmente la materia prima.
A cosa prestare attenzione nell’etichetta di uno yogurt alla frutta? Agli aromatizzanti, coloranti, addensanti, poiché la loro assenza denota un prodotto più genuino. Lo yogurt può fare a meno di additivi.
Il contenuto di zuccheri semplici è anche degno di nota, poiché talvolta supera quello legato al contenuto di frutta. Ciò indica che altri zuccheri vengono addizionati allo yogurt, per rendere il prodotto più dolce e appetibile. Questo è vero soprattutto nei prodotti per bambini, che contengono di frequente anche coloranti, ai fini di attirare l’attenzione con colori sgargianti. Un vasetto standard di yogurt alla frutta può arrivare ad avere ben 4-5 cucchiaini di zucchero, rispetto al cucchiaino scarso di zucchero di uno yogurt bianco. Per uno yogurt alla frutta, è preferibile che contenga meno di due cucchiaini di zucchero per vasetto (corrispondenti a 10 g).
Alla luce di quanto detto, tra uno yogurt alla frutta e uno yogurt bianco con aggiunta di frutta fresca quale preferire? Per quanto mi riguarda vinco la pigrizia e scelgo frutta fresca anche perché, al di là dell'etichetta, nello yogurt è molto più buona.

Per approfondimenti:

lunedì 19 maggio 2014

Editoriale della Scuola di Ancel — 24 e 25 maggio 2014, Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista

Pubblicato in originale su La Scuola di Ancel

Il 24 e 25 maggio 2014 si celebrerà la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista, iniziativa voluta e organizzata dal nostro quotidiano online La Scuola di Ancel – Nutrizione Informazione Prevenzione. Numerosi biologi nutrizionisti si metteranno a disposizione dei cittadini per compiere un servizio di prevenzione primaria dell'obesità e dei correlati dismetabolismi. L’evento è alla sua prima edizione e partirà in via sperimentale in quattro città italiane:
  • Roma, Piazza Mastai in Trastevere
  • Milano - Sesto San Giovanni, Piazza Santa Maria Ausiliatrice
  • Napoli, Piazza Trieste e Trento
  • Bari, Piazza del Ferrarese
Per l'occasione, nelle piazze indicate, a partire dalle 10:00 fino alle 18:00, numerosi biologi nutrizionisti presteranno volontariamente e gratuitamente la loro opera professionale all'interno di stand, organizzati in studi di consulenza. I biologi effettueranno a chi ne farà richiesta: interviste alimentari e dello stile di vita, valutazioni antropometriche e dello stato nutrizionale. Il servizio è finalizzato a individuare potenziali criticità per il benessere della persona e alla raccolta di dati che saranno oggetto di studio.
La Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista si prefigge, dunque, i seguenti obiettivi per la popolazione:
  • aumentare la consapevolezza degli errori alimentari;
  • sensibilizzare sulle ripercussioni negative che l'eccesso ponderale ha sullo stato di salute;
  • dare indicazioni su come intraprendere uno stile di vita salutistico.
In tale contesto saranno forniti consigli personalizzati e rilasciato materiale informativo.
La redazione della Scuola di Ancel è interamente costituita da biologi nutrizionisti che operano, sin dall'istituzione della nostra testata giornalistica, con l'intento di valorizzare la figura professionale del biologo e di comunicare informazioni scientifiche, con un linguaggio di facile fruibilità.
La Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista del 24 e 25 maggio si configura, quindi, come il braccio operativo sul territorio di quello che da sempre è il nostro lavoro.
Ricordiamo che in Italia una persona su tre è al di sopra del proprio peso ideale. Al problema della malnutrizione per eccesso sono correlate disfunzioni metaboliche che possono minare significativamente la salute della popolazione e incidere sulla spesa sanitaria. Patologie correlate all'obesità quali l’ipertensione, l’intolleranza glucidica, il diabete, la steatosi epatica, solo per citare qualche esempio, non sono più esclusive delle persone adulte ma iniziano, in maniera preoccupante, a interessare anche i bambini in età scolare.
Tra le principali abitudini non corrette dell’alimentazione e dello stile di vita, troviamo:
  • il crescente numero di pasti consumati frettolosamente e fuori casa, a causa dei ritmi di vita incalzanti;
  • l’ambiente obesogeno e le scelte alimentari non salutistiche (junk food, fast food, maxi porzioni, alimenti iperconditi, abuso di bibite zuccherate);
  • il tempo sempre più esiguo che dedichiamo alla preparazione dei pasti, con conseguente aumento del consumo di alimenti precotti, preconfezionati, impanati, pizza, eccetera;
  • la crescente richiesta di comfort food (cibo consolatorio), probabilmente correlata allo stress e ai ritmi frenetici quotidiani;
  • l’ipomotilità e la diseducazione al movimento (dipendenza da schermi, disabitudine o impossibilità di giocare in strada e praticare sport).
Molto spesso le persone non riescono a valutare in maniera obiettiva la propria situazione di sovrappeso e tralasciano aspetti fondamentali di una corretta alimentazione come giusto apporto di sale, equilibrata alternanza degli alimenti, introito adeguato di frutta e verdura. Non conoscono la corretta preparazione delle pietanze per preservarne le proprietà nutrizionali. Ignorano le linee guida alimentari dedicate a ogni fascia di età e specifica condizione come gravidanza, allattamento, età evolutiva, sport, menopausa, età senile... Diviene a tal proposito di fondamentale importanza il lavoro del biologo nutrizionista per un’attenta analisi delle abitudini alimentari e dello stile di vita.
Fondamentale in questa iniziativa è stato il costante sostegno dell’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi) che ha creduto in questa iniziativa e patrocinato l'evento. L’ENPAB è interessata infatti a promuovere interventi di welfare in favore dei propri iscritti, per realizzare i compiti legittimati dalla previsione normativa dell’art. 10 bis della legge n. 99/2013. All'importanza della funzione istituzionale di assistere il biologo professionista iscritto all'Ente si collegano i positivi riflessi previdenziali connessi alle iniziative a sostegno e sviluppo della libera professione.
L'augurio è che la Giornata Nazionale del Biologo Nutrizionista possa rappresentare in futuro un solido riferimento per tutta la popolazione e che l'iniziativa sia estesa capillarmente su tutto il territorio nazionale.
Tutta la redazione della Scuola di Ancel e i suoi stretti collaboratori porgono, infine, i più sentiti ringraziamenti a:
  • DS MEDIGROUP (società leader in Italia nel campo della tecnologia per la nutrizione clinica) che parteciperà presso gli stand con le proprie apparecchiature e i propri specialisti per fornire valutazioni impedenziometriche
  • Acaya Consulting S.r.l. Formazione e Progetti ECM, che si occuperà dell’organizzazione tecnico-logistica dell’iniziativa
  • I referenti nazionali del progetto
    • dottor Michele Ettorre, Biologo Nutrizionista
    • dottoressa Tiziana Stallone, Biologo Nutrizionista e Direttore responsabile della Scuola di Ancel
    • dottor Sergio Nunziante, Presidente Enpab
    • professor Stefano Dumontet, Direttore Osservatorio sulla professione del biologo
  • I referenti regionali del progetto
    • Lazio (Roma) dottoressa Tiziana Stallone
    • Lombardia (Milano) dottoressa Laura Imperadori
    • Campania (Napoli) dottor Salvatore Ercolano
    • Puglia (Bari)  dottoresse Valentina Galiazzo, Anna Maria Venneri e Francesca Morleo

Per approfondimenti:

lunedì 10 marzo 2014

Buongiorno benessere, le proprietà racchiuse nel verde

Cicoria: inulina e benessere intestinale
La cicoria contribuisce alla nostra bellezza, attraverso la salute dell’intestino. La particolare fibra solubile di cui è costituita, l’inulina, è definita “prebiotica” che “precede la vita”. L’inulina, infatti, favorisce la proliferazione intestinale di batteri benefici (come i bifidobatteri), sottraendo spazio ad altri batteri potenzialmente dannosi (l’escherichia coli, la listeria, la salmonella, alcuni tipi di cocchi).
Se l’intestino è in equilibrio, l’assorbimento dei nutrienti avviene in maniera più efficiente e questo si riflette anche sull’aspetto esterno.
Per preservare le proprietà della cicoria è preferibile consumarla bollita in poca acqua o al vapore. In alternativa soffritta con aglio e olio extravergine di oliva

Menta: carminativa per il gonfiore addominale
La menta è un concentrato di minerali, calcio e potassio in particolare. Il verde brillante dovuto alla clorofilla, ne conferisce proprietà anti-ossidanti e anti-invecchiamento. La sua peculiarità è l’alta concentrazione di mentolo, un terpene, con azione benefica sull’apparato digerente. Poche foglioline aggiunte nelle pietanze o all’interno delle tisane aiutano la digestione, hanno proprietà antispastiche e carminative. Attenuano le fermentazioni intestinali e il fastidioso ventre gonfio.

Kiwi: vitamina C e collagene
Ai fini della bellezza il kiwi svolge un’azione diuretica, per l’alta concentrazione di potassio e depurativa, favorendo il transito intestinale. Si caratterizza per un elevato contenuto di vitamina C, superiore a quello degli agrumi, che lo rende un alleato della pelle. La vitamina C promuove, infatti, la produzione di nuovo collagene, contrastando con un uso quotidiano, la formazione di rughe. E’ un frutto particolarmente indicato per i fumatori, spesso deficitari di vitamina C

Zucchina: drenante
Ingiustamente considerato un ortaggio inutile. E’ prima di tutto un integratore di acqua e potassio, soprattutto se le zucchine sono consumate al vapore. Il contenuto di fibra alimentare è ridotto, per questo le zucchine sono di estrema digeribilità e utili per un intestino irritato. 
E’ consigliato ad esempio consumare zucchine per qualche giorno dopo un week end di eccessi alimentari per:



  • Incrementare della diuresi e l’eliminazione dei sali accumulati in eccesso (le mani, le caviglie e le borse sotto ali occhi si sgonfiano).
  • Riduzione delle fermentazioni intestinali che potrebbero far seguito ad un weekend di eccessi


Foto. con la collega Sara Farnetti e in studio

La puntata verde può essere rivista per una settimana a questo link. Il mio intervento al minuto 5:00